L'evento

Adunata Genova 2026, la lettera agli Alpini del Ministro Crosetto

Genova sta vivendo una delle manifestazioni più sentite e profonde trasformandosi nel palcoscenico naturale per la 97esima Adunata Nazionale degli Alpini

Adunata Genova 2026, la lettera agli Alpini del Ministro Crosetto

Genova sta vivendo una delle manifestazioni più sentite e profonde trasformandosi nel palcoscenico naturale per l’Adunata Nazionale degli Alpini. La città della Lanterna, con i suoi carruggi stretti e le sue piazze affacciate sul mare, accoglie migliaia di iscritti all’Associazione Nazionale Alpini in un clima di festa che travalica il semplice raduno associativo. L’evento rappresenta un momento di coesione nazionale senza eguali, dove il valore della memoria si intreccia indissolubilmente con l’impegno costante verso il prossimo, caratteristica distintiva che da oltre un secolo definisce l’identità delle Penne Nere.

La scelta della Liguria come sede di questa imponente manifestazione non è affatto casuale ma riflette il legame storico e geografico tra il mare e la montagna, due elementi che nella cultura alpina trovano una sintesi perfetta attraverso il concetto di servizio e resilienza. Le strade genovesi vedono sfilare uomini di ogni generazione, dai reduci che portano con sé il peso della storia ai giovani che vedono nel cappello alpino un simbolo di appartenenza a una comunità basata sulla solidarietà e sul sacrificio. L’indotto economico e turistico per il territorio è significativo, ma l’aspetto che più colpisce resta l’impatto emotivo e il senso di sicurezza che la presenza degli Alpini trasmette alla cittadinanza.

Adunata Genova 2026, la lettera agli Alpini del Ministro Crosetto

In occasione di questo solenne appuntamento, il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha voluto indirizzare una lettera accorata e densa di significato a tutti i partecipanti:

Messaggio del Ministro della Difesa 97ª Adunata Nazionale Alpini Genova, 8-10 maggio 2026

Alpini d’Italia,

questa 97ª Adunata Nazionale a Genova non è soltanto un appuntamento importante: è, ancora una volta, un ritorno a casa.

Genova ci accoglie con la sua storia, con i suoi carruggi, con il mare che incontra le montagne. Una città che, pur affacciata sull’orizzonte aperto, custodisce lo stesso spirito delle terre alte: sobrietà, fatica, solidarietà. Non è un caso che qui, per la sesta volta, si ritrovino le Penne Nere.

La Lanterna, faro simbolo della città e tra i più alti d’Europa, da secoli indica la rotta ai naviganti. In questi giorni sarà, idealmente, un faro anche per noi. Perché l’Adunata è questo: un richiamo, un orientamento, un punto fermo che ci riporta a ciò che siamo.

Proprio dal porto di Genova, nel luglio 2023, è salpata nave Amerigo Vespucci per il suo tour mondiale, per poi tornarci nel giugno 2025, salutata dall’abbraccio degli italiani.

In questa realtà così ricca di storia e identità, l’Adunata degli Alpini assume un significato ancora più profondo, perché è il momento in cui una grande famiglia si ritrova, nel ricordo di chi non c’è più, nella fierezza di ciò che rappresenta e nel senso di appartenenza che unisce generazioni diverse sotto lo stesso cappello con la penna nera.

Il primo pensiero va ai nostri Caduti. A chi non è più tornato, a chi ha dato tutto, fino all’ultimo. E va anche a chi porta ancora addosso, nel corpo e nell’anima, i segni del servizio. A loro dobbiamo non solo rispetto, ma una riconoscenza profonda, che non si esaurisce nel ricordo, ma vive ogni giorno nel nostro modo di essere.

Per me, essere qui, rivolgere a tutti Voi un saluto — anche solo a parole — ha un significato speciale. Sono un Alpino. Lo sono stato durante il mio servizio di leva, e lo resto dentro. Ma prima ancora, sono figlio e nipote di Alpini. Sono cresciuto respirando quei valori senza bisogno che venissero spiegati: li vedevo nei gesti, nel silenzio, nel senso del dovere, nella capacità di esserci sempre, senza clamore.

È questa la forza degli Alpini: una fraternità autentica, che nasce nelle difficoltà e non si spegne mai. Una comunità che non ha bisogno di tante parole, perché si riconosce in uno sguardo, in una stretta di mano, in quel semplice, potente: “Presente.”

Per chi, come me, è cresciuto in una famiglia di Alpini — figlio e nipote di Alpini — questo legame non è solo istituzionale. È qualcosa che si porta dentro: fatto di ricordi, di valori trasmessi da una generazione all’altra, di quella fraternità silenziosa che nasce nei momenti più difficili e che dura tutta la vita.

In ogni Alpino, in servizio o in congedo, vive ancora l’intuizione di Giuseppe Domenico Perrucchetti: essere parte di un Corpo che conosce le montagne, che vive tra la gente, che condivide il destino delle comunità. Uno spirito che non appartiene solo alla storia, ma continua a camminare con noi.

Lo vediamo ogni giorno. Lo abbiamo visto anche nei grandi eventi più recenti, come le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Un impegno corale che ha visto le donne e gli uomini della Difesa e delle Forze dell’Ordine operare in perfetta sinergia per garantire la sicurezza e la complessa cornice logistica dell’evento, affiancati dal prezioso contributo di circa 1.500 volontari dell’Associazione Nazionale Alpini, custodi instancabili dei valori di servizio e solidarietà che onorano la nostra Nazione e che hanno dato prova, ancora una volta, di cosa significhi servire con competenza, dedizione e umanità.

Ma soprattutto lo vediamo nelle emergenze, nelle calamità, nei piccoli e grandi gesti quotidiani. Sempre pronti, sempre presenti. Senza chiedere nulla in cambio.

Questo è il vostro — il nostro — patrimonio più grande: la fiducia delle persone.

L’Adunata è il momento in cui tutto questo si rende visibile. È l’abbraccio tra generazioni: tra chi ha scritto pagine di storia e chi oggi ne raccoglie il testimone. Ai più giovani voglio dire: custodite questo spirito, fatelo vostro, portatelo avanti con orgoglio e responsabilità. Perché essere Alpini non è solo indossare un cappello: è un modo di vivere.

Un grazie sincero al Presidente Nazionale Sebastiano Favero, al Presidente della Sezione ANA di Genova Stefano Pansini e a tutti coloro che, con impegno e passione, hanno reso possibile questa Adunata.

A voi, Alpini d’Italia e del mondo, il mio saluto più affettuoso e la mia sincera gratitudine.

Buona 97ª Adunata Nazionale.

Viva gli Alpini. Viva l’Italia.

Firmato On. Guido CROSETTO