SANITà

Casa di Comunità… «dimezzata»: la nuova palazzina può attendere

Dopo i ritardi dovuti al muraglione, la Regione presenta il nuovo cronoprogramma: struttura ultimata a settembre 2026

Casa di Comunità… «dimezzata»: la nuova palazzina può attendere

«La posta in gioco è altissima: riguarda la qualità del servizio sanitario pubblico e il diritto alla salute delle persone. Su questo non sono ammesse ambiguità né ulteriori ritardi».
Poche ore dopo l’incontro con i vertici dell’AslTo4, Salvatore De Luca, responsabile CGIL Settimo – Ciriè, ha messo nero su bianco, in un luogo comunicato la situazione disastrosa dell’avanzamento dei lavori legati al PNRR e all’attivazione delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità sul territorio.
Si potrebbe dire «Il re è nudo», o ancora «Tutti i nodi vengono al pettine», ma sta di fatto che le rassicurazioni della Direzione Generale della To4, guidata da Luigi Vercellino, ormai lasciano il tempo che trovano.

Casa di Comunità… «dimezzata»

«Nel corso dell’incontro – spiega De Luca – la Direzione dell’AslTo4 ha fornito un quadro delle tempistiche previste per la realizzazione delle strutture e la messa in operatività delle stesse che si discosta dalle scadenze per la certificazione degli ispettori indipendenti previste tra il 30 aprile e il 20 maggio, arrivando al 30 giugno e in alcuni casi più critici a fine agosto. Un quadro che, sulla carta e stante le date fornite per la consegna, può apparire rassicurante, ma che si scontra con una realtà ben diversa: ritardi evidenti, avanzamenti disomogenei e situazioni critiche che non possono essere sottovalutate. L’Asl sconta un ritardo significativo rispetto ad altre realtà e non vorremmo che questo si traducesse nel rischio di non rispettare le scadenze del PNRR. Se ciò accadesse, il danno per il territorio sarebbe gravissimo, perché significherebbe perdere risorse fondamentali per rafforzare la sanità pubblica.
Non intendiamo limitarci a prendere atto delle dichiarazioni: verificheremo le tempistiche comunicate che comunque dovranno essere rispettate con assoluto rigore. Per questo attiveremo un monitoraggio costante e puntuale, struttura per struttura, per verificare che agli impegni seguano risultati concreti. Allo stesso tempo, riteniamo inaccettabile che l’attuazione del PNRR possa avvenire a discapito dei servizi già esistenti. Il potenziamento della sanità territoriale deve rappresentare un reale miglioramento complessivo e non tradursi in un indebolimento dell’attuale rete sanitaria o dei servizi a disposizione delle cittadine e dei cittadini.
È inoltre indispensabile che le Case e gli Ospedali di Comunità siano pienamente operativi e accessibili, con servizi attivi H24, per garantire risposte efficaci e continue ai bisogni delle persone. La posta in gioco è altissima: riguarda la qualità del servizio sanitario pubblico e il diritto alla salute delle persone. Su questo non sono ammesse ambiguità né ulteriori ritardi».

Le parole dell’assessore Riboldi

Dopo le frasi di rito dell’AslTo4, fotocopia dei precedenti comunicati, è l’Assessorato Regionale alla Sanità a mettere i classici «puntini sulle i»: «In merito alle tempistiche di realizzazione della Casa di Comunità di Chivasso, la Regione Piemonte e l’AslTo4 chiariscono lo stato di avanzamento dell’intervento, confermando il pieno impegno per garantire l’attivazione dei servizi secondo una programmazione aggiornata e condivisa.
L’opera, finanziata con risorse del PNRR e con il cofinanziamento del Comune di Chivasso per un investimento complessivo di oltre 2,6 milioni di euro, prevede l’ampliamento di una struttura esistente già destinata in parte ad attività sanitarie territoriali, dove è già presente la Centrale Operativa Territoriale.
Il cantiere, avviato nel marzo 2025, ha registrato nei primi mesi una criticità non prevedibile in fase progettuale, legata all’instabilità del muro di sostegno della vicina via Basso, di proprietà comunale. La situazione ha reso necessario effettuare approfondimenti tecnici e progettare interventi di consolidamento non inizialmente previsti.
Regione e Asl si sono immediatamente attivate per affrontare la problematica, approvando una perizia di variante e realizzando le opere di consolidamento, per un valore di circa 120 mila euro, oggi già completate. Attualmente il cantiere è nella fase di realizzazione delle fondazioni dell’ampliamento.
Nonostante il rallentamento dovuto a questa criticità, è stato definito un nuovo cronoprogramma, che consentirà una progressiva attivazione dei servizi: entro il 15 giugno 2026 entreranno in funzione i primi spazi riqualificati della palazzina già esistente (circa 390 mq), conformi ai requisiti previsti dal DM 77; entro il 31 agosto 2026 sarà disponibile una prima parte dell’ampliamento (il piano terra); entro il 30 settembre 2026 è prevista l’ultimazione complessiva della struttura.
La Casa di Comunità metterà complessivamente a disposizione oltre mille 100 metri quadrati dedicati ai servizi sanitari territoriali, rafforzando in modo significativo l’offerta per i cittadini del territorio».
«Si è trattato di una criticità tecnica non prevedibile – sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi – ma Regione e Asl si sono attivate tempestivamente per risolverla e contenere al massimo gli effetti sui tempi. L’obiettivo è garantire ai cittadini servizi moderni e funzionali, attivando progressivamente gli spazi già disponibili».

Il nuovo cronoprogramma sarà condiviso con il Ministero competente, nell’ambito del monitoraggio degli interventi PNRR, confermando la volontà di rispettare gli obiettivi previsti e di portare a compimento un’opera strategica per la sanità territoriale.