CHIVASSO

Carnevale, il Comune chiede indietro 7mila euro a L’Agricola

Al centro delle verifiche le edizioni 2022 e 2023. I controlli potrebbero estendersi anche alla Patronale

Carnevale, il Comune chiede indietro 7mila euro a L’Agricola
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«L’obiettivo è quello di trovare una soluzione». E’ un «anonimo» assessore a lasciarsi scappare queste (poche) parole commentando la delicata quanto complessa querelle che, da tempo, vede contrapposti gli uffici di Palazzo Santa Chiara e la Pro Loco L’Agricola guidata dal presidente Davide Chiolerio.

Carnevale, caso contributi

Non è un segreto che, quest’anno, i contributi per la realizzazione del Carnevale 2024 siano stati concessi solo all’ultimo e con una cifra ben inferiore rispetto a quanto richiesto, così come chiunque abbia partecipato ai vari eventi non ha potuto non notare la presenza «defilata» dell’amministrazione comunale, sindaco Claudio Castello in primis (non si è fatto vedere nemmeno il 6 gennaio alla presentazione delle maschere al Teatrino Civico) seguito a ruota dall’assessore alla cultura Gianluca Vitale. Mai presente, nemmeno per sbaglio.

Il punto di partenza è la lettera del 6 febbraio con cui gli uffici «intimano» alla Pro Loco di restituire al Comune poco meno di 7 mila euro (6 mila 962,50 per essere precisi) entro trenta giorni, con una richiesta di dilazione (massimo 36 rate mensili) da presentare entro dieci giorni. (Ad oggi non sarebbe stata presentata).

Tutti i numeri

Una cifra importante per la Pro Loco, e per qualsiasi associazione in generale, legata al Carnevale 2022 e a quello del 2023: nel primo caso (Carnevale e sfilata estiva) il Comune risulterebbe a credito di 10 mila 77,15 euro (entrate superiori alle spese), nel secondo (Carnevale e Carnevalone) a debito per 3 mila 114,65 euro. Di «saldi», neanche a parlarne.

Gli uffici sono arrivati a queste cifre passando al setaccio il rendiconto delle due edizioni del Carnevale.
Partendo dal 2022, sarebbero state bocciate spese per l’acquisto di Nocciolini da regalare agli ospiti, spese di cancelleria, mille euro per assistenza antincendio (somme elargite in modo non conforme alla normativa fiscale). Sempre legate al 2022, sono possibili verifiche su di un contributo da 25 mila euro del Ministero Beni Culturali, concesso pur in assenza di un consigliere di nomina comunale nel direttivo della Pro Loco. Ma questa è un’altra storia.

Ancora nel 2022, sono stati spesi 13.371,78 euro per lo Street Food del 3 e 4 settembre per un incasso pari a 6.366,58 euro. Un evento, a quanto pare, in assoluta perdita.
Passando al 2023, Palazzo Santa Chiara ha bocciato il pagamento agli sbandieratori («Pezza giustificativa da 500 euro con dicitura farlo diventare mille»), cento euro per il supporto per la spilla dell’Abbà (richiesti 165 euro, pezza giustificativa da 60), e 1370 euro per il pagamento di personale addetto alle biglietterie e ai varchi d’accesso («Pezze giustificative non conformi alle norme contabili, fiscali e contributive e non tracciabili»).

Vi sono poi 1500 euro (bocciati) per la partecipazione di una influencer, tal Benedetta P. (6 mila follower su Instagram) alla sfilata del Carnevalone, mentre dal rendiconto approvato si scopre che il Comune ha pagato 682 euro per il costume degli Alfieri, poco più di mille euro per il costume della Bela Tolera, 2 mila 780 euro per l’allestimento floreale del carro e 247 euro di lavanderia.
Contestati (e bocciati per assenza di ricevute «anche non fiscali») anche i mille 400 euro versati alla Parrocchia per l’affitto dell’oratorio «Carletti».

E tutto senza considerare che, anche per il 2023, la Pro Loco non avrà la restante parte di contributo concessa dal Comune, che in una prima fase ha, come sempre, versato solo il 70% dello stesso pari a 21 mila euro.

Una situazione decisamente ingarbugliata, e che potrebbe ancora peggiorare se, come pare, Palazzo Santa Chiara dovesse mettere mano anche ai conti della festa patronale del «Beato Angelo Carletti», con la nota serata dei borghi e delle frazioni che ogni anno attira migliaia e migliaia di visitatori attratti dall’offerta enogastrononica.

Sindaco e Presidente

Il sindaco Claudio Castello al momento preferisce non commentare. Il presidente de L’Agricola Davide Chiolerio, che non è in scadenza di mandato poiché il direttivo è stato rinnovato per altri tre anni, invece spiega: «Molto semplicemente restituiremo quello che dobbiamo restituire». E’ tranquillo, non lo preoccupa questo «clamore» e dice che la Pro Loco è già al lavoro per organizzare altri eventi.
Tornando per un attimo alla «soluzione» citata in apertura, stando ad alcune indiscrezioni l’Amministrazione starebbe valutando l’ipotesi di creare una «Fondazione» (l’esempio è quella che organizza il Carnevale di Ivrea) in modo da portare avanti direttamente, o quasi, le tradizioni cittadine.

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