Il personaggio

Dal bancone del bar al palco come "Drag Queen"

Stefano Salaris ha trasformato la sua passione in un'arte che parla di inclusività, coraggio e auto-accettazione

Dal bancone del bar al palco come "Drag Queen"
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Stefano Salaris, titolare di un bar a Chivasso, è un'anima poliedrica che ha trovato nel mondo drag la sua forma di espressione più autentica. Nato e cresciuto a Saluggia ma oggi residente a Caluso con suo marito, Stefano ha trasformato la sua passione in un'arte che parla di inclusività, coraggio e auto-accettazione.

Dal bancone del bar al palco come "Drag Queen"

«La mia storia drag nasce con la storia drag di mio marito - spiega -  ovvero quando abbiamo deciso di incominciare a fare drag perché abbiamo questa voglia di esprimerci in maniera diversa e non convenzionale», racconta Salaris.
La scelta è stata quella di percorrere una strada meno battuta, non solo come ballerini o cantanti, ma attraverso un'arte che per loro è espressione e intrattenimento. «Fare drag è un'arte di espressione e di intrattenimento. Non siamo ragazzi a cui piace travestirsi da donna, bensì è un esprimere un qualcosa che è dentro, che non è per forza la parte femminile, ma bensì è un personaggio che viene fuori. Non soffriamo di doppia personalità, ma semplicemente è questa voglia di esibirsi, questa parte di noi che viene fuori, che è inespressa».

L'inizio dell'avventura

La loro avventura inizia circa un anno fa, in una serata a Nostalgia, grazie a due amici organizzatori che li accolgono a braccia aperte. Stefano e il marito sviluppano i loro personaggi: lui è una «drag beauty queen» molto bella, simile a una bambolina di porcellana; Stefano, invece, è una «zia degli anni '80-'90» che cerca di essere al passo con i tempi, offrendo consigli utili a tutti, specialmente ai giovani drag.

La svolta arriva con la frequentazione del «Senza Fronzoli», un locale inclusivo e LGBTQ+ di Torino. Qui conoscono altri artisti, tra cui la madrina del concorso Drag, Gina Lella Frigida. Lei spiega loro il concorso: si deve interpretare un cantante nel video ufficiale di una sua canzone. Stefano sceglie «Never Enough» di Loren Allred, dal musical «The Greatest Showman». «È una canzone che parla di affrontare il palcoscenico e come drag emergente mi sembrava più che mai azzeccata. Il significato intrinseco del palco è ovviamente affrontare le sfide della vita», spiega Stefano.

Il primo concorso

Il primo concorso si tiene al Grill Music di Robastano, e nonostante l'emozione, Stefano si classifica sesto. «Ahimè esco come seconda ma purtroppo mi classifico verso il fondo perché in quanto drag emergente avevo tante piccole pecche da sistemare», ammette. Tuttavia, per lui è già una vittoria: «In sala c'erano i miei genitori e tantissimi miei amici che siccome era il mio primo spettacolo sono venuti a sostenermi». Il sostegno più grande arriva da suo marito, che lo assiste dietro le quinte con vestito, trucco e parrucco. «Esibirti con i tuoi genitori davanti in vesti nuove è bellissimo, specialmente quando i genitori non hanno pregiudizi», confessa.

L'esperienza non si ferma qui. Stefano partecipa a un concorso nazionale in Abruzzo, ad Alba Adriatica, dove conosce un'altra madrina, Cherie Chantal, che lo aiuta a perfezionarsi. «Mi ha praticamente ribaltato come un calzino», dice scherzando, consapevole dell'importanza di adeguare il proprio show per un concorso nazionale. Nonostante non vinca, l'esperienza è indimenticabile: «È stata un'emozione bellissima... la gara in sé non è tanto importante, ma è arrivare alle persone, cosa vuoi trasmettere nel tuo spettacolo».

I consigli

Stefano, sposato da due anni con Stefano Gamerro, si rivolge a chiunque voglia intraprendere questa strada. «Il consiglio che posso dare alle persone, ai ragazzi o alle ragazze che vorrebbero intraprendere il mondo drag, perché comunque la drag queen la può fare anche benissimo una ragazza, è di trovare le persone giuste e di usare, provare, provare, provare. Fare drag, fare arte è una cosa bella, ti permette di esprimerti al cento per cento». E conclude con un incoraggiamento sincero: «Quindi mi sento di dire questo alle future drag che vogliono osare, ma che non osano, per paura, fatelo, perché ci si diverte un sacco».