Beppe Bava, 50 anni al servizio dei cittadini LE FOTO
Più di trecento persone hanno partecipato alla presentazione del libro che racchiude aneddoti e ricordi della sua esperienza politica.

Mezzo secolo, sono tanti anni. Sono quelli che Beppe Bava ha trascorso in politica, ricoprendo incarichi amministrativi vari, ma la maggior parte dei quali con la fascia tricolore. E per celebrarli, venerdì 11 aprile, più di trecento persone si sono date appuntamento nel salone parrocchiale di San Sebastiano per una "festa" tra aneddoti e ricordi. Ospite d'onore, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che non ho voluto mancare per un saluto a chi ha lasciato il segno nel territorio.



















Beppe Bava, 50 anni al servizio dei cittadini
Beppe Bava è il sindaco per antonomasia di San Sebastiano da Po. Paese che a lui deve davvero molto, ma più in generale l’intera collina e anche Chivasso. Accanto a lui, sul palco, il figlio Emanuel Bava e Piera Savio, direttrice de "la Nuova Periferia".
In sala sindaci, amministratori, e tantissima gente comune.
Bava ha voluto raccontare questo suo lungo viaggio, fatto di sogni, speranze, emozioni, delusioni e soddisfazioni, con tanti traguardi raggiunti, in un libro intitolato semplicemente «50 anni con voi». È emozionante sfogliare le pagine di questo scritto che Bava dedica alla sua famiglia, dalla moglie ai figli, ai nipoti, alla sorella, come una sorta di riscatto: «Tempo rubato a loro, alla nostra vita. Perdonatemi le mie assenze».
Un personaggio eclettico
Nel libro emerge la figura di questo giovane eclettico che non amava tanto andare a scuola, preferiva gli amici e le prime fidanzatine, ma che è arrivato al diploma, conscio dei grandi sacrifici che i suoi genitori facevano per il suo futuro. Gli anni della «naja», della ricerca del lavoro e della decisione di scegliere la libera professione, perché questa gli permetteva di dedicarsi alla sua passione: la politica. Quella con la P maiuscola, che oggi purtroppo non c’è più. Poi il matrimonio con Piera, storica maestra di San Sebastiano, la donna che gli ha permesso di fare tutto quello che ha fatto, e l’elenco è lunghissimo, perché si è sobbarcata in prima persona la gestione della casa e dei figli. Emanuel e Irene, due ragazzi che gli hanno dato grandissime soddisfazioni. E la gioia della loro nascita trasuda in tutte le pagine, così come l’amore sconfinato per i nipoti. Ci sono i racconti delle elezioni, il dolore per la morte di un concittadino, i successi e gli insuccessi, gli anni delle alluvioni, i sogni a cui ha dovuto rinunciare.
L'impegno civico come missione
Come chiarisce lui stesso, questo libro non è un elenco di opere pubbliche fatte, quelle sono sotto gli occhi di tutti. È la storia di un uomo che dell’impegno civico ha fatto la sua bandiera.
Che non cerca riconoscimenti particolari, ringraziamenti pubblici, perché lo dice senza esitazioni: «Quello che ho svolto è il lavoro per cui mi sono candidato e per il quale i cittadini mi hanno votato».
Non manca la commozione quando si sofferma sul Covid che ha portato grandi lutti senza lasciare neanche la possibilità di porgere l’ultimo saluto.
Oppure la sua partecipazione, nel novembre dello scorso anno, all’assemblea Anci che lui vive in modo pensoso e affaticato provando quasi un senso di lontananza. Mentre i giovani amministratori sono entusiasti fra abbracci e selfie. E di colpo ritorna gli anni della sua giovinezza quando lo stesso entusiasmo accendeva il suo sguardo e scaldava il cuore: «Ma non ho rimpianti - scrive - ho sempre dato il massimo per rappresentare il mio Comune».
Grazie Beppe.