«Ma stiamo uscendo da scuola o da un carcere di massima sicurezza?». È questa la domanda provocatoria che rimbalza con insistenza tra gli studenti e le famiglie dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Europa Unita” di Chivasso. La pubblicazione dell’ultima disposizione di servizio, firmata digitalmente in data 5 giugno 2026 dal dirigente scolastico Fabio Mauthe Degerfeld, ha scatenato un’ondata di polemiche e proteste per via delle misure straordinariamente restrittive previste per la giornata di martedì 9 giugno. Quello che per molti ragazzi doveva essere un momento di festa e di parziale libertà prima delle vacanze estive, si è trasformato in un protocollo rigido che evoca scenari decisamente poco scolastici.
Europa Unita, “Ultimo giorno di scuola o uscita dal carcere?”
L’oggetto della discordia è una disposizione urgente che va a integrare la precedente circolare dirigenziale numero 170. Il documento stabilisce che, a seguito di una deliberazione del Consiglio d’Istituto avvenuta il 4 giugno, la “lectio brevis” del 9 giugno (ultimo giorno di scuola all’Europa Unita) venga regolata da un rigido piano di deflusso per esclusive ragioni di sicurezza. L’uscita dei ragazzi non avverrà in contemporanea, bensì secondo un ordine cronologico che ricorda una vera e propria evacuazione coordinata.
Nella sede principale, le prime classi a dover abbandonare la struttura saranno quelle del secondo piano alle ore 11.45. Seguiranno poi le classi del primo piano alle 12.15, quelle del seminterrato alle 12.50, per poi passare al piano terra e alla palestra alle ore 13.15, e infine ai laboratori alle 13.30, i cui studenti usciranno dall’ingresso principale. Anche la succursale adotterà la medesima severità, con il primo piano liberato alle 12.15 e il piano terra alle 12.50.
Durante queste operazioni, ai docenti viene ricordato che la loro responsabilità di vigilanza si estende fino al superamento del cancello esterno, imponendo loro di accompagnare fisicamente il gruppo-classe.
I collaboratori scolastici, dal canto loro, dovranno abbandonare temporaneamente le pulizie per dedicarsi interamente alla sorveglianza dei piani e assicurarsi che nessuno “svicoli” prima del segnale prestabilito.
Divieti di movimento, badge per il bar e Forze dell’Ordine
Le restrizioni colpiscono duramente anche i momenti di pausa e la gestione dei veicoli, alimentando il paragone con un regime detentivo. Il dirigente scolastico ha comunicato formalmente di aver richiesto per la giornata un pattugliamento delle Forze dell’Ordine, le quali avranno l’autorizzazione a intervenire persino all’interno dell’edificio in caso di necessità.
Per evitare assembramenti e distrazioni del personale addetto alla sorveglianza, durante l’entrata, l’uscita e gli intervalli sarà tassativamente vietato a chiunque accedere alla scuola, anche in presenza di appuntamenti prefissati, e persino le linee telefoniche rimarranno isolate senza alcuna risposta da parte del centralino.
La mobilità interna sarà ridotta ai minimi termini: durante gli intervalli non sarà permesso salire o scendere tra i vari piani della struttura. Per ovviare all’impossibilità di recarsi liberamente ai servizi di ristoro, i rappresentanti di classe dovranno raccogliere preventivamente le ordinazioni dei compagni e presentarsi al bar esibendo un apposito badge di accesso ritirato la mattina stessa.
Chiunque venga sorpreso a circolare senza autorizzazione sarà intercettato dal personale ATA, che richiederà nome, classe e pass. Inoltre, i docenti faranno valere la propria qualifica di pubblici ufficiali potendo pretendere l’esibizione del documento d’identità degli alunni. Persino l’allontanamento con i mezzi privati segue regole ferree: le moto dovranno essere condotte rigorosamente a spinta e a motore spento nei dieci minuti successivi agli orari di uscita, mentre le automobili avranno il via libera soltanto quando tutti gli studenti saranno completamente fuori dall’area.
Responsabilità collettiva per i danni materiali
A coronare un clima già teso vi è l’avvertimento formale circa eventuali atti vandalici o intemperanze da fine anno. La dirigenza ha messo in chiaro che qualunque danno arrecato a muri, arredi o suppellettili dell’istituto verrà addebitato direttamente ai responsabili materiali. Tuttavia, qualora non fosse possibile identificare i singoli autori del gesto, scatterà una vera e propria sanzione collettiva: i costi di riparazione saranno interamente ripartiti su tutta la classe o, in alternativa, su tutti gli studenti che occupano il piano interessato.
I docenti dell’istituto hanno ricevuto l’ordine tassativo di dare lettura di questo severo regolamento all’interno delle classi sia nella giornata dell’8 giugno che in quella del 9 giugno. Nonostante la dirigenza chiuda il documento confidando nel buon senso di tutti e ringraziando per la consueta collaborazione, la reazione della comunità scolastica rimane unanime: la sensazione diffusa tra genitori e studenti è che si sia ampiamente superato il limite della normale sorveglianza, trasformando l’ultimo giorno di scuola in un’operazione di ordine pubblico d’altri tempi.
Il possibile “perché”
Gli studenti, interpellati nel merito della circolare, lanciano dubbi sulle motivazioni: “Il preside avrebbe voluto organizzare una festa, la maggioranza ha detto no e il risultato è questa circolare”.