RONDISSONE

Don Gino inaugura l’ultimo capolavoro LE FOTO

Durante l’omelia il sacerdote ha voluto ringraziare tutti coloro che lo hanno sostenuto in questa avventura

Don Gino inaugura l’ultimo capolavoro LE FOTO
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Una mattinata carica di emozioni per don Gino Casardi che domenica ha ufficialmente inaugurato i restauri della chiesa parrocchiale Santi Vincenzo e Anastasio, celebrato i suoi 25 anni a Rondissone nelle vesti di sacerdote e i suoi primi 85 anni di vita.

Don Gino inaugura l’ultimo capolavoro

E lo fa fatto con un'omelia speciale nella quale ha sottolineato: «Questa mattina sono qui per ringraziare le tante persone che in questi sedici mesi hanno lavorato e mi hanno sostenuto. Questo è il mio ultimo capolavoro, io non sono nato imprenditore ma sono andato a scuola dell'imprenditoria quando sono andato a scuola a Castelrosso ed ero parroco a Borgo Revel. Ricordo don Nicolino Averono con il quale ho condiviso quegli anni. Ringrazio la ditta del ponteggio che ha elargito un aiuto alla chiesa. Ringrazio tre amici, tre capolavori di Dio, della ditta che si è presa cura della pulizia perché la casa di Dio deve essere sempre pulita. Grazie a chi mi ha visto arrabbiato, triste: Sergio Angiono (membro della commissione economica) che si è messo a disposizione per la parte elettrica ma ha fatto anche da psicologo.
Poi c'è una signorina che pulisce l'altare, molto attenta, la priora Grazia che con Mariuccia ha lavorato per ridare alla comunità l'altare. Ringrazio Mariuccia, Anna. Grazie a Roberto, Angelo, Carmela, Mario. Ecco Mario, priore della Cappella dove c'è stato un altro restauro, in silenzio senza scomodare i parrocchiani. Una chiesa che non è mai stata sconsacrata tant'è che è stata usata quando non faceva troppo freddo. E poi la chiesa Madonna della Grazie. Un altro patrimonio, un'altra bellezza di Rondissone. Questi monumenti vanno curati. C'è poi un personaggio cruciale, colei che si prodiga a lavare le tovaglie e il camice del parroco. E poi un grazie all'associazione Vita Tre. Grazie alla corale che c'è quando c'è bisogno, come per la dipartita di Francesca e Pierina. Grazie alla Pro Loco di Daniele Vai, al nostro farmacista».

Poi don Gino ha letto il biglietto che Vita Tre gli ha donato insieme all'offerta: «Oggi è un giorno molto importante per tutta la sua comunità perché la chiesa parrocchiale è stata restituita a tutti i rondissonesi dopo i suoi restauri. Non dimentichiamo i 25 anni di presenza di don Gino a Rondissone e i suoi 85 anni. Lo ringraziamo per tutto quello che ha fatto nel nostro paese. Per la sua dedizione alla nostra comunità».

Don Gino ha poi ringraziato gli Alpini e i Fanti di Torrazza Piemonte.

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La poesia di Bua

Poco prima della fine della Messa, Veronica Pagliarulo ha letto la poesia che Armando Bua ha scritto per questo occasione: «Don Gino con noi 25 anni, un lasso di tempo ben definito frammento di vita nello spazio infinito, vita vissuta, vita di Don Gino, lo sforzo di essere presente e vicino. 25 anni, una nuova parrocchia, la novità la gente che scruta con curiosità un po' di imbarazzo, qualche amico qua e là una nuova avventura, chissà come andrà! Intanto il tempo scorreva via tra i Pater Noster e le Ave Maria passava il giorno, veniva sera sempre raccolto nella preghiera. 25 anni, le solenni processioni i bei battesimi, le comunioni le mille cose a cui pensare e poi le chiese da ristrutturare. Penso a San Rocco, la Madonnina, i Santi Francesco e Caterina e in via del tutto eccezionale ecco il restauro della parrocchiale. Ne ha fatte cose in questi anni fra sentimenti e mille affanni non sono i miti e neanche gli eroi è una persona, Don Gino con noi!».
Dopodiché don Gino ha dato la benedizione e la festa è proseguita sul sagrato della chiesa parrocchiale tra brindisi e foto ricordo.

Le parole dell’Amministrazione

«L’amministrazione comunale si unisce nelle congratulazione e ai complimenti per il raggiungimento di un traguardo importante relativo al sacerdozio presso la nostra comunità del Canonico Don Luigi Casardi, chiamato da tutti noi Don Gino.
Inoltre ringraziamo per tutte le opere e i lavori di riqualificazione eseguiti nei 25 anni sul patrimonio ecclesiastico tra cui la chiesa parrocchiale, ricchezza della comunità rondissonese edificata tra il 1759 e il 1763; con la sua restaurazione interna è stata riportata al suo splendore barocco brillando di una luce abbagliante che è anche il riflesso della soddisfazione di aver portato a termine con appagamento un lavoro pluriennale, consentendo così la conservazione e la tutele del patrimonio storico e culturale del territorio. Ancora complimenti e grazie Don Gino».

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