Torna ad accendersi il dibattito sulla sanità locale. Il gruppo consiliare di minoranza «Progetto Nuova Saluggia», attraverso una lettera ufficiale firmata dai consiglieri Claudio Brentan, Andrea Garbiero, Nicoletta Pozzi e Claudio Relino, ha presentato una proposta formale al sindaco e alla giunta per affrontare quella che viene definita una vera e propria emergenza strutturale della medicina di base.
Emergenza medici, la minoranza vuole salvare servizi e frazioni
A far scattare l’allarme è la cessazione dell’attività da parte del dottor Berruti, un evento che rischia di lasciare sguarnito il territorio, con pesanti ripercussioni soprattutto per le fasce più fragili della popolazione. La minoranza, pur riconoscendo l’impegno finora dimostrato dall’amministrazione nei tavoli con l’Asl To4, ritiene non più sufficiente la strada della totale delega alle decisioni dell’azienda sanitaria. Il rischio concreto evidenziato dai consiglieri è che il polo sanitario di via Don Carra, costato alla comunità circa 400.000 euro, si trasformi in una scatola vuota.
La preoccupazione principale si concentra sulla frazione di Sant’Antonino, dove la progressiva riduzione degli orari dell’ambulatorio rischia di isolare gli anziani e i residenti con difficoltà di spostamento. Per questo motivo, “Progetto Nuova Saluggia” ha avanzato cinque proposte concrete per superare la crisi: la rinegoziazione urgente con l’Asl To4 per vincolare i nuovi incarichi al mantenimento delle ore nella frazione, l’introduzione di incentivi comunali logistici e amministrativi per attrarre nuovi medici, l’attivazione di una navetta sociale e di postazioni di telemedicina per i pazienti fragili, un censimento diretto dei professionisti della zona disponibili a coprire quote orarie e, infine, l’adozione di una delibera di consiglio comunale per dare massima rilevanza politica alla protesta.
Dal canto suo, l’opposizione si dice pronta a offrire la massima collaborazione per sostenere azioni istituzionali forti in Regione e all’Asl, rifiutando qualsiasi forma di depotenziamento passivo dei servizi sanitari sul territorio.