Il caso

Avogadro alla Sogin, Grimaldi: “Favore milionario a John Elkann”

Lo dichiara Marco Grimaldi, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha chiesto chiarimenti urgenti in Aula

Avogadro alla Sogin, Grimaldi: “Favore milionario a John Elkann”
“L’acquisizione da parte di Sogin del Deposito Avogadro non è una semplice operazione tecnica: è un favore milionario a John Elkann, pagato con soldi pubblici e approvato in silenzio dal Consiglio dei Ministri. Una scelta che impone un’immediata informativa parlamentare da parte del Ministro Pichetto Fratin”. Lo dichiara Marco Grimaldi, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha chiesto chiarimenti urgenti in Aula su un’operazione definita “Opaca e politicamente gravissima”.

Avogadro alla Sogin, Grimaldi: “Favore milionario a John Elkann”

“Il Governo – prosegue Grimaldi – si assume l’onere economico e ambientale di un impianto problematico, mentre Stellantis si libera di un’eredità scomoda. Elkann incassa, lo Stato si accolla i rischi, i territori restano esposti. È l’ennesimo caso in cui il privato guadagna e il pubblico paga”.
Il sito di Saluggia, dove si trova l’ex reattore Avogadro RS-1, è da decenni un nodo critico per la gestione delle scorie radioattive. “Un’area fragile – sottolinea Grimaldi – su cui Arpa e Isin hanno espresso forti perplessità. Ma per il Governo e per Elkann, la sicurezza ambientale può essere sacrificata in nome del profitto.”
“Dietro la retorica del decommissioning – incalza – si nasconde una strategia per riaprire al nucleare, eludendo il confronto democratico e ignorando due referendum. Il Governo agisce come un consiglio d’amministrazione al servizio dei grandi gruppi industriali, più attento agli interessi di Elkann che alla volontà dei cittadini”.
“Chiediamo che il Ministro riferisca subito in Aula: quanto è costata l’operazione, quali garanzie sono previste per i territori, e se davvero si vuole riaprire la stagione del nucleare. Perché il punto non è solo l’atomo: è la democrazia”.
“Se si vuole cambiare rotta, lo si dica chiaramente e si torni a consultare i cittadini. Basta scorciatoie. Il Parlamento non può restare spettatore muto di un patto tra Governo e grandi gruppi industriali. Auspichiamo che anche la Corte dei Conti apra un fascicolo per verificare la legittimità e l’interesse pubblico di questa operazione”.