Crescentino festeggia Osvaldo Cena, decano della provincia di Vercelli, in occasione del suo centocinquesimo compleanno.
Visita istituzionale
Ha spento 105 candeline Osvaldo Cena, il cittadino più longevo non solo della sua Crescentino ma dell’intera provincia di Vercelli. Un traguardo straordinario festeggiato lo scorso 3 settembre, circondato dall’affetto della sua famiglia, e che nei giorni scorsi ha visto anche la visita del sindaco della città Vittorio Ferrero e dell’assessore Antonella Dassano.
L’incontro con il sindaco
Lunedì 14 settembre, infatti, il primo cittadino, accompagnato dall’assessore, è andato a trovare Osvaldo per portargli gli auguri dell’Amministrazione comunale e di tutta la comunità crescentinese. Un incontro particolarmente significativo, durante il quale Osvaldo ha accolto i suoi ospiti con la consueta lucidità e il buonumore che lo contraddistinguono.
Memoria della comunità
«Mi ha subito riconosciuto e abbiamo trascorso insieme un momento davvero piacevole, ascoltando i suoi ricordi, i suoi racconti e anche i suoi preziosi consigli», ha raccontato il sindaco, sottolineando il valore di un incontro con una persona che rappresenta una vera memoria vivente della comunità.
Osvaldo Cena è nato il 3 settembre 1921 e nel corso della sua lunga vita ha attraversato alcuni dei momenti più importanti e drammatici della storia del Novecento. Da giovane ha vissuto gli anni della Seconda guerra mondiale, un’esperienza che ha segnato profondamente la sua esistenza e che, negli anni, ha scelto di raccontare attraverso numerosi quaderni autobiografici.
Contadino per tutta la vita, ha sempre mantenuto un forte legame con la terra e con il lavoro nei campi, un’attività ereditata dalla famiglia e svolta con passione. Accanto al lavoro, non sono mai venute meno le sue grandi passioni per la lettura e la scrittura. Nei suoi manoscritti ha raccolto ricordi della guerra, episodi della vita contadina e riflessioni sui grandi cambiamenti avvenuti nel corso dei decenni.
I ricordi dei 100 anni
Già in occasione dei 100 anni aveva raccontato quanto fosse cambiato il mondo intorno a lui, dai ritmi della vita quotidiana alla tecnologia, fino al clima e alle abitudini delle persone. «Una volta i ritmi erano lenti, tranquilli, si aveva tempo di fare due chiacchiere senza guardare l’orologio», aveva ricordato.
L’affetto dei nipoti
A 105 anni Osvaldo continua dunque a guardare avanti, con quello stesso spirito che lo ha accompagnato per oltre un secolo. A prendersi cura di lui e a fargli compagnia ci sono i tanti nipoti, che non gli fanno mai mancare la loro presenza.
Sempre sulla breccia
E anche questa volta non è mancato il suo immancabile buonumore. Al momento dei saluti, infatti, Osvaldo ha lasciato ai suoi ospiti una promessa e, insieme, una battuta che racchiude perfettamente il suo spirito: «Ci vediamo per i 106… e sempre sulla breccia!».
Un appuntamento, dunque, già fissato. Perché 105 anni sono un traguardo straordinario, ma per Osvaldo Cena sembra essere soltanto un’altra tappa di un viaggio ancora tutto da vivere.