Ancora una volta il Comune di Crescentino, guidato dal sindaco Vittorio Ferrero si trova a dover tappare i buchi lasciati dalla gestione dell’edilizia sociale, confermando un trend di emergenze che sembrano non finire mai quando si parla di case popolari.
Le famiglie non pagano 24570 euro d’acqua: ci pensa il Comune
Con una proprio delibera, la Giunta crescentinese ha dovuto prendere atto di un pesante debito di 24.570,08 euro maturato nei confronti di Sii. per la fornitura di acqua, fognatura e depurazione al condominio Casa De Gregori. La vicenda appare quasi paradossale se si considera che le otto unità immobiliari coinvolte, pur essendo di proprietà pubblica, sono finite sotto la lente d’ingrandimento della società idrica per morosità accumulate nel tempo e mai saldate dagli assegnatari o da chi avrebbe dovuto vigilare.
Il caso al condominio Casa De Gregori
Nonostante le intimidazioni di pagamento risalissero già all’inizio del 2025, la situazione è rimasta nel limbo a causa di un rimpallo di responsabilità e di una gestione condominiale precedente definita quantomeno discutibile. Dagli atti emerge infatti che le bollette e le comunicazioni di sollecito continuavano a finire sulla scrivania di un vecchio amministratore che, pur non essendo più in carica, non si è premurato di informare tempestivamente l’ente proprietario della voragine che si stava creando. È l’ennesimo esempio di come la macchina burocratica e i controlli sulle proprietà comunali fatichino a intercettare le criticità prima che queste diventino un salasso per le casse pubbliche.
Il risultato finale è che il Comune, in quanto obbligato in solido e per evitare che agli inquilini venga tagliato un servizio essenziale come l’acqua, è costretto a sborsare immediatamente l’intera cifra. Sebbene la delibera preveda il mandato al Responsabile del Settore Lavori Pubblici per tentare il recupero delle somme nei confronti degli assegnatari e dei responsabili, la stessa amministrazione ammette che si tratta di soggetti fragili e privi di capacità economica. Si profila dunque il solito scenario dove la collettività è chiamata a farsi carico di inefficienze gestionali e insolvenze, mentre si spera che le future azioni legali contro i precedenti amministratori portino, prima o poi, a qualche risultato concreto.