Crescentino saluta Rodolfo Cardinale, per tutti Rudy, un uomo capace di unire la fatica del lavoro alla leggerezza dello spirito e all’amore per le montagne innevate.
Con i metalli era un vero artista, l’ultimo saluto a Rudy Cardinale
Il suo cammino era iniziato nel 1978, tra tubi e lamiere, nel mestiere di idraulico e lattoniere: un lavoro fatto di precisione, manualità e sudore che lo ha accompagnato per tutta la vita. Tante sono le case in cui ha realizzato gli impianti idraulici, dove ha posato le grondaie. Negli ultimi dieci anni, però, quella professione si era trasformata in qualcosa di ancora più personale. Con ferro e rame Rudy aveva iniziato a creare vere e proprie opere: fontane suggestive e sculture artigianali, tra cui i celebri galli che ancora oggi ornano molte case dei crescentinesi. Lavori di cui andava profondamente orgoglioso e che raccontavano la sua passione ritrovata per la materia e per la creatività delle mani.
Uomo elegante e amante del buon vivere
Uomo elegante e amante del buon vivere, Rudy portava con sé l’energia delle gare di motocross della giovinezza. Con il tempo quella passione si era trasformata in un amore profondo per lo sci e per la montagna. Il Cervino non era soltanto una vetta, ma una seconda casa: un luogo dell’anima dove, tra sentieri e piste affrontati con grande abilità, aveva costruito amicizie sincere e durature. Da giovane aveva praticato anche lo sci acrobatico, disciplina che fu costretto ad abbandonare a causa di un infortunio.
Era inoltre un socio orgoglioso del Gruppo Alpini di Crescentino, fin dai tempi del servizio di leva. Il presidente della sezione locale, Mario Audisio, lo ricorda come un uomo di compagnia, sempre pronto a scambiare due parole al bar o a salutare con cordialità davanti a casa. E gli Alpini, proprio nel giorno del suo ultimo saluto, hanno voluto omaggiarlo con la propria presenza oltre che con il gagliardetto della sezione.
Rudy amava la vita, il buon cibo e la compagnia degli amici. Curava con attenzione il proprio aspetto, presentandosi sempre elegante e impeccabile nelle occasioni di incontro.
Anche quando ha dovuto affrontare la prova della malattia non ha mai smesso di lottare, continuando a vivere ogni giorno con il sorriso e con quella forza che lo contraddistingueva.
Scomparso all’età di 68 anni, vinto da un brutto male, Rudy lascia la moglie Betty, la sorella Ginetta con Michele, i nipoti e i tanti amici che gli hanno voluto bene. Tutti lo ricorderanno come un uomo capace di godersi ogni momento della vita finché le forze glielo hanno permesso, unendo la maestria delle mani alla nobiltà di un animo che ora troverà pace tra le sue amate montagne.