Elena Abbate è la mamma di Matilde Milano, la ragazzina chivassese affetta, come la sorella Margherita, da una grave patologia. Lei vuole lanciare un messaggio positivo legato all’inserimento di Matilde alle superiori.
La scelta della scuola a casa per tutelare la salute di Matilde
«Quando arriva il momento di prendere decisioni importanti per i nostri figli, è naturale sentirsi titubanti. Nel caso di Matilde, noi genitori avevamo molte preoccupazioni riguardo all’iscrizione alle scuole superiori. La nostra esitazione non era solo legata all’istruzione di Matilde, ma anche al desiderio di vederla apprezzata e accettata per ciò che è, diventando un esempio positivo per la classe e la scuola».
Elena Abbate è la mamma di Matilde Milano, la ragazzina chivassese affetta, come la sorella Margherita, da una grave patologia.
Ora, Elena vuole lanciare un messaggio positivo legato all’inserimento di Matilde alle superiori.
«Come sua sorella Margherita – spiega Elena – anche Matilde è affetta da una patologia grave che rende complicato il trasporto quotidiano. Questa situazione ci ha spinto a valutare attentamente le opzioni disponibili per garantire a nostra figlia un’istruzione adeguata senza compromettere la sua salute.
Dopo molte riflessioni, abbiamo optato per una scuola a casa. Questa decisione, sebbene difficile, è stata presa con la convinzione che avrebbe potuto offrire a Matilde un ambiente sicuro e confortevole in cui apprendere. La possibilità di frequentare da casa le permette di gestire meglio la sua condizione, evitando lo stress e la fatica dei viaggi quotidiani.
Il vantaggio più grande è quello di ridurre al minimo i rischi di ammallarsi.
Grazie alla tecnologia, Matilde può partecipare a lezioni virtuali e interagire con insegnanti e compagni, mantenendo comunque un senso di comunità e appartenenza.
Siamo fiduciosi che questa scelta contribuirà positivamente al percorso educativo di Matilde, permettendole di crescere e svilupparsi in un ambiente che rispetti le sue necessità. Con il supporto continuo degli insegnanti e delle risorse disponibili, speriamo che Matilde possa raggiungere i suoi obiettivi accademici e personali, donando a chi vorrà starle accanto forza e valori che ad oggi si stanno perdendo.
Una rete di solidarietà: il supporto dell’istituto “Europa Unita”
Fortunatamente, l’istituto “Europa Unita” di Chivasso ha dimostrato di essere un ambiente accogliente e comprensivo. Ci siamo subito resi conto che non eravamo soli in questo percorso, grazie al supporto inestimabile della nostra insegnante di sostegno, Aquilina Mileti. Con grande sensibilità, Aquilina ha saputo creare un legame speciale con Matilde e con noi genitori, facilitando l’inserimento di nostra figlia in classe.
Aquilina Mileti ha svolto un ruolo fondamentale nel far sì che Matilde si sentisse parte del gruppo. La sua capacità di instaurare empatia e connessioni autentiche ha fatto sì che Matilde venisse accolta con calore dalle sue compagne.
La nostra più grande conquista è stata l’accettazione di Matilde per com’è. Vederla felice e integrata in un contesto che la rispetta e la valorizza è stato un traguardo che ha superato le nostre aspettative iniziali. La sua esperienza alle superiori non è solo un percorso educativo, ma anche una lezione di inclusione e accettazione per tutti.
In conclusione, quello che inizialmente sembrava un passo incerto si è rivelato una delle decisioni migliori che potessimo prendere per il futuro di nostra figlia. Siamo grati a tutti coloro che hanno reso possibile questo positivo cambiamento e non vediamo l’ora di vedere come Matilde continuerà a crescere e ispirare chi la circonda.
Il mio grazie da mamma, va al dirigente Fabio Mauthe Degerfield che ho personalmente incontrato per poter esporre i miei progetti per il prossimo anno e che lui ha accolto con grande entusiasmo.
Grazie ai professori della 1A scienze umane soprattutto a quelli che si sono impegnati a creare un legame con Matilde.
Grazie ai genitori delle compagne di Maty che si sono avvicinate alla nostra storia e mi hanno appoggiata nelle richieste di incontro e a tal proposito grazie alle ragazze che sono venute a casa a trovare Matilde a piccoli gruppi, rispettando i nostri tempi e i problemi di salute.
Una lezione di resilienza: Matilde come faro di speranza
Matilde è un faro di speranza e resilienza per i suoi coetanei. La sua storia dimostra che, nonostante le avversità, è possibile vivere con coraggio e determinazione. Matilde ci insegna che non bisogna mai arrendersi, anche quando le cose non vanno come previsto. Ogni sfida è un’opportunità per crescere e imparare, e Matilde ne è la prova vivente.
È importante che i ragazzi capiscano che la vita può presentare ostacoli imprevisti. Tuttavia, come Matilde ha mostrato, non bisogna lasciare che questi ostacoli ci impediscano di lottare per i nostri sogni. La sua determinazione a vivere pienamente e a raggiungere i suoi obiettivi, nonostante le difficoltà, è un esempio che tutti possiamo seguire.
Matilde ci ricorda che è fondamentale darsi delle possibilità. Anche quando le situazioni sembrano insormontabili, è essenziale continuare a provare e a credere in se stessi. Ogni piccolo passo avanti è una vittoria e un’opportunità per avvicinarsi ai propri sogni.
Matilde vuole insegnare ai suoi compagni di classe che non importa quanto possa sembrare difficile il cammino, ci sono sempre modi per superare le sfide. Con il supporto giusto e la volontà di non arrendersi, ogni giovane può trovare la propria strada verso il successo e la felicità.
In conclusione, Matilde è un esempio straordinario di come la forza interiore e la voglia di vivere possano trasformare le difficoltà in opportunità. Il suo messaggio di speranza e resilienza è un dono prezioso per tutti coloro che la conoscono e la ammirano».