Ex bocciofila ancora chiusa: cresce la rassegnazione e il timore che possa rimanere una cattedrale nel deserto. Immediata la replica dell’Amministrazione comunale.
Ex bocciofila ancora chiusa: la preoccupazione dei cittadini
Due anni di attese, di lavori e di sguardi oltre la recinzione, ma per l’ex bocciofila «La Sirena» il tempo sembra essersi fermato. In quella parte del paese dove trovano spazio le attività sportive oltre al parco giochi, il nido e la scuola media, l’attesa per la riapertura di quello che un tempo era il punto di riferimento del tempo libero sta scivolando pericolosamente verso la rassegnazione, accendendo un dibattito che si fa ogni giorno più aspro tra le vie di Verolengo.
La trasformazione dello spazio, in realtà, racconta una storia di forte potenziale. I vecchi campi da bocce hanno lasciato il posto a strutture moderne: un campo da calcetto e uno polivalente dedicato a basket e volley. Non si tratta quindi di una questione che interessa soltanto la popolazione più anziana, nostalgica dei vecchi tempi. L’ex «Sirena» è pensata per essere un punto attrattivo per tutti. Attorno a questa struttura gravitano i tantissimi giovani che già frequentano gli impianti sportivi, i genitori e i nonni che accompagnano i bambini al vicino parco giochi, ma anche gli utenti dell’area fitness e le famiglie del nido oltre ai ragazzi delle scuole medie. Per tutti loro, questo locale dovrebbe rappresentare il luogo naturale dove trovare refrigerio durante la calura estiva o una bevanda calda nei mesi invernali.
Eppure, nonostante le premesse e i bisogni evidenti della cittadinanza, il silenzio regna sovrano. I mesi passano, i lavori si trascinano e la popolazione resta senza questo locale. Tra i residenti la delusione sta cedendo il passo a un’irritazione diffusa perchè, dopo due anni dall’assegnazione dei locali ci si aspettava che quest’estate aprisse. I commenti si fanno sempre più pesanti e comincia a farsi largo un sospetto inquietante: il timore che l’ex bocciofila possa trasformarsi nell’ennesima cattedrale nel deserto, un luogo dalle enormi potenzialità, bellissimo sulla carta, ma destinato a rimanere un’opera incompiuta e inutilizzabile.
I chiarimenti dell’Amministrazione
Non si è fatta attendere la replica dell’Amministrazione comunale, che ripercorre le tappe di questi ultimi anni, a partire dall’aggiudicazione dell’immobile. «Successivamente all’aggiudicazione dell’immobile, avvenuta tramite un bando pubblicato tra il 2023 e il 2024, gli aggiudicatari hanno proposto all’amministrazione attuale un progetto molto ambizioso e, soprattutto, economicamente importante. Ora sembrerebbe che la preoccupazione di molti sia lo stato d’avanzamento dei lavori, ma crediamo sia doveroso ricordare alcuni punti fondamentali: Prima dell’aggiudicazione, quel luogo versava in un avanzato stato di abbandono. La situazione del fabbricato, dei servizi e della sicurezza in generale era inclassificabile. Pochissime parole, articoli o post sono stati spesi durante il lungo periodo in cui l’ex bocciofila è rimasta del tutto abbandonata – spiega il Comune -. L’associazione che si è aggiudicata la struttura ha presentato un regolare progetto di riqualificazione e ristrutturazione con tutta la documentazione obbligatoria allegata, stabilendo inizialmente una data di ultimazione dei lavori. Purtroppo — e non è un segreto — subito prima dell’inizio del cantiere, uno dei professionisti impegnati nella ristrutturazione è venuto tragicamente a mancare. Di conseguenza, l’associazione ha dovuto ricominciare da capo gran parte della progettazione».
E ancora: «Una volta avviati i lavori, si sono presto presentate grosse criticità relative ai sottoservizi (fognatura, acqua, elettricità e gas), che hanno obbligato l’associazione a incrementare drasticamente gli interventi e, di conseguenza, il budget. Alla luce di questi eventi, è stata avanzata una richiesta di proroga per posticipare la fine dei lavori, che questa amministrazione ha ovviamente concesso. Venendo a quella che secondo noi è la questione più importante: ci sono dei ragazzi verolenghesi che hanno deciso di investire tantissimo tempo e molto denaro per riqualificare un’area abbandonata, con l’intento di offrire nuovi servizi in una zona bella e frequentata. A noi — così come alla maggior parte dei cittadini — non è sorto alcun dubbio sul concedere qualche mese in più per completare l’opera. Anche perché, oggettivamente, chi ci sta perdendo di più in tutta questa situazione è proprio l’associazione, che oltre a spendere molto più del previsto non può ancora avviare la propria attività».
L’Amministrazione, per questo, difende un intervento che è totalmente a carico dell’associazione. «Crediamo ci siano modi e argomenti diversi per esprimere il proprio disappunto, ma troviamo poco corretto continuare a mettere sotto pressione chi da due anni sta investendo risorse personali per la comunità. Senza contare che, allo scadere della convenzione, tutto ciò che è stato realizzato resterà di fatto al Comune. Ci teniamo a ribadire che, ad oggi, ogni intervento è stato realizzato interamente a carico dell’associazione. Il nuovo cronoprogramma prevede l’ultimazione dei lavori e l’apertura della struttura tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno – afferma l’Amministrazione – . Auguriamo di cuore all’associazione che tutto possa procedere per il meglio».