Dal Comune

Caro Beato, ma quanto ci costi: spesi 60 mila euro

L'analisi dei conti dell'edizione 2026. Negli anni passati il contributo alla Pro Loco L’Agricola si fermava a 20 mila euro o poco più

Caro Beato, ma quanto ci costi: spesi 60 mila euro

Dai circa ventimila euro di contributo che il Comune di Chivasso erogava un tempo alla Pro Loco «L’Agricola» per l’organizzazione della Festa Patronale del Beato Angelo Carletti, si è passati per l’edizione 2026 a una spesa diretta a carico delle casse comunali pari a 59 mila 862,01 euro. Una cifra decisamente notevole, ricostruita analizzando le ventitré determine (ottenute non senza difficoltà, dato che all’Albo Pretorio sono pubblicate solo le più recenti e nella sezione Amministrazione Trasparente mancano gli allegati) legate alla manifestazione.

Caro Beato, ma quanto ci costi: spesi 60 mila euro

Si tratta di un incremento di quasi tre volte, che evidenzia come la gestione diretta e la frammentazione delle forniture tramite affidamenti singoli abbiano fatto impennare le uscite complessive della manifestazione.
A pesare in maniera determinante sul bilancio finale sono le severe normative in materia di sicurezza e gli adeguamenti tecnici, uniti ai costi degli spettacoli dal vivo. La sola voce legata alla sicurezza e alla sorveglianza supera infatti i 22 mila euro, trascinata dalla redazione del piano di sicurezza per 8 mila 247,20 euro, dagli affidamenti vari per le misure preventive per 8 mila 245,06 euro, dall’impiego del personale addetto alla security e all’antincendio per 5 mila 651,04 euro e dal servizio di sorveglianza notturna per 366 euro.
Sul fronte dell’intrattenimento e dell’offerta artistica, la spesa complessiva sfiora i 22 mila euro. L’attrazione principale resta lo spettacolo piromusicale, con un costo di 7 mila 930 euro, seguito dal DJ set «Just4Deejays» (iniziative promozionali agricole…) pari a 6 mila 87,80 euro. Gli adempimenti SIAE e i diritti musicali assorbono complessivamente oltre 3mila 200 euro, mentre completano il quadro lo spettacolo di falconeria con rapaci da mille 830 euro, l’intrattenimento musicale per la serata fiera da mille 708 euro, il concerto del festival delle bande da mille 260 euro e l’affidamento del service audio per mille 159 euro.

Le spese per la “logistica”

Anche la logistica e la predisposizione delle infrastrutture temporanee richiedono un impegno economico significativo. La realizzazione dell’impianto temporaneo di adduzione gas da bombole GPL e idrico comporta un’uscita di 5 mila 831,60 euro, a cui si sommano i mille 500 euro per il noleggio del capannone adibito al pranzo ed 841,80 euro per l’affitto di otto servizi igienici chimici, compresi quelli dedicati ai disabili.

Infine, la promozione dell’evento e i servizi di rappresentanza coprono i restanti 7 mila euro circa. Questa voce comprende la pubblicità sulla stampa locale e sui mezzi dedicati, i manifesti, l’affissione di vele promozionali, la stampa dei teli per i gazebo istituzionali, la fornitura del servizio di catering per 935 euro e l’acquisto della corona d’alloro per le cerimonie ufficiali.

Mancando i volontari, mano al portafoglio

Confrontando i numeri attuali con la gestione del passato, emerge una riflessione spontanea: se un tempo il contributo economico erogato alla Pro Loco permetteva di valorizzare il lavoro dei volontari (che il Comune non ha) riducendo l’impatto sul bilancio pubblico, l’attuale impianto organizzativo trasforma la festa patronale in un impegno finanziario decisamente più gravoso per la comunità.