Ecomostro, «La futura gestione preoccupa»
L’opposizione ha voluto incontrare la popolazione dove, oltre a presentare il progetto, sono stati ascoltati i presenti

Andrea Garbiero ha introdotto la presentazione del progetto di recupero dell’Ecomostro di Sant’Antonino durante l’incontro di venerdì scorso, precisando che, pur basandosi sul progetto definitivo approvato dal Consiglio, potrebbero esserci delle variazioni nel tempo.
Ecomostro, il progetto
«Era il marzo 2021, quando l'area dell'ex ecomostro è tornata al centro del dibattito con l'annuncio della costruzione di una piscina. Questa idea non si è concretizzata ma ha dato il via a una discussione che ha portato, nel novembre 2021, all'inserimento dell'area nel piano di acquisizione dell'Amministrazione Barberis. Questo ha reso possibile l'atto di indirizzo della Giunta nel luglio 2023, per avviare l'iter di progettazione e alla variante del Piano Regolatore Generale» ha spiegato Garbiero, all’incontro a cui hanno presenziato anche il sindaco Libero Farinelli e la presidente del Consiglio Rita Cotevino. «A dicembre 2023 sono stati affidati gli incarichi di progettazione di fattibilità tecnica ed economica all'architetto Andrea Zavattaro, e la variante parziale del PRG all'archivio di Vercelli. A settembre, è stato conferito l'incarico per i servizi tecnici dell'esproprio. Nello stesso mese, l'Amministrazione ha presentato la bozza del progetto. Il Consiglio ha poi approvato il progetto di fattibilità e la variante preparandosi alla fase di esproprio e stesura del progetto esecutivo. L'acquisizione avverrà con esproprio. Per procedere con l'esproprio, è necessaria una dichiarazione di pubblica utilità e la variante che deve modificare la destinazione dell'area ad "aree di interesse pubblico per attrezzature comuni". Il progetto è diviso in due fasi: la prima prevede la demolizione delle strutture e la pulizia e smaltimento dei materiali; la seconda, riguarda la realizzazione delle opere. Il progetto di fattibilità tecnico-economica prevede una destinazione d'uso principalmente sportiva, con aree verdi e servizi di supporto. È prevista la realizzazione di parcheggi, un'area verde con giochi o attrezzature per l'esercizio libero, un edificio prefabbricato con spogliatoi, ingresso porticato e club house, vialetti e spazi aperti. Sono previsti due campi da pickleball (predisposizione per paddle), da beach volley, tennis in terra rossa e un campo sintetico polivalente per tennis, basket, calcio a 5 e pallavolo. L'area a sud sarà lasciata libera per utilizzi polivalenti, come installazioni temporanee o un futuro ampliamento delle strutture».
«L'intervento mira a riqualificare l'accesso del paese - ha proseguito - Il costo è di 1.500.000 euro. La durata dei lavori è di 18 settimane per la fase 1 e 47 settimane per la fase 2. Un aspetto cruciale sarà la gestione dell'area».
«La futura gestione preoccupa»
Al termine del discorso tecnico si è aperto un confronto, ma prima il capogruppo Claudio Relino ha specificato: «Il discorso interessante sarà capire la gestione, questo richiederà attenzione e approfondimenti affinché la parte sportiva possa essere utilizzata al massimo».
Non è mancato il dibattito con Emanuele Pedrazzini, già capogruppo d’opposizione, che ha definito un’opera ingestibile senza soldi pubblici il polo sportivo, specificando che lui vedrebbe bene un polivalente ma che tanto non si farà mai per la mentalità del paese. L’ex sindaco Flavio Bruzzesi invece chiede la realizzazione di un negozio di alimentari, oggi assente in frazione. Ma poi a prendere la parola è stato il sindaco Libero Farinelli: «È stata una scelta non acquistare quell’immobile all’asta. In campagna elettorale mi sono impegnato per il recupero insieme a Cotevino, che è la rappresentante della frazione. Abbiamo sempre sostenuto che sarebbe stato il primo lavoro ma abbiamo dovuto fare i conti con la questione economica, perché come ben sapete il Comune di Saluggia riceve 2.300.000 euro di compensazioni ma la maggior parte vengono distribuite alle famiglie perché stiamo attuando una politica molto sociale. L’opera che verrà realizzata nell’ex ecomostro ha un costo di 2.500.000 euro, e il nostro bilancio non regge questo investimento. Il problema vero sarà la gestione e la manutenzione. Oggi a noi interessa bonificare l’area. Vorrei sottolineare che mi fa ridere che la minoranza è contraria al mutuo perché costa 20mila euro alla popolazione. Per non accendere il mutuo, avremmo dovuto ripristinare l’IRPEF perché l’avanzo di amministrazione è povero. Sono contrario al polivalente da sempre e sono favorevole invece alla tensostruttura perché questa non crea delle responsabilità e non è necessaria una manutenzione. Una volta terminato, sarà dato in gestione con un appalto».