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CRESCENTINO

Donna vulnerabile deve vaccinarsi in ospedale ma non la chiamano: la denuncia

Questo è quello che sta capitando alla 59enne Daniela Maria Malatesta.

Donna vulnerabile deve vaccinarsi in ospedale ma non la chiamano: la denuncia
Attualità Vercellese, 30 Maggio 2021 ore 05:56

Se da una parte ci sono medici e politici che chiedono a gran voce alle persone di sottoporsi al vaccino Covid19, dall’altra c’è chi ben disposto non riesce però a ricevere la propria dose. Questo è quello che sta capitando alla 59enne Daniela Maria Malatesta, residente a Crescentino.

Donna vulnerabile deve vaccinarsi in ospedale ma non la chiamano

Se da una parte ci sono medici e politici che chiedono a gran voce alle persone di sottoporsi al vaccino Covid19, dall’altra c’è chi ben disposto non riesce però a ricevere la propria dose. Questo è quello che sta capitando alla 59enne Daniela Maria Malatesta, residente a Crescentino.

«Sono un soggetto pluriallegico e asmatico e, come mi hanno detto i medici specialistici che mi seguono mi hanno si consigliato la vaccinazione ma quella ospedaliera non nei centri di massa. - spiega Daniela Maria Malatesta – questo perché, nel caso di altri vaccini, avevo già avuto reazione così anche ad alcuni farmaci. Il mio allergolo dell’ospedale Maria Vittoria di Torino, infatti, mi avevo indicato anche altre due diciture: sosta di un'ora nelle struttura ospedaliera e assunzione di un antistaminico quattro giorni prima e quattro giorni dopo la somministrazione. Così mi sono subito attivata con mia figlia consegnando la documentazione al mio medico Annamaria Crosta che l'ha girata al Sisp. Noi abbiamo poi chiamato il Sisp e, dopo pochi giorni, mi hanno dato un riscontro che ero stata inserita nell'elenco dell'ospedale di Chivasso. Ho più volte inviato la mia documentazione per esser certa che tutti l’avessero. Ma ecco che mi arriva la convocazione per il 14 maggio al Centro di Crescentino. Io mi sono adirata perché se un infettivologo ha inviato ad un dirigente la documentazione con la richiesta di essere inserita nella lista ospedaliera perché mi devono convocare in centro vaccinale di massa? Se non avessi avuto problemi non avrei fatto tutta questa trafila e mi sarei semplicemente iscritta sul portale. Così hanno fatto una segnalazione: abbiamo chiamato il numero verde dell'Asl To4 e martedì scorso ho contattato Piergiorgio Bertucci e lui mi ha detto che c'è un problema logistico: le richieste dei vulnerabili sono molte e gli anestesisti sono pochi perché la differenza tra il vaccino in ospedale e nei centri di massa è proprio la presenza di questa professionisti. Mi ha spiegato che in ospedale si vaccinano dalle 100 alle 200 persone a settimana e che ciò avviene solo a Ciriè e Chivasso. Dunque mi hanno detto che devo aspettare ma non lo trovo corretto. Sono una persona vulnerabile che abita con un ultraottantenne già vaccinato. In più, parlando con un volontario della Cri, ho scoperto di non esser l’unica in questa situazione. E’ una situazione vergognosa causata della disorganizzazione dell’Asl. Ancora una volta essere vulnerabile è un aspetto penalizzante: ritengo che invece dovesse essere una categoria prioritaria. Se non hanno anestesisti gli assumano, se non ci sono in Piemonte li prendano da altre regioni o stati».

"Stanno vaccinando i più giovani"

«Trovo questo tutto molto ingiusto – spiega ancora – ormai la campagna vaccinale prosegue senza sosta e stanno ricevendo le dosi anche persone più giovani di me. Così, senza vaccino e dunque senza green pass non posso nemmeno far visita a mia mamma in Rsa oltre naturalmente ad essere esposta ad un grave rischio. Chi ha realmente bisogno del vaccino resta senza: è vergognoso. Chiedo che l’Asl al più presto risolva questa situazione per me e per tutte le persone che si trovano nella mia condizione».