Il dibattito interno al Partito Democratico chivassese si arricchisce di un intervento di peso. Gianna Pentenero, capogruppo regionale, nonché un’iscritta del Pd chivassese e componente del direttivo, ha deciso di intervenire direttamente nel confronto congressuale che sta attraversando il partito in queste settimane.
Congresso sui contenuti: “Non corro per fare il sindaco”
Con una lettera aperta indirizzata al direttore Pentenero sgombra subito il campo dalle voci su una sua possibile discesa in campo alle amministrative e traccia la rotta per il futuro dei dem in città.
La lettera di Gianna Pentenero
“Gentile direttore,
ho letto in queste settimane gli articoli sul suo giornale coi quali si ripercorre il percorso congressuale del circolo chivassese del Pd. Non posso chiamarmi fuori da questo dibattito perché sono un’iscritta del Pd chivassese e componente del direttivo. Per questo non mi sfilo dal dibattito e provo a fornire il mio contributo a questa discussione.Per prima cosa vorrei sgombrare il campo: la mia candidatura a sindaco non è un’opzione sul tavolo, la città, infatti, propone competenze e qualità pronte per affrontare e vincere in modo eccellente la sfida contro il centrodestra. Il Pd è stato per le ultime tre amministrazioni il punto di riferimento della maggioranza che ha governato la città. È stato il partito che si è assunto l’onere e l’onore di accompagnare per quindici anni la trasformazione della città.
Penso che lasciamo, anche dopo il secondo mandato di Claudio Castello, una Chivasso migliore di quella che abbiamo trovato. Anzi, credo che questa Amministrazione dovrebbe raccontare molto di più le cose che ha portato a casa per rendere Chivasso una città più vivibile, sostenibile e vivaceMa tornando al dibattito congressuale all’interno del Pd, io ribadisco che l’unico mio interesse è quello di ragionare in termini di contenuti per rafforzare e rinnovare il contributo che la comunità del Partito Democratico potrà ancora dare alla cittadinanza chivassese. Non si tratta di nomi o correnti, ma di attivare il miglior percorso possibile perché si trovi chi possa raccogliere al meglio questa sfida: un segretario o una segretaria, ma soprattutto un direttivo che collegialmente rappresenti gli uomini e le donne del Pd.
Gli echi dell’ultimo congresso nazionale sono una lente che non serve a leggere la realtà di oggi. L’esito dell’ultimo referendum ha spinto in alto la voce e le istanze che i giovani, i movimenti, oltre i partiti, hanno promosso sul tema della pace, dei diritti e della giustizia. C’è un paese che si sta muovendo e col quale vogliamo lavorare.
Questo è il Pd che stiamo cercando anche a Chivasso.Io credo che si possa trovare una convergenza, non sulla conta, ma sui valori per esprimere al meglio chi possa aggregare questa comunità e allargarla. Questo è davvero l’unica agenda che mi interessa”.