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Casa della Salute, la proposta: "Al posto della scuola dell'infanzia"

LiberaMente e Movimento 5 stelle lanciano un’idea.

Casa della Salute, la proposta: "Al posto della scuola dell'infanzia"
Attualità Chivasso, 20 Giugno 2021 ore 05:50

LiberaMente e Movimento 5 stelle lanciano un’idea per il recupero della scuola Marsan di Chivasso che, dicono: «Oggi, non è più una scuola ma è una ferita aperta».

Casa della Salute al posto della scuola dell'infanzia

LiberaMente e Movimento 5 stelle lanciano un’idea per il recupero della scuola Marsan che, dicono: «Oggi, non è più una scuola ma è una ferita aperta».

Entrano nel dettaglio. «E’ un edificio nella cui costruzione sono stati massicciamente utilizzati derivati dall’amianto, in tempi in cui non avevamo ancora toccato con mano il dramma del mesotelioma pleurico. Una malattia che non perdona.
Il nostro Sindaco già annunciava nell’ottobre 2017 che “Il prossimo anno l’edificio verrà raso al suolo”, e che i bambini sarebbero stati quindi trasferiti alla scuola Dasso. Sono passati questi quattro anni, nel frattempo i bambini sono stati trasferiti, ma l’annuncio è rimasto lettera morta: l’ex scuola Marsan rimane in piedi.
Rimane in piedi, abbandonata a se stessa, e continua a costituire una minaccia per la vita che gli scorre intorno, fatta di bambini, ragazzi, genitori e nonni di uno dei quartieri a più alta densità abitativa della nostra città».
Ricordano che pochi anni fa, l’amministrazione Ciuffreda proprio in quel quartiere ha trovato una sistemazione opportuna al mercato del martedì, attrezzando un’area per non creare difficoltà alla viabilità ordinaria, ed ha realizzato un piccolo parco giochi.
Per dare continuità a quelle azioni Liberamente per Chivasso ed il M5S insieme, propongono al sindaco ed all’amministrazione di procedere all’immediata demolizione dell’ex scuola Marsan, per rimuovere la minaccia alla salute che tutt’ora costituisce, e realizzare sull’area il progetto di una Casa della Salute o della Comunità utilizzando anche le risorse messe a disposizione dal PNRR.

A cosa servirebbe?

La Casa della Salute o della Comunità è una struttura che eroga servizi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali a tutti i cittadini, garantendo la continuità assistenziale ospedale-territorio.
Costituisce un punto di riferimento dove accedere alle cure primarie erogate dai Medici di Medicina Generale, e ricevere orientamento e assistenza con l’aiuto anche di altri operatori sanitari: infermieri, ostetriche, fisioterapisti ed assistenti sociali.
E’un modello assistenziale-organizzativo che raccoglie in sé tutta l’assistenza al paziente, le cure primarie e la medicina territoriale che gli ospedali non riescono ad assorbire a seguito dei tagli e delle chiusure, che con tanta evidenza si sono mostrati in questi anni di pandemia.
Un modello di successo già adottato in quelle Regioni che si sono dimostrate negli anni più sensibili a questi temi come la Liguria, l’Emilia-Romagna, la Toscana, il Piemonte e molte altre.
Il progetto sarà completato dalla realizzazione di un percorso di fitness esterno, sul modello di quanto già realizzato: un messaggio positivo di tutela della salute attraverso la prevenzione e l’esercizio della forma fisica.

La proposta

«La nostra proposta - ci spiegano- ha quindi un duplice significato: vuole eliminare in tempi strettissimi una costruzione che oggi rappresenta una minaccia alla salute, e sostituirla con la realizzazione di un ambizioso progetto che invece avrà funzione di garanzia della salute stessa dei cittadini».
Ricordiamo però che recente Commissione, l’Assessore ha illustrato quelle che ad oggi sono le intenzioni dell’amministrazione rispetto all’area: una sua dismissione in favore di investitori privati per un recupero di tipo edilizio, ed in seconda battuta l’attesa di fondi legati al PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) da parte del Governo per una sua messa in sicurezza.
L’idea non piace a LiberaMente e ai 5Stelle che commentano. «Tralasciando la prima ipotesi, agli antipodi del programma di governo della coalizione e più propria di altri colori politici, l’impressione è che l’Amministrazione stia demandando l’onere della salvaguardia della salute pubblica e degli investimenti nella nostra città al Governo Draghi. Questo è tanto più grave in quanto nelle casse comunali giace l’ormai famoso “tesoretto”, simpatico vezzeggiativo con cui si è scelto di chiamare un’enorme quantità di denaro, poco meno di quattro milioni di euro, proveniente dalle tasche dei chivassesi.
Un avanzo di queste dimensioni dovrebbe imporre una ben più profonda riflessione, ed essere impiegato in investimenti utili alla crescita della città, non certo rimandabili pilatescamente al PNRR.
Pare delinearsi con chiarezza una certa mancanza di visione del futuro della città, ed un sostanziale disimpegno sui fronti di azione dichiarati nel programma elettorale.
Un disimpegno che può prefigurare l’adozione di una strategia di elargizioni a pioggia, senza un concreto programma di investimenti per la città, ma con invece una ben più chiara finalità elettorale.
I chivassesi meritano invece più coraggio, più idee, e la realizzazione di quel programma che hanno votato.