Il personaggio

Antonella Bianchi, trasformare il dolore in solidarietà

Dal Belgio al Piemonte per poter guarire e aiutare gli altri: la storia di una donna che non si è arresa e oggi sfida le malattie autoimmuni

Antonella Bianchi, trasformare il dolore in solidarietà

La sua esperienza a contatto di due patologie autoimmuni reumatiche si trasforma in un impegno per tutta la comunità. Antonella Bianchi, conosciuta per essere la segretaria della Pro Loco di Mazzè, è infatti diventata da poco referente del Piemonte dell’AMAREC (Associazione Malattie Reumatiche Croniche Onlus), e sta lavorando per creare in paese un punto di ascolto in collaborazione del Comune in modo da offrire informazioni e sostegno ai malati.

Antonella Bianchi, trasformare il dolore in solidarietà

Un epilogo di una storia personale che è lei stessa a raccontare. «Vivevo in Belgio – riferisce Antonella – quando nel 2015 a causa di fortissimi dolori articolari che non mi consentivano quasi più di stare in piedi sono dovuta rientrare in Italia su consiglio dei medici che mi dissero: «Vedrà il sole dell’Italia le farà bene». Ma i dolori non cessarono. Così feci degli esami e la diagnosi mi sconvolse: fibromialgia e spondiloartrite psoriasica. Ma non mi arresi. Insieme alla reumatologa seguii delle cure integrate con l’alimentazione antinfiammatoria e riuscii a stare meglio».

Inizia così la ripresa e Antonella studia per conoscere rimedi e metodi naturali utili ad affrontare queste patologie croniche. A Parigi si laurea in Dietetica e Nutrizione Clinica a Terapeutica. Diventa inoltre membro del direttivo di AIHC (Associazione Italiana Health Coaching) e di AMAREC, svolgendo nel contempo la sua professione di healt coach in nutrizione integrata e mindfulness e anche RSPP, formatrice e consulente in salute e sicurezza sul lavoro.

«Ad oggi – aggiunge Antonella – convivo con queste patologie riuscendo a mantenere il benessere grazie a un’alimentazione sana, a una gestione più attenta dello stress e a una comunicazione empatica. Il mio obiettivo è creare un punto di ascolto a Mazzè in qualità di referente di AMAREC per condividere le mie conoscenze con gli altri, dare informazioni e sostegno. Trasformerò così la mia esperienza in un gesto di solidarietà con chi convive con le mie stesse patologie spesso poco conosciute ma che coinvolgono molte persone».