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Alluvione aprile 2025: “Un anno di promesse, ma i Comuni non ricevono fondi”

La consigliera regionale Gianna Pentenero, attraverso un'interrogazione ha portato in aula il malumore dei territori

Alluvione aprile 2025: “Un anno di promesse, ma i Comuni non ricevono fondi”

A quasi dodici mesi dal disastro che ha colpito il territorio  piemontese  (17 aprile 2025), la denuncia di Gianna Pentenero in Consiglio Regionale: «Basta annunci, servono tempi certi e rimborsi integrali. La burocrazia non può essere un alibi per l’insicurezza del territorio».

Alluvione aprile 2025: “Un anno di promesse, ma i Comuni non ricevono fondi”

L’anniversario dell’alluvione che nell’aprile 2025 ha messo in ginocchio il Piemonte si avvicina, ma per molti Sindaci della Città Metropolitana di Torino il fango sembra non essersi mai asciugato del tutto. Non è una questione di detriti, ma di conti che non tornano.

La consigliera regionale del Pd,  Gianna Pentenero, attraverso un’interrogazione a risposta immediata, ha portato in aula il malumore dei territori, giudicando “insoddisfacenti” le rassicurazioni fornite dall’Assessore Marco Gabusi. Se da un lato la Regione snocciola cifre — 35,5 milioni di euro dal Governo e 5 milioni di fondi regionali — dall’altro mancano le due variabili più importanti: il cronoprogramma e la liquidità reale.

I numeri della sofferenza finanziaria

Il divario tra le necessità del territorio e le risorse effettivamente arrivate nelle casse comunali è preoccupante. Ad oggi, la situazione si presenta così:

  • Danni totali stimati: 28,4 milioni di euro (dato aggiornato a dicembre 2025).

  • Interventi prioritari fermi: 11,5 milioni di euro per opere classificate a “priorità massima” contro il rischio residuo sono ancora in attesa di finanziamento.

  • Il caso Città Metropolitana: A fronte di 5 milioni già anticipati dall’ente per lavori di somma urgenza, il rimborso regionale si è fermato a soli 3,2 milioni, lasciando un buco di quasi 2 milioni.

Strade bloccate e territori fragili

Oltre al danno economico, c’è quello sociale. Molti Comuni convivono ancora con viabilità compromessa e strade interrotte, una situazione che limita la libertà di movimento dei cittadini e la sicurezza dei trasporti.

«Non bastano le rassicurazioni su uffici “pronti” o l’attesa di un imminente Consiglio dei Ministri per sbloccare nuovi fondi», ha incalzato Pentenero. «Siamo quasi a un anno dal tragico evento e la burocrazia sta diventando l’alibi perfetto per l’incertezza finanziaria dei nostri Comuni».

La richiesta alla Giunta regionale

La richiesta è chiara: passare dalla fase della pianificazione “sulla carta” a quella dei cantieri e dei bonifici. I sindaci, che per primi hanno risposto all’emergenza impegnando i propri bilanci, non possono essere lasciati soli a gestire il peso dei debiti contratti per mettere in sicurezza i propri cittadini.

La vigilanza in Consiglio Regionale resterà alta: l’obiettivo è garantire che il ripristino del territorio non resti un’incompiuta burocratica, ma diventi una realtà tangibile prima della prossima stagione delle piogge.