L’aumento dei costi sostenuti dal CISS di Chivasso per la tutela dei minori e dei nuclei mamma-bambino ha assunto dimensioni rilevanti nell’ultimo quinquennio, mettendo a dura prova il bilancio del consorzio socio-assistenziale guidato dal presidente Antonio Barillà e dal direttore Marco Lauria. La spesa complessiva impegnata per questi interventi è infatti quasi raddoppiata, passando dagli 897 mila 482,87 euro del 2020 a un’ipotesi di bilancio che per il 2026 sfiora 1,88 milioni di euro. Tale crescita costante risponde a un preciso mandato istituzionale, dal momento che tutti gli inserimenti e le misure di protezione vengono disposti a seguito di un provvedimento del giudice.
La progressione della spesa dal 2020 al 2024
Esaminando la progressione storica dei dati, nel 2020 le risorse destinate ai minori ammontavano a 719 mila 763,10 euro, a cui si aggiungevano 177 mila 719,77 euro per i nuclei madre-figlio. Nel 2021 la spesa totale è salita a 948 mila 946,60 euro, composta da 802 mila 913,10 euro per l’area minori e 146 mila 033,50 euro per l’area mamme e bambini. Il superamento della soglia del milione di euro si è verificato nel 2022, quando il totale ha raggiunto un milione 104 mila 172,20 euro, con un milione 24 mila 277,20 euro per i minori e 79 mila 895,00 euro per le madri con figli. Negli anni successivi il trend si è stabilizzato al rialzo, attestandosi a un milione 121 mila 379 euro nel 2023 (di cui un milione 15 mila 684,20 euro per i minori e 105 mila 694,80 euro per le mamme) e raggiungendo un milione 255 mila 329,70 euro nel 2024 (con un milione 64 mila 66,50 euro imputati ai minori e 191 mila 263,20 euro ai nuclei genitoriali).
Il forte balzo nel biennio 2025-2026
L’accelerazione più consistente si registra tuttavia nel biennio più recente. Nel 2025 il costo totale si è attestato a un milione 352 mila 24 euro, di cui un milione 91 mila 472,40 euro per la componente minori e 260 mila 551,60 euro per i nuclei mamma-bambino. La stima per il 2026 prospetta un ulteriore balzo in avanti fino a un milione 875 mila 835,63 euro complessivi, ripartiti tra un milione 394 mila 972,97 euro destinati all’assistenza dei minori e 480 mila 862,66 euro per le strutture mamme-bambino. Questa proiezione riflette un incremento marcato in entrambi i capitoli di spesa.
L’aumento degli utenti e dei casi seguiti
La motivazione di questo incremento economico è direttamente legata all’aumento delle persone prese in carico dal servizio sociale. Nel corso del 2025 i minori complessivamente seguiti sono stati 37, accompagnati da 5 mamme con 7 bambini al seguito. Per il 2026 i numeri registrano un’espansione significativa: da inizio anno i minori presi in carico sono stati 45, dei quali 41 risultano attualmente attivi, mentre i nuclei accolti sono saliti a 10 mamme per un totale di 14 bambini. All’interno di questa platea di utenti figurano anche cittadini stranieri, che comprendono nello specifico 4 donne e 19 minori.
Le cause dell’esplosione dei costi
L’esplosione dei costi deriva dall’intersezione di due elementi primari: da un lato l’aumento del numero dei casi gestiti e dall’altro l’incremento generalizzato delle rette praticate dai servizi e dalle strutture di accoglienza. Sotto il profilo finanziario, per l’ente non sussiste alcuna differenza tra l’inserimento in comunità residenziali e il collocamento presso famiglie affidatarie, in quanto la copertura economica ricade interamente e in ogni caso sulle casse del CISS. La combinazione tra obblighi giudiziari inderogabili, crescita delle fragilità sociali e aumento dei costi di gestione rende pertanto questo settore una delle voci di bilancio più critiche per l’amministrazione.