L'analisi

Cigliuti sullo sviluppo di Chivasso: «Si torni a pensare in grande»

Cigliuti interviene del dibattito de "Gli eterni secondi" e rilancia una visione di sviluppo che guarda a un territorio da quasi 100 mila abitanti

Cigliuti sullo sviluppo di Chivasso: «Si torni a pensare in grande»

Questa volta – lo dice chiaramente – non ce la fa e non vuole stare zitto.
Emanuele Cigliuti, chivassese doc prestato a Roma, per motivi professionali, guarda con un certo sgomento alla sua città. Apprezza il nostro articolo su «Gli eterni secondi», pubblicato sull’edizione del 5 agosto, ed entra di petto e a pieno diritto nel dibattito che si sta scatenando.

Cigliuti sullo sviluppo di Chivasso: «Si torni a pensare in grande»

Questo il suo ragionamento. «Sono anni che Chivasso ha perso il ruolo di guida che ha sempre ricoperto rispetto a tutti i comuni che ci circondano. Sono anni che siamo al fondo della classifica per attrattività, investimenti e grandi progetti. Se fossimo in grado di pensare ad una “Grande Chivasso” potremmo pensare ad un territorio di quasi 100 mila abitanti, la terza città del Piemonte. Solo con questa visione dovremmo immaginare i servizi e le infrastrutture della nostra città, altrimenti rimaniamo un “paesone” da 26 mila anime, fagocitata da Settimo e Ivrea, e facendoci bagnare il naso da altri primi cittadini più intraprendenti.

Grazie ad alcuni sindaci “illuminati” abbiamo tre svincoli autostradali, senza pagare un pedaggio, abbiamo uno snodo ferroviario unico sulla linea Torino-Milano, dove passano anche le linee, oggi sottoutilizzate, per Aosta, Casale, Asti e Biella. Poche città possono vantare una posizione logistica così fortunata. Nel tempo hanno saputo progettare varie aree di sviluppo come la Chind, la DAQ, PiChi, la ex Lancia … create, ma poi gestite senza una logica di accompagnamento delle imprese.

In questo momento, come sottolinea l’articolo, interessante, la concorrenza tra territori è sempre più serrata. Ci sono amministrazioni che propongono alle imprese e alle istituzioni che programmano queste linee di sviluppo le loro aree, e a questi tavoli dubito che il Comune di Chivasso sia rappresentato in modo adeguato.
Attrarre investimenti a Chivasso penso sia una priorità per qualsiasi persona che sieda a Palazzo Santa Chiara. Ma non è possibile farlo dalla poltrona del proprio ufficio: servono contatti, servono relazioni e servono tanta voglia di fare e tanta pazienza …. un po’ come succede in agricoltura: bisogna seminare tanto sapendo che non tutto crescerà. Come sanno bene i sindaci di Torrazza, Rondissone, Crescentino, Trino Vercellese, San Mauro, Settimo Torinese».

Ma siamo pronti?

Si domanda: «Ma a Chivasso siamo pronti ad accogliere progetti così grandi? Abbiamo un piano regolatore adatto ad attrarre investimenti? Le grandi multinazionali decidono in base a fattori ben specifici dove sviluppare i loro progetti. I nostri prezzi sono adeguati al mercato?
Il mondo non sa nemmeno dove sia Chivasso, ma siamo noi che dobbiamo imparare a venderci meglio, a presidiare i luoghi dove arrivano queste informazioni, per dialogare con le aziende che stanno cercando un luogo dove investire. Non è un lavoro facile, chiedetelo ad Andrea Fluttero che andava in giro dove serviva, ma, dalla mia esperienza, non ci sono altre modalità. Poi le botte di fortuna avvengono, ma questo è un’altra storia.

Per cercare investimenti bisogna lavorarci sopra, accompagnare le aziende, seguire i dossier, andare a presentarsi ai Ministeri, senza timori, perché un sindaco deve difendere gli interessi del suo territorio, aziende e privati compresi. Da liberale quale sono non ci vedo nulla di male se un sindaco aiuta le proprie imprese a trovare gli incentivi giusti, le soluzioni migliori per ingrandirsi o per venire a investire nel nostro territorio, anzi … gli darei pure un premio “produttività”!
Abbiamo presentato dei progetti per il PNRR che non sono stati in grado di aiutare in questo senso. Forse con quei soldi era meglio lavorare sulle infrastrutture al servizio delle imprese e delle

attività economiche».
Conclude: «Spero che la prossima campagna elettorale affronti questi temi in modo concreto e con proposte all’altezza delle necessità, perché non possiamo più permetterci che il nostro Comune assista, inerte, a queste dinamiche».