A Cigliano fa discutere la decisione dell’Amministrazione Testore di avviare le pratiche per rimuovere il vincolo di tutela culturale da tre edifici pubblici: il palazzo comunale di Piazza Martiri della Libertà, l’ex scuola ed ex circolo della Frazione Ronchi e l’ex asilo comunale di via San Francesco.
La richiesta di trasparenza e i dubbi sui tre edifici storici
Sulla scelta è intervenuta la consigliera Erminia Ardissino del gruppo «Impegno per Cigliano», nato dopo la sua uscita da «Cigliano Futura». Ardissino ha voluto chiedere massima trasparenza: «Nella determinazione della dottoressa Roberta Tomassini non sono indicate motivazioni. Sarebbe utile che gli abitanti potessero sapere le motivazioni della decisione. Quale è la ragione di questa intenzione di svincolare tre immobili dall’interesse culturale? Sono edifici storici vincolati dalla Sovrintendenza alle Belle Arti».
L’ex asilo di via San Francesco e le ipotesi di abbattimento
La consigliera si sofferma in particolare sulll’ex asilo: «Nel programma elettorale Cigliano Futura si impegnava al recupero dell’edificio per farne una Casa delle Associazioni – ha ricordato Ardissino, aggiungendo un suggerimento pratico legato alle recenti opportunità di finanziamento – Si è aperto il 14 settembre un bando della Fondazione CRT per il recupero di edifici in disuso nei piccoli comuni, allo scopo di destinarli a luoghi associativi. Voglio sperare che si colga l’occasione per programmare, con un aiuto esterno, il recupero almeno della chiesa e della sacrestia».
A preoccupare Ardissino sono le indiscrezioni sui progetti futuri: «Ho sentito parlare della volontà di abbattere l’ex asilo per farne un parcheggio, diversamente da quanto espresso nel programma elettorale. Che Cigliano abbia bisogno di parcheggi è evidente a tutti, ma che per fare un parcheggio si voglia demolire un edificio di rilevanza storica se non artistica, che risulterebbe in un orribile sventramento di una grande parte di via San Francesco, mi pare inequivocabilmente contraria a ogni valore storico ed estetico. E poi, basta guardare la profondità dell’asilo per vedere quanto poco parcheggio ne può derivare».
Il progetto museale sfumato e il crollo del tetto
Ardissino ha rievocato un passaggio cruciale della vicenda che la vede coinvolta in prima persona: «La questione è seria e mi ha vista coinvolta. Avevo elaborato il progetto di un museo didattico interattivo che poteva avere lì la sede. Il museo, presentato in Provincia con Raimonda Bresciani, era stato ammesso a un finanziamento di 100.000 euro dal Fsc della Regione. Quel contributo avrebbe consentito di recuperare il tetto dell’ex chiesa e sacrestia, poi crollato con le piogge del giugno 2025, e di avviare un primo semplice percorso museale. Ricordo che il Comune ha l’onere di provvedere alla conservazione degli edifici di proprietà posti sotto vincolo della Sovrintendenza. Insomma, non solo si è perso il contributo, ma si è messo sulle spalle dei ciglianesi il compito di provvedere all’edificio, che costa per la protezione che il tetto crollato non garantisce più».
La linea del gruppo «Impegno per Cigliano»
La consigliera infatti ha ribadito la linea del proprio nuovo gruppo consiliare: «Il mio impegno è di salvaguardarne l’estetica e la storia, di valorizzare Cigliano anche economicamente, oltre che trovare il modo di usufruire dove possibile di contributi che sollevino i ciglianesi da tasse e costi che oggi per le famiglie sono sempre più pesanti. L’ultima parola spetterà alla Sovrintendenza, ma intanto occorre sottolineare lo scollamento dell’attuale amministrazione dal suo programma elettorale, gli errori commessi, e le intenzioni non coerenti con una valorizzazione del paese, che è quello in cui i ciglianesi vivono e dovranno vivere anche in futuro».