Verso il voto

Corcione: “No a un centro nostalgico”

Massimo Corcione, segretario Dem, fa il punto sulla coalizione di maggioranza e rifiuta le alleanze di convenienza

Corcione: “No a un centro nostalgico”

La scadenza delle amministrative si avvicina e per il PD il cammino verso le urne passa da basi solide: il bilancio dell’amministrazione uscente guidata dal sindaco Claudio Castello, la compattezza della maggioranza e una visione strategica coerente che esclude a priori alleanze di comodo o compromessi al ribasso.

Corcione: “No a un centro nostalgico”

In questa intervista il segretario cittadino dem Massimo Corcione traccia la rotta della coalizione di centrosinistra.

Le elezioni comunali si avvicinano e i tempi sembrano ormai maturi, ma a Chivasso il panorama politico resta apparentemente silenzioso. Il PD è già pronto?
«In primo luogo desidero esprimere un sentito ringraziamento al sindaco Claudio Castello e a tutta la giunta per il costante impegno, il grande lavoro svolto e la dedizione dimostrata nei confronti della nostra città. Per quanto riguarda le amministrative, la nostra coalizione sta lavorando con serietà e metodo per arrivare pienamente preparata all’appuntamento elettorale. Il nostro punto di partenza è il solido lavoro dell’amministrazione uscente e la forte coesione dell’attuale maggioranza. Siamo convinti che la solidarietà e l’unità dimostrata dal gruppo possa rendere non necessarie le primarie per la scelta del candidato sindaco. Restano naturalmente delle incognite legate al quadro normativo generale: non sappiamo ancora con quale legge elettorale si andrà alle urne né se si aprirà concretamente la possibilità di un terzo mandato. Tuttavia, in questi anni sono state realizzate molte cose concrete per Chivasso e le esporremo ai cittadini con la massima trasparenza, fiduciosi che confermeranno la loro fiducia al nostro progetto».

Lavorate per un centrosinistra unito: sareste disposti ad accettare anche la candidatura ad esempio di liste civiche?
«Abbiamo recentemente fatto un primo incontro tra le forze politiche della coalizione. Ovviamente non ci sono preclusioni di sorta si sceglierà insieme la persona che meglio potrà rappresentare la coalizione sia in termini di visione futura che in termini di tempo e capacità nel saper fare gruppo. Relativamente alle altre forze politiche al di fuori dell’attuale maggioranza ,personalmente non credo nelle alleanze di facciata o nello stare insieme a tutti i costi senza una linea politica chiara e definita. Credo che Chivasso debba essere governata da una forza che abbia il coraggio di fare scelte trasparenti e di assumersi la responsabilità delle proprie decisioni, anche di quelle impopolari quando si rivelano fondamentali per il bene della città. Il nostro obiettivo è costruire un progetto coerente con i valori storici e l’identità del nostro partito, non un accordo di convenienza al solo scopo di aggregare sigle distanti tra loro».

Il progetto del «grande Centro», che vedrebbe Claudia Buo di LiberaMente candidata a sindaco con il sostegno di liste civiche ed eventualmente di partiti di centrodestra come FI, è un’ipotesi credibile?
«Ritengo che l’idea del “grande Centro” sia un concetto nostalgico, un’eredità del pensiero tipico della Prima Repubblica. Si tratta di un’impostazione del tutto legittima, ma che appartiene a una visione politica dalla quale mi sento distante e che lascio volentieri ad altri. Una politica basata solo sul continuo compromesso per accontentare sensibilità e visioni diametralmente opposte rischia di paralizzare l’azione amministrativa. Alla città serve continuità, visione strategica e chiarezza ideale».

A che punto è il percorso congressuale del Pd?
«Sul versante del congresso interno, la strada è stata tracciata in modo chiaro dall’ultimo direttivo: l’obiettivo prioritario è raggiungere l’unitarietà. Se questa sintesi unitaria non si dovesse trovare, sarà lo stesso direttivo a indicare la direzione e le modalità da seguire. L’auspicio di tutti noi è naturalmente quello di definire il percorso e chiudere la partita congressuale in tempi decisamente brevi, per concentrare ogni energia sulle priorità dei cittadini».

Come giudica questi ultimi mesi di amministrazione Castello, alla luce delle recenti tensioni politiche che sembrano emergere?
«In ogni amministrazione viva e dinamica è fisiologico che emergano confronti e sensibilità differenti, ma ciò che conta sono i risultati ottenuti per il territorio. L’operato del sindaco Castello e della giunta ha portato a termine progetti strategici decisivi. La bontà delle opere realizzate e l’attenzione dimostrata per la comunità rappresentano la base solida su cui continuiamo a lavorare, oltre le naturali dinamiche del dibattito politico locale».