Il caso

Consulta, legalità e polemiche: Maria Teresa Blatto ora dice la sua

L’ex presidente si toglie alcuni sassolini dalle scarpe e «non elogia» l’assessore Gianluca Vitale

Consulta, legalità e polemiche: Maria Teresa Blatto ora dice la sua

Nel novembre 2013, quando il Consiglio Comunale allora guidato dal sindaco Libero Ciuffreda era stato chiamato ad istituirla, l’ex consigliere di opposizione Gianfranco Scoppettone aveva pronunciato una delle sue frasi rimaste negli annali: «La Consulta della Legalità non serve assolutamente a nulla».

Consulta, legalità e polemiche: Maria Teresa Blatto ora dice la sua

Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, ma la Consulta è rimasta in balia di alterne fortune, vincolata (ovviamente, ma nemmeno tanto) ai sentimenti della maggioranza di turno.
Nelle ultime settimane, ad accendere la polemica è stata Claudia Buo, di LiberaMente, che ha fatto notare come nonostante i gravi fatti di cronaca che hanno interessato Chivasso negli ultimi mesi (dagli spari in piazza della Repubblica a quelli in via Paleologi) la Consulta non abbia mosso un dito. Ultimo atto noto, la realizzazione di una serie di borse da distribuire ai commercianti, «shopper della legalità» che però nessuno sembra aver visto nemmeno per sbaglio.
L’attuale presidente Vincenzo Ferrantello (legato a filo doppio all’assessore Gianluca Vitale, che si è di fatto creato un cerchio magico esteso anche ad alcune anime «super partes» della cultura, però attivissime nella chat della sua civica «Noi per Chivasso» come a presentare richieste di contributi a Palazzo Santa Chiara) non l’ha presa proprio benissimo, ma peggio l’ha presa Maria Teresa Blatto, già alla guida della Consulta.

L’intervento di Blatto

«In seguito alla sparatoria recentemente avvenuta a Chivasso in via Paleologi – scrive Blatto – l’interesse delle diverse parti politiche si è scatenato sull’argomento Legalità e ciascuno lo sta usando pro o contro un’Amministrazione comunale che, secondo alcuni, non ha affrontato in pieno il problema della ‘ndrangheta che continua ad operare in questa città, senza considerare che il problema ‘ndrangheta esula addirittura dai confini nazionali. E’ bene ricordare che la presenza della criminalità organizzata a Chivasso è nota fin dal 1987, anno del triplice omicidio in un circolo privato, e che da allora si sono succeduti nove sindaci di diverse tendenze politiche e due Commissari.
E così, dopo anni di indifferenza, viene chiamata in causa la Consulta della Legalità, a volte anche a sproposito.
Mi permetto di fare chiarezza sull’argomento, essendone stata la presidente per alcuni anni. Non avendo ambizioni elettorali non ho interesse a strumentalizzare l’argomento come riscontro che ultimamente succede, sia a favore dell’attuale Amministrazione, sia contro. Mi dispiace sentire qualcuno dire che “Sia diventata un’organizzazione inutile” con l’intento di ricrearne un’altra simile per aggiudicarsene il merito, così come leggere che “Da quando c’è l’assessore Vitale finalmente la Consulta funziona” sottintendendo che prima non funzionasse.
Istituita dal sindaco Libero Ciuffreda, assessore con delega alla Legalità Annalisa De Col, la Consulta fu poi confermata dalla successiva amministrazione (sindaco Claudio Castello, assessore Tiziana Siragusa) ed è ufficialmente ancora attiva. Ad integrazione dell’attività della Consulta venne anche istituita la “Libera Università per la Legalità”, uno strumento per le attività culturali/formative rivolte a tutti i cittadini e agli studenti della città e del territorio, per accrescere e diffondere la sicurezza sociale. (…) Per brevità non elenco tutti i compiti che sono previsti nel regolamento, ma posso assicurare che negli anni che vanno dall’istituzione al 2022, molto lavoro è stato compiuto. Posso portare alcuni esempi: la ricerca sulla criminalità organizzata a Chivasso, intitolata “Mafia e contesto di legalità” coordinata dal professor Rocco Sciarrone dell’Università di Torino, Commissionata dal Comune in collaborazione con Libera. L’indagine analizzò la percezione della sicurezza, della legalità e del rischio di infiltrazioni mafiose sul territorio. Poi fu la volta del contrasto all’usura. Grazie alla collaborazione con la Libera Università per la Legalità, l’Uni3 e “La Scialuppa” (Fondazione CRT) si creò uno sportello al quale i cittadini e piccole imprese possono rivolgersi, in caso di sovraindebitamento, per evitare che incorrano nel rischio di finire nella rete dell’usura.

(…) L’interesse della Consulta all’argomento usura fu un ulteriore stimolo all’Amministrazione comunale per la creazione in bilancio della voce “microcredito”. Altro argomento trattato in quegli anni fu il contrasto al gioco d’azzardo patologico attraverso vari approfondimenti, ad esempio con il SERD (Servizio per le dipendenze patologiche) per monitorare la situazione nel nostro territorio. La crisi economica dovuta in parte alla pandemia suggerì alla Consulta di valutare le variazioni delle licenze commerciali. I dati forniti dall’Ufficio Commercio si rivelarono interessanti ma non permisero di valutare l’ingerenza o meno delle organizzazioni mafiose essendo valutazioni che saranno sempre e solo di competenza esclusiva delle forze dell’ordine, con le quali ci fu sempre una buona collaborazione in quegli anni. Queste sono alcune delle attività della Consulta fino alle elezioni del 2022.

(…) Con l’insediamento della nuova amministrazione la Consulta si ricompose ma con alcune modifiche apportate dall’assessore Gianluca Vitale. Fu redatto un nuovo regolamento e inserite a buon titolo tra gli aventi diritto e sempre previa presentazione della documentazione, anche le Associazioni Culturali e sportive. L’assessore Vitale assicurò da subito tutta la sua collaborazione ma non fu partecipe alle sedute ed alle attività della Consulta nella misura in cui lo furono i suoi predecessori. E’ possibile che avesse un programma personale dedicato al tema della Legalità, considerando la sua appartenenza alle Forze dell’Ordine e la particolare sensibilità verso l’argomento. La Consulta purtroppo non sempre è stata coinvolta nelle numerose iniziative che comunque sono state portate avanti nello spirito di diffusione del concetto di Legalità e di contrasto alle mafie.
Avendo assunto un altro impegno presentai le mie dimissioni da presidente della Consulta prontamente sostituita da Lucia Chessa, nominata all’unanimità. La rappresentante dell’Associazione “Amici del Cuore di Chivasso” Francesca Merlone, si propose per assumere il ruolo di vicepresidente. La vicepresidente in seguito rilevò un’irregolarità, riconducibile a un errore commesso in buona fede da parte della presidente Lucia Chessa e minacciò la denuncia. L’episodio risultò privo di qualsiasi intento doloso e attribuibile a un’ingenuità nella gestione della procedura. Il caso però assunse dimensioni maggiori in quanto venne usato strumentalmente per colpire l’Amministrazione Comunale con imponenti articoli sui giornali locali. A questo punto Chessa diede le dimissioni per non sollevare ulteriori questioni e la Consulta rimase senza Presidente.

A causa di questo sgradevole episodio venne meno lo spirito di collaborazione, di coesione e di serenità all’interno del gruppo e nessuno si volle più candidare alla presidenza. Fu così che durante una seduta l’assessore Vitale presentò il professor Ferrantello dichiarando che avrebbe assunto l’incarico.
A me, e non solamente a me, è sembrata un’imposizione, anche se necessaria per risolvere la vacanza del ruolo di presidente. Persona colta e di indubbia onestà e capacità Ferrantello però non era a conoscenza dei trascorsi e degli obiettivi della Consulta. Sarà per questo motivo che l’attività della Consulta ha subito negli ultimi anni un rallentamento e, in verità concordo con chi ritiene che in questo modo sia un’organizzazione inutile, ma proprio per questo non serve crearne un doppione, come viene suggerito da alcuni membri della minoranza. Spero invece che ci sia un ripensamento sul modo di condurre la Consulta, impegnandoci al meglio per ritornare a farla funzionare come un tempo.
Stesso discorso vale per la Libera Università per la Legalità che, dopo aver organizzato calendari ricchi di momenti formativi e appuntamenti teatrali con personaggi di spicco e coinvolgendo l’attenzione della popolazione, ha progressivamente rallentato le proprie attività fino a spegnerle del tutto dopo le dimissioni del presidente Giuseppe Busso. Spettacoli teatrali e coinvolgimento di personaggi di spicco, sono comunque continuati in questi ultimi anni, in forma diversa ma con stesse finalità, per opera dell’Assessore e dell’Ufficio Cultura del Comune.
Ho voluto chiarire quanto sopra perché mi dispiace vedere affondare delle iniziative che potrebbero dare ancora tanto. (…) I cittadini di Chivasso meritano rappresentanti che non cerchino consenso con espedienti o slogan, ma persone responsabili e sincere, capaci di candidarsi per il bene comune e di restituire fiducia e sicurezza».