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il caso

«Ciss con noi conti in ordine, basta inutile polemiche»

L’ex presidente replica al «terremoto» scaturito dalle frasi pronunciate dall’assessore Tiziana Siragusa

«Ciss con noi conti in ordine, basta inutile polemiche»
Attualità Chivasso, 10 Dicembre 2022 ore 05:46

Cosa sta succedendo nel Ciss? Un vero e proprio terremoto, con una nuova puntata per alcune frasi pronunciate dall’assessore del Comune di Chivasso Tiziana Siragusa nel corso della commissione sul sociale.

Ciss, il caso

La prima riguarda l’eventuale fuoriuscita di Chivasso dal Ciss (ma lei dice che era semplicemente una battuta). La seconda quando parla di ombre nel CdA, oggi non più in carica guidato da Demetrio Malara e nell’attuale presieduto da Antonio Barillà.
Tutto sarebbe partito da due delibere del Ciss, dove sarebbero state riscontrate delle irregolarità che avrebbero potuto dare adito a problemi da parte dei revisori dei conti. I sindaci pertanto avevano chiesto delucidazione al revisore Roberto Germanetti il quale aveva rassicurato che non cerano problemi. Spiegando che la fattura a Stellantis non era stata pagata perché non era stata emessa correttamente. In merito al mancato pagamento della quota dei lavori della costruzione dell’immobile dove c’è il Ciss, aveva spiegato che i lavori dello stabile sono iniziati nel 2011, ma la ditta è fallita. Quindi i famosi 85 mila euro - che era la quota in testa al Ciss - non si sapeva a chi darli. Venivano però sempre messi a bilancio perché c’è un contenzioso che va avanti.
Per cercare di fare chiarezza e perché suo malgrado è stato preso in mezzo abbiamo sentito l’ex presidente del Ciss Demetrio Malara.

Come mai si è messo in dubbio il suo CdA?

«Sinceramente non capisco. Non ci sono le condizioni perché io debba entrarci. Proprio per alcuni rumors che da un po’ circolano, io insieme al mio Consiglio di amministrazione alcune settimane fa avevamo mandato una lettera all’attuale Consiglio di amministrazione dove chiedevamo chiarimenti sulle famose due delibere viste le perplessità sollevate dal presidente dell’assemblea consortile. E visto che addirittura veniva palesato anche un possibile danno erariale. La risposta è che il nostro CdA non c’entrava assolutamente nulla. Anzi hanno riconosciuto al nostro Consiglio di amministrazione l’impegno prestato nell’amministrare l’Ente.
Aggiungendo ancora che l’eventuale danno erariale era riferito al futuro, cioè a loro se non venisse seguito l’iter coretto e non a noi».

Invece per quanto riguarda l’uscita di Chivasso dal Ciss?

«Mi auguro che sia stata solo una battuta. Anche perché prima di uscire dal Ciss bisogna prestare molta attenzione. Il Consorzio conviene a tutti. Chivasso poi - e lo dicono i numeri - riceve più di quello che dà. Mi lasci ancora aggiungere che comunque sfido chiunque a dimostrare delle irregolarità nel CdA da me presieduto. Anche perché il Ciss ha la fortuna di avere funzionari “sabaudi” estremamente seri e con una professionalità elevata».

Ma è vero che c’è una fronda di sindaci contro Chivasso?

«Durante il mio mandato no. Qualche sindaco della Collina aveva obiettato che sui contributi versati al Ciss non c’era un ritorno come avveniva con Chivasso. Ma con una discussione pacata si è sempre arrivati a un chiarimento».

Quali le sue conclusioni?

«Si tratta di polemiche che non hanno alcuna base. E se si continua si fa solo del male ai cittadini che sono assistiti dal Consorzio e agli operatori che non possono lavorare con serenità. Invito a mettere da parte le polemiche perché l’inverno che si avvicina sarà molto duro e il

Ciss deve poter lavorare per interesse dei cittadini che ne hanno bisogno».
Intanto, sembra essere ormai certo l’arrivo negli uffici di via Togliatti di Roberta Colavitto, super dirigente del Comune di Chivasso a cui sarebbe stata affidata, a scavalco e a partire dal primo gennaio 2023, anche la direzione del CISS, ruolo chiave e lasciato libero dal pensionamento di Bruna Marino. Per trovare un sostituto era stato pubblicato un bando, ma i profili risultati idonei (assistenti sociali) non sono mai piaciuti al nuovo CdA che, in tempi recenti, ha annullato il provvedimento».

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