Ferie solidali, il 58% degli italiani sarebbe disposto ad aiutare i colleghi in difficoltà
La ricerca
Più della metà dei lavoratori italiani ha almeno un compito di cura nei confronti di anziani, bambini o persone con disabilità. È quanto emerge da una ricerca SWG commissionata da Amazon su un campione di 1.063 lavoratori, tra i 18 e i 74 anni, dipendenti del settore pubblico e privato. Il 57% degli intervistati dichiara infatti di avere responsabilità di cura e, per il 32%, si tratta di un impegno continuativo. L’assistenza riguarda soprattutto gli anziani, seguiti dal 47% degli intervistati, mentre il 24% si occupa di bambini tra 0 e 6 anni e una quota analoga assiste persone con disabilità.
Il peso della cura
Le responsabilità familiari incidono anche sulle ferie: negli ultimi dodici mesi il 53% dei caregiver ha utilizzato normali permessi di lavoro, il 46% parte delle proprie ferie e il 19% ha consumato tutte le ferie disponibili per far fronte alle necessità di cura. Il 26% ha inoltre dovuto ricorrere a personale esterno a pagamento, mentre il 13% ha già utilizzato ore o giorni ceduti da altri colleghi. La ricerca evidenzia però anche una forte disponibilità alla solidarietà. Il 58% dei lavoratori sarebbe disposto a donare uno o più giorni delle proprie ferie a un collega in difficoltà. La percentuale sale al 63% tra quadri, dirigenti e manager. Il 70% donerebbe ferie per assistere un familiare colpito da una grave malattia improvvisa, mentre il 62% lo farebbe per la cura continuativa di una persona con grave disabilità.
La nuova policy di Amazon
È in questo contesto che Amazon annuncia l’introduzione delle ferie solidali per i dipendenti a tempo indeterminato della propria rete logistica in Italia. Il programma, operativo da ottobre su base continuativa, consentirà di donare e richiedere giorni di ferie e permessi retribuiti durante tutto l’anno. La partecipazione sarà volontaria e gratuita e la donazione avverrà in forma anonima, tutelando la privacy sia di chi dona sia di chi riceve. «Le ferie solidali – dichiara il direttore Risorse Umane di Amazon Italia Logistica, Salvatore Iorio – trasformano un gesto individuale in un sostegno concreto tra colleghi: chi sta attraversando un momento difficile può contare sull’aiuto di chi lavora al suo fianco. Ascoltare le esigenze delle nostre persone è il modo in cui costruiamo le nostre policy, e con questo programma abbiamo scelto di andare oltre le previsioni minime del contratto collettivo, estendendolo anche a chi assiste fratelli o sorelle in situazioni gravi, temporanee e invalidanti e alle lavoratrici che si trovano in situazioni di abuso o violenza di genere». Potranno accedere alle ferie solidali i dipendenti che abbiano esaurito le proprie disponibilità di ferie e permessi e che debbano assistere un familiare, figlio, genitore, coniuge o partner convivente colpito da una situazione grave, temporanea e invalidante. Per ogni richiesta approvata potranno essere assegnati fino a un massimo di 30 giorni.
Un sostegno ancora poco diffuso
Secondo la ricerca, le ferie solidali sono oggi presenti nel 32% delle organizzazioni e, in oltre la metà dei casi in cui esistono, vengono considerate difficili da utilizzare. Nonostante questo, l’87% dei lavoratori le considera un segno di civiltà, l’83% ritiene fondamentale poter disporre di giorni aggiuntivi quando le responsabilità di cura diventano particolarmente gravose e l’82% pensa che tutte le aziende dovrebbero introdurre iniziative di questo tipo. Per il 74%, inoltre, contribuirebbero ad aumentare la solidarietà e l’attenzione reciproca tra colleghi.