CHIVASSO

Campo «Pastore», tutto da rifare

Dall’erba sintetica («illegale» a partire dal 2030) agli spogliatoi, la struttura cade a pezzi. Anche la palazzina nuova è inagibile

Campo «Pastore», tutto da rifare
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Silenzio, bocche cucite, a Palazzo Santa Chiara, sul futuro del campo sportivo «Ettore Pastore» di viale Matteotti a Chivasso.

Campo «Pastore», tutto da rifare

E questa volta non parliamo (solo) dei suoi occupanti, di una struttura, culla e tempio del calcio chivassese, che sta inesorabilmente cadendo sotto il peso degli anni e della mancata manutenzione.
Tralasciando la gradinata d’accesso (che può essere portata ad esempio di barriera architettonica) e il locale adibito a bar, lo stato di degrado emerge chiaramente dalle condizioni in cui versano gli spogliatoi collocati sotto la tribuna storica, lato via Orti.

Gli altri, quelli nuovi, nonostante i soldi spesi in questi anni non si possono nemmeno utilizzare in quanto senza arredo (si parla di 20 mila euro) e «mai consegnati» alla società, così almeno si dichiara in viale Matteotti, mentre dovrebbero essere state risolte le infiltrazioni dal tetto. Dubbi anche sulla caldaia, installata nel 2008.

Le strutture

Tornando agli spogliatoi, i calciatori sono costretti a cambiarsi tra muri scrostati, soffitti neri di muffa e docce verdi di muschio, con tombini senza copertura al centro del pavimento (inutile dire quanto sia facile farsi male) e intonaci che si sgretolano su vestiti e borse.

All’esterno la situazione non è migliore, e basta un’unghia per «bucare» la superficie del muro.
Spostandosi verso la porta sud, vi è poi il problema del distacco del rivestimento in paramano della palestra dell’Istituto Europa Unita: frammenti di cemento e mattoni che se non sul portiere, potrebbero cadere su chiunque si trovasse a camminare a bordo campo.

Ma i problemi non sono finiti qui, dato che (problemi di omologazione, scaduta, a parte) anche l’erba sintetica realizzata vent’anni fa dal compianto Giorgio Tappero dovrà essere sostituita entro poco tempo. La nuova normativa europea, infatti, ha reso fuori legge i granuli di gomma utilizzati per «riempire» lo spazio tra i fili d’erba e sorreggerli, e il termine ultimo è fissato nel 2030: domani, quando si parla di programmazione di una città.

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Dal Comune? Nulla

Al momento, come detto, da Palazzo Santa Chiara le bocche restano cucite, e così bisogna necessariamente rifarsi alla delibera di Giunta datata 9 ottobre 2023 con cui l’amministrazione guidata da Claudio Castello aveva approvato il progetto di fattibilità per il rifacimento del manto artificiale del campo «Ettore Pastore», passo necessario per far sì che l’impianto di viale Matteotti possa ottenere l’omologazione de parte della Lega Nazionale Dilettanti. Il provvedimento è legato al bando «Sport Missione Comune» dell’Istituto Credito Sportivo, e anche in questo caso una «mancata vittoria» avrà conseguenze drammatiche per il futuro del tempio del calcio chivassese.
Il progetto, redatto dallo studio associato di ingegneria e geologia «Geotecnologie» di Caresanablot, prevede un investimento di 254 mila euro: 247 mila per la sistemazione del campo con la posa della nuova pavimentazione sintetica; 2 mila 600 euro per le opere idrauliche; 4 mila 331 euro per l’impianto di irrigazione. Al momento, stando almeno alla documentazione disponibile sul sito della Regione Piemonte, il progetto non sembra essere stato finanziato...
«I campi realizzati entro il 2030 potranno essere condotti a fine vita per una quindicina di anni - spiega dopo lunga insistenza il sindaco Castello - con l’utilizzo di materiali che abbiano una tracciabilità. Abbiamo partecipato a un bando, non lo abbiamo vinto ma speriamo di essere “ripescati”. In caso contrario rifaremo il campo con fondi nostri. Per quanto riguarda l’interno, abbiamo tinteggiato la tribuna, mentre gli spogliatoi vecchi non sono stati toccati. Siamo intervenuti invece sugli spogliatoi nuovi, ma non so perché non possano essere utilizzati. Verificherò con l’ufficio tecnico, in ogni caso saranno sistemati in vista del nuovo bando o affidamento che avverrà a breve. La società che riceverà il Pastore dovrà avere un progetto sociale e sportivo, e prevedere opere strutturali che siano sostenibili nel tempo».

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