«Cosa mi aspetto dall’amministrazione Castello, Centin, Debernandi & c nel 2026?» Matteo Doria, consigliere comunale capogruppo di Amo Chivasso e le sue Frazioni, che siede nei banchi di palazzo Santa Chiara fin dal 2012 e che si può dire che ne abbia viste “di ogni” da parte del centrosinistra chivassese, tira un attimo il fiato e con molta calma.
L’analisi
Doria prosegue: «Cercherò di essere il più oggettivo possibile, analizzando i fatti a cui abbiamo assistito da quando il Pd governa Chivasso, ovvero dal 2011 ad oggi ininterrottamente.
Sinceramente mi aspetto una disarmante coerenza e continuità con loro stessi e con la loro linea politica di azioni».
Entra nel dettaglio e spiega: «Vale a dire un navigare a vista, il gestire una città di 27mila anime importante come la nostra come si amministra grossomodo un condominio, senza mai aver almeno provato a presentare un piano di gestione del rilancio dell’economia locale a tutela dei posti di lavoro esistenti.
Né tantomeno di attrazione di nuovi insediamenti (vedasi il roboante annuncio dell’insediamento del polo logistico con relativi 800 posti di lavoro effettuato pre-elezioni del 2022, seguito poi dal nulla cosmico), ma nemmeno di un piano di manutenzioni dei 120 km di strade asfaltate del nostro comune o dell’acquedotto, entrambe le infrastrutture oggetto di sporadiche azioni a macchia di leopardo e ridotte dopo 14 anni di mala gestione a groviere e colabrodi».
Doria: «Dal Pd mi aspetto una gestione senza visione»
Fa notare ancora: «Annunci altisonanti di interventi sulla sicurezza pubblica, stazione ferroviaria in testa, salvo poi portare la città ad un livello di degrado ed insicurezza senza eguali.
Senza però mai dimenticarsi di mettere le mani nelle tasche dei cittadini, mantenendo le aliquote di tasse e contributi alle stelle (vedasi una su tutte la tassa rifiuti, la più alta del consorzio di Bacino 16 a fronte di un servizio, fosse anche solo lo spazzamento strade, che si commenta da solo…), e con obbiettivi di multe sempre più alti “dimenticandosi” di fare però parcheggi utili al centro ed alle ormai sempre meno attività che resistono alla crisi, ed al Pd chivassese.
Una grande raccolta di denaro pubblico che puntualmente spendono “ dove vogliono”, tra contributi “ben mirati” e iniziative varie tendenzialmente di scarso interesse collettivo.
Con un’aggravante però: il 2026 è l’anno che precede il voto delle comunali che è previsto nel 2027, e temo che ne vedremo delle belle, tra lotte feroci al loro interno (che sono già iniziate) e magari con ammiccamenti ad ex consiglieri del centrosinistra che oggi siedono nei banchi dell’opposizione, ma che da tempo nelle segreterie politiche torinesi si vocifera stiano tentando riavvicinamenti in vista del rinnovo delle poltrone».
Conclude: «Da cittadino spererei tanto di sbagliarmi, e lo dico veramente, ma da politico di “lungo corso” non posso fare a meno di essere realista e pragmatico».