È finito l’esame di Maturità e come ogni anno c’è chi festeggia il traguardo più ambito, la votazione finale di 100/100.
I centisti dell’Europa Unita
All’Europa Unita, in 5B Telecomunicazioni, ha preso 100 Andrea Pilotti, mentre in 5A Meccanica ce l’ha fatta Simone Sanna che commenta così questo traguardo: «Il 100 era l’obiettivo che mi ero dato e sono contento di averlo raggiunto. Allo stesso tempo lo vedo per quello che è: un voto, una fotografia di un momento. Non dice chi sei, né definisce una persona. Sono soddisfatto soprattutto perché arriva in un indirizzo come Meccanica, che spesso viene sottovalutato, ma che in realtà richiede impegno e competenze solide. È un risultato che ho costruito da solo, giorno dopo giorno, quindi lo dedico a me stesso: alla costanza, alla disciplina e al fatto di haver creduto nel percorso anche quando era impegnativo».
In 5D LES Valerio Bertola racconta la sua notte prima degli esami: «L’ ho trascorsa a ripassare, alla fine la prova dell’esame che ho temuto di più è stato il tema di diritto ed economia. Per questo esame mi sono preparato studiando approfonditamente tutto l’anno, e poi prima degli scritti ho ripassato tutto dal principio, pagina per pagina».
In 5B Scienze Umane festeggiano il loro 100 Desirè Podella e Alessia Caglioti: «Per la prima prova di italiano ho scelto la traccia C1, la capacità di meravigliarsi: era un tema davvero stimolante», ha raccontato Alessia. «Mi dico soddisfatta di entrambe le prove: la traccia di scienze umane era molto ampia, con i collegamenti giusti era possibile fare una buona analisi sull’indebolimento del senso di identità in seguito all’avvento delle tecnologie e riflettere sul loro uso positivo e sano».
In 5E LES le congratulazioni sono andate ad Eleonora Parino che racconta il suo 100 come frutto di determinazione e costanza: «Il segreto è studiare con impegno ogni giorno, senza perdere di vista la curiosità e la voglia di migliorarmi. Ora continuerò gli studi iscrivendomi a Scienze Politiche, possibilmente in un Collegio di merito, a Roma o a Torino, per crescere sia dal punto di vista accademico che personale. Il mio sogno è intraprendere la carriera diplomatica, mettendo le mie competenze al servizio del dialogo e delle relazioni internazionali».
I centisti del Liceo Newton
Anche al Liceo Newton le eccellenze non sono mancate: in 5E Scientifico il riconoscimento del 100/100 è andato a Francesca Giorgio mentre Vittoria Crozzoletto ha portato a casa l’unico 100 nella 5G Scientifico, opzione Scienze Applicate. «Nessun grande segreto for questo 100, solamente tanto impegno e dedizione, portati avanti con costanza per tutti questi cinque anni», ha commento Vittoria. «A questi si affianca la fortuna di provare un sincero interesse nei confronti delle materie che ho studiato. Infatti, l’anno prossimo proseguirò gli studi con la facoltà di Ingegneria biomedica al Politecnico di Torino».
In 5A Classico della Comunicazione ce l’hanno fatta Allegra Careggio e Leonardo Fontana. «Per affrontare quest’esame sicuramente tutti abbiamo dovuto studiare in modo assiduo non solo durante il periodo subito precedente all’esame stesso ma anche nel corso dell’intero anno scolastico», ha riflettuto Allegra. «Io personalmente ho utilizzato il mio solito metodo di studio quindi ripetendo ad alta voce gli argomenti delle varie materie. Sicuramente è stata fondamentale anche la vicinanza della mia famiglia e dei miei amici che mi hanno dato molta carica e fiducia in me stessa. La notte prima degli esami ero molto agitata e le ore di sonno alla fine sono state poche. La parte più temuta credo sia stata l’inizio dell’esame stesso dove ognuno doveva, per via delle innovazioni introdotte quest’anno, presentare se stesso davanti alla commissione con un discorso di circa 5 minuti; è stato piuttosto imbarazzante però alla fine è servito per rompere un po’ il ghiaccio». «Questo traguardo ha tre significati per me. Il primo è la fiducia: mi dà la carica giusta per affrontare l’università sapendo che con l’impegno si possono superare grandi sfide. Il secondo è una ricompensa per il lavoro fatto in questi anni. Il terzo è una conferma: anche quando la strada sembra in salita, dare il massimo ripaga sempre», ha continuato Leonardo. «Lo dedico anzitutto alla mia famiglia, ai miei compagni e amici e infine ai miei professori perché ognuno di loro, a modo suo, ha reso questi cinque anni più belli e mi ha sostenuto nel percorso. Ma lo dedico per un pezzetto anche a me stesso come buon augurio per il mio futuro per continuare a lavorare con la medesima costanza».
In 5I Scientifico Scienze Applicate ha preso 100 Samuele Rodighiero mentre in 5M indirizzo Musicale ce l’hanno fatta Giada Bileti e Luca Ongaro. Due, infine, i 100 raggiunti in 5D Scientifico: ce l’hanno fatta Cecilia Bucci e Lorenzo Ponzio. «Nel corso di questi cinque anni ho avuto la possibilità di crescere, non solo a livello di preparazione scolastica e culturale, ma soprattutto per quanto riguarda il lato personale», ha affermato Cecilia. «Tra i banchi di scuola, infatti, si instaurano amicizie, si prende parte alle attività più varie e si impara la vita e il lavoro di gruppo. La mia personale esperienza mi insegna che, con il giusto impegno e, volendo, un pizzico di fortuna, con alcune persone possono nascere rapporti davvero speciali che si conservano per sempre. Alcuni dei valori che ritengo abbiano contraddistinto il mio percorso sono la tenacia e il costante impegno con cui ho affrontato le sfide, scolastiche e non, di questi anni. Tra i ricordi che mi porterò nel cuore, oltre ai legami e alle amicizie, ci sono sicuramente le gite svolte con la classe e i momenti più belli del quinto anno che, anche grazie alla consapevolezza e alla maturità acquisite, è stato quello più ricco di emozioni». «Nella prima prova ho scelto la traccia C1, mi sarei aspettato una traccia sull’intelligenza artificiale. Sono molto soddisfatto delle due prove, italiano è stata molto interessante e mate molto particolare sopratutto il primo problema», ha concluso Lorenzo.
I risultati con la Lode: quando il Cento «non basta»
Se raggiungere il 100 alla Maturità è difficile, portare a casa anche la Lode è un gradino in più che premia un percorso di eccellenza e dedizione. «Mi aspettavo una traccia sulla Costituzione, ma non avrei mai immaginato le altre proposte», ha ricordato Celeste Minelli, Lode nella classe 5E Scientifico. «Io ho scelto la traccia sul tema della memoria e del ricordo, un argomento che ho sentito particolarmente vicino. Per me il 100 e Lode rappresenta un traguardo importante, frutto di impegno, costanza e passione per lo studio. Devo ammettere che nemmeno io pensavo di riuscire a raggiungere tale risultato e, proprio per questo, mi sento di dedicarlo a tutte le persone che hanno creduto in me ancora prima che io credessi in me stessa. A loro va il mio più sincero grazie. Questi cinque anni mi hanno fatto crescere sia dal punto di vista scolastico, arricchendo il mio bagaglio culturale, sia da quello personale, aiutandomi a diventare una persona più estroversa e aperta alle nuove esperienze. I ricordi più belli sono sicuramente quelli vissuti con le mie compagne di classe, sempre pronte a sostenermi e a strapparmi un sorriso. Senza di loro questi cinque anni non sarebbero stati così speciali. Dopo il liceo ho deciso di proseguire gli studi: a settembre inizierò il corso di Ingegneria Aerospaziale presso il Politecnico di Torino».
In 5A Classico della Comunicazione l’eccellenza è andata a Chiara Di Biccari: «Questi cinque anni mi hanno lasciato una grande consapevolezza, su chi sono e cosa vorrei ottenere nel mio futuro. Ovviamente non sono stati anni semplici, in particolare gli ultimi tre anni, ma le difficoltà dello studio mi hanno permesso di migliorare e crescere. Il ricordo più bello sarà sicuramente la sensazione post orale, quando ho potuto finalmente tirare un sospiro di sollievo e riposare. L’esame è stato molto impegnativo e sono riuscita a prepararmi cercando di suddividere il carico di studio giorno per giorno. La notte prima dell’orale è stata particolarmente tranquilla, ormai ero abbastanza serena con me stessa e consapevole di aver fatto tutto il possibile in termini di studio ed impegno. Non credo che il mio voto mi definisca come persona, ma gli attribuisco il valore di riconoscimento per lo studio e l’impegno profuso in questi anni. Nonostante mi sia diplomata in una scuola prettamente umanistica, vorrei spostare i miei studi sull’aerea più scientifica. In particolare, frequenterò la facoltà di Ingegneria Aerospaziale al fine di entrare nella produzione satellitare finalizzata alla ricerca».
«La preparazione per l’esame è cominciata già durante l’anno con lo studio costante e gli appunti», ha commentato Andrea Vercellino, che ha concluso il suo percorso liceale in 5I Scientifico Scienze Applicate. «Nei giorni precedenti all’orale, invece, mi sono concentrato particolarmente nel rivedere tutto il programma e fissare i concetti principali. La notte prima dell’esame l’ho un po’ sofferta, più per il caldo che per l’ansia, ma sono comunque riuscito a dormire. Il 100 rappresenta un po’ l’impegno che ho sempre impiegato in questi anni, ma allo stesso tempo, essendo solo un numero, qualunque altro punteggio avrebbe avuto per me lo stesso valore. Dedico questo risultato ai miei nonni, che con grande amore mi hanno accolto a pranzo ogni giorno in questi lunghi cinque anni, e che mi hanno sempre ascoltato, sostenuto e motivato. Il “segreto” è stato secondo me semplicemente la costanza e la determinazione di dare sempre il massimo in ogni situazione, che mi hanno permesso di stare sempre al passo con il livello richiesto dai professori. Il prossimo anno ho intenzione di continuare il mio percorso di studi frequentando la triennale in Ingegneria chimica e alimentare al Politecnico di Torino».
L’ultimo 100 e Lode è stato portato a casa da Valerio Aprà, ex alunno della 5D Scientifico: «La preparazione per l’esame è stata il lungo frutto di un intero anno di lavoro. A partire da settembre lo studio durante tutto l’anno scolastico è stato finalizzato all’esame e, anche grazie ai professori, che hanno sempre svolto interrogazioni basate su tutto il programma, è stato possibile arrivare a giugno con le materie d’esame già studiate e soltanto da ripassare. Nonostante ciò le ultime settimane sono state decisamente impegnative: per un approccio conservativo ho comunque scelto di approfondire l’intero programma di Storia, non conoscendo il professore esterno, studiando anche dal libro di testo, molto dispersivo, che durante l’anno non avevamo granché utilizzato. Le notti degli ultimi giorni prima degli esami sono state le più impegnative, con una tensione che cresceva insieme alla consapevolezza che ogni imprecisione avrebbe potuto buttare al vento cinque anni di duro lavoro. Sicuramente la materia che ho temuto di più è stata proprio Storia: la presenza del membro esterno, unita al desiderio di dare una buona impressione di me mi hanno spinto a dedicare la stragrande maggioranza del mio tempo allo studio di tale materia. La Lode è un risultato che non avrei mai potuto raggiungere da solo ma che riconosco sia stato fortemente influenzato dalla vicinanza delle persone a me più care alle quali tengo dedicarlo: i miei genitori, gli amici e tutti i professori che, ciascuno a modo proprio, hanno tutti contribuito ad essere per me maestri di vita. Il segreto per raggiungere questo risultato? Credo che la chiave sia amare la vita: ricordarsi sia nei momenti belli che in quelli inevitabilmente più difficili che siamo circondati da altre persone, che lavorano con noi, ci sostengono e, anche se spesso non ce ne rendiamo conto, ci vogliono bene; vivere in connessione con la natura e con il mondo; cercare di rendere ogni momento vivo e degno di essere vissuto; dare valore alle persone apprezzandole per quello che sono e per tutto ciò che si impegnano a fare, sia coetanei che docenti. Continuerò a studiare e sono orientato su Medicina. Non nego che sia però una scelta combattuta, in quanto ho un debole in generale per ogni forma di scienza applicata e in generale mi piacerebbe studiare un po’ qualsiasi cosa. Per quanto riguarda il me del futuro vorrei non diventare una persona grigia, continuare a trovare nella scoperta dell’altro e del mondo le mie ragioni d’esistenza, indipendentemente da quello che sarà il mio impiego».