il caso

«Fine vita», firme e polemiche al banchetto di Sinistra Italiana

Per Marta e Tappero di Forza Italia, il gazebo «Non era dell’associazione “Coscioni”, ma di partito»

«Fine vita», firme e polemiche al banchetto di Sinistra Italiana

Il Circolo di Sinistra Italiana «Pinuccia Bagnaschi», guidato dal segretario Frediano Dutto, ha promosso nella mattinata di sabato 9 maggio nei pressi di Palazzo Einaudi un gazebo informativo e per la raccolta delle firme per la proposta di legge regionale di iniziativa popolare sul fine vita «Liberi Subito».

Gli obiettivi della campagna “Liberi Subito”

La campagna è promossa dall’associazione «Luca Coscioni» ed ha l’obiettivo di raccogliere almeno otto mila firme di cittadini piemontesi per garantire procedure chiare ed uniformi e tempistiche certe per l’ accesso alla morte volontaria assistita, «Per dire basta ad estenuanti calvari burocratici che hanno accompagnato casi recenti anche nella nostra Regione.

Le critiche alla Giunta Regionale e il precedente del 2024

Ci auguriamo che la giunta regionale volti pagina su questo tema sensibile e che non si comporti come nel 2024 quando, a seguito del deposito di oltre 11.000 firme per una analoga proposta, il Consiglio regionale del Piemonte si era rifiutò di esaminarla. In quella occasione i consiglieri della maggioranza di centrodestra, infatti, avevano persino impedito ogni discussione sul merito del provvedimento, approvando preliminarmente una pregiudiziale di costituzionalità, rivelatasi poi infondata a seguito della sentenza n. 204/2025 della Corte costituzionale, la quale ha chiarito che, nell’ambito della tutela della salute, le Regioni possono disciplinare modalità e tempi con cui il Servizio Sanitario Nazionale garantisce l’effettivo accesso alla procedura, senza incidere su ambiti di competenza statale quali la materia penale o civile».

La reazione di Forza Italia: “Una battaglia trasversale”

L’iniziativa, però, non dovrebbe avere una connotazione politica, o almeno questo è quello che pensano Clara Marta ed Emanuela Tappero, consigliere comunali di Forza Italia: «Abbiamo seguito con attenzione – spiegano – l’impegno di Marco Riva Cambrino nell’associazione “Luca Coscioni” sul territorio chivassese. Un impegno che conosciamo bene, e che abbiamo imparato a rispettare, pur essendo politicamente agli antipodi. Ogni volta che ha organizzato un tavolo di raccolta firme, lo ha fatto senza simboli di partito, senza bandiere di movimento: solo il logo dell’associazione Luca Coscioni, perché quella è l’unica insegna coerente con una battaglia trasversale. Una scelta di metodo che non abbiamo mai mancato di画像を riconoscere, anche pubblicamente.

La critica alla “politicizzazione” del gazebo

Il tavolo di sabato, però, non era riconoscibile come raccolta firme dell’associazione Luca Coscioni. Era, visivamente e nella sostanza, un gazebo di Sinistra Italiana/AVS. Chi passava non vedeva necessariamente la proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito: vedeva un gazebo di partito. È esattamente quello che non si dovrebbe fare. E lo diciamo noi, che siamo di centrodestra, il che dovrebbe far riflettere.

Il fine vita come causa umana, non di partito

Il suicidio medicalmente assistito non è una causa di sinistra. È una causa umana. Luca Coscioni era un uomo di centrodestra. La sua storia, e quella dell’associazione che porta il suo nome, dimostra che certe battaglie non hanno padroni politici, e che la loro forza sta proprio nell’essere casa di tutti. Quando si porta quel tavolo sotto un’insegna di partito, si divide quello che dovrebbe unire, si scoraggiano i firmatari che non si riconoscono in quell’insegna, e si getta un’ombra, forse involontaria, ma reale, sulla credibilità dell’Associazione stessa.

Speriamo che chi ha organizzato quel gazebo sabato ci rifletta. Non per fare un piacere a noi. Ma perché le persone che hanno bisogno di Liberi Subito meritano un tavolo aperto a tutti, non un tavolo che parla solo a una parte».