CHIVASSO

«Castello usi l’avanzo di bilancio per abbattere l’ex scuola Marsan»

La minoranza, Buo in testa, all’attacco sulla struttura piena d’amianto

«Castello usi l’avanzo di bilancio per abbattere l’ex scuola Marsan»
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Utilizzare l’avanzo di bilancio per abbattere l’ex scuola Marsan di Chivasso e porre così fine a una situazione che si protrae da anni e che definire incresciosa è poco.

«Castello usi l’avanzo di bilancio per abbattere l’ex scuola Marsan»

Questa l’idea alla base della mozione presentata dalla minoranza (prima firmataria Claudia Buo, a seguire Matteo Doria, Clara Marta, Enzo Falbo, Bruno Prestia ed Emanuela Tappero) che con questo documento vuole mettere all’angolo il sindaco Claudio Castello su un tema che scalda da anni gli animi a Palazzo Santa Chiara.

«Nell’ottobre 2017 - si legge nella mozione - il sindaco Castello durante una seduta consiliare in cui si diceva preoccupato per la Marsan (che all’epoca ospitava una scuola materna) annunciava “Il prossimo anno l’edificio verrà raso al suolo”.
Nel 2019 i bambini sono stati trasferiti, ma l’ex scuola Marsan è rimasta in piedi abbandonata a se stessa, continuando a costituire una minaccia per la vita che gli scorre intorno, fatta di bambini, ragazzi, genitori e nonni di uno dei quartieri a più alta densità abitativa della nostra città.
A seguito di questo annuncio del Sindaco, nel 2017 i gruppi consiliari di minoranza hanno presentato interrogazioni, un ordine del giorno ed emendamenti al bilancio con proposta di demolizione della struttura per mettere in sicurezza l’area .
Durante la trattazione della proposta di emendamento del 2022 il sindaco Castello ha precisato che l’amministrazione nella “Legittima titubanza di destinare grosse somme di denaro pubblico per la messa in sicurezza dell’area ex asilo Marsan, ha aperto numerosi canali al fine di trovare una soluzione sostenibile e celere”, e che “E’ stato individuato il Politecnico di Torino, tramite il ChiLab, quale soggetto con il quale avviare un iter che permetterà (ramite la candidatura a fondi PNRR), la definitiva messa in sicurezza dell’area previa demolizione dell’edificio”.
In particolare, sempre per quanto riportato dal sindaco, i redattori referenti delle progettualità candidate dal Politecnico di Torino a seguito di informali contatti intercorsi per le vie brevi con il Comune di Chivasso hanno indicato che il Comune di Chivasso avrebbe messo a disposizione l’ex scuola Marsan per la realizzazione e l’installazione dei nuovi laboratori.
Alla luce di quanto sopra, Castello, dopo aver esplicitamente confermato “Un investimento da parte del Politecnico di Torino grazie all'ottenimento dei fondi PNRR per la realizzazione di nuovi laboratori” ha richiesto il ritiro dell’emendamento dopo aver informato i gruppi consiliari di minoranza che “I sopralluoghi sono stati fatti in questi mesi a ritmi serrati” e che l’investimento complessivo prevede, oltre alla realizzazione dei nuovi laboratori e delle relative apparecchiature, anche la demolizione e lo smaltimento dell’edificio, confermando la prima data utile per la progettazione e realizzazione dei laboratori il 1° novembre 2022 e quella successiva il 1° gennaio 2023.
Nel corso del dibattito seguito alla nostra interrogazione del mese di marzo 2023, il sindaco Castello metteva a conoscenza dei consiglieri, dopo averne dato annuncio ai giornali locali, di una “recente lettera” di impegno formale sull’area ricevuta dal Politecnico di Torino a firma del Magnifico Rettore, lettera in realtà rivelatasi inesistente, e che però si sarebbe dovuto reperire i necessari fondi per la demolizione e smaltimento della struttura, contrariamente a quanto più volte affermato dal sindaco stesso, per scongiurare il rischio che il Politecnico di Torino, interessato a portare i suoi laboratori in città, non scelga di dirigere il suo investimento altrove.
Contrariamente a quanto affermato in Consiglio Comunale nel 2022, nel marzo 2023 il sindaco ha fatto sapere che “Purtroppo al Politecnico non stati concessi dal PNRR i finanziamenti necessari per gli interventi strutturali sull’edificio. E questo perché tali fondi erano finalizzati solo all’acquisto di strumentazioni e apparecchiature e non prevedevano interventi a carattere edile. Quindi, pur se a malincuore, il Politecnico ha dovuto rinunciarvi. A malincuore perché per loro la “Marsan”
sarebbe stata funzionale anche per la sua posizione a pochi passi dalla stazione ferroviaria. L'amministrazione comunale nel DUP e nel PIAO ha previsto, per la valorizzazione del complesso dell'ex asilo “Marsan”, la riconversione in un'area di piena fruizione a favore della cittadinanza. (...) Il cronoprogramma prevede l'affidamento del progetto entro il mese di marzo, la redazione entro giugno e l'approvazione entro agosto. La redazione del progetto è anche propedeutica alla candidatura nei possibili bandi che dovessero uscire per il finanziamento di intervento volti alla riqualificazione urbanistica di aree del concentrico cittadino».
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Fatte queste premesse, la mozione «Impegna il sindaco e l’amministrazione: a destinare parte dell’avanzo di amministrazione generato nel 2023 (di oltre 2.700.000 euro) a copertura dell’intervento di demolizione e smaltimento per la messa in sicurezza dell’area ex Asilo Marsan adottando la stima del 2019 con eventuale aggiornamento dei costi».

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