Una Sala consiliare partecipata e attenta ha fatto da cornice, venerdì 23 ottobre, al convegno civico d’informazione sul tema «Il fine vita alla luce delle sentenze della Corte costituzionale e dopo gli interventi legislativi regionali». Promosso dai gruppi consiliari di Forza Italia e LiberaMente Democratici in collaborazione con il cittadino attivo Marco Riva Cambrino, l’incontro ha offerto oltre tre ore di approfondimento e dibattito su uno dei temi più complessi del panorama etico e giuridico contemporaneo. L’appuntamento si è inserito in un momento cruciale per il quadro normativo piemontese e nazionale. Pochi giorni prima, il 22 settembre, erano state depositate in Consiglio regionale le 16.000 firme della proposta di legge d’iniziativa popolare «Liberi Subito – Liberi fino alla fine», sostenuta dall’Associazione Luca Coscioni. Alla vigilia del convegno, inoltre, l’Umbria è diventata la quinta Regione italiana ad approvare una propria legge sul fine vita, dopo Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e Veneto. Parallelamente, il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha espresso la propria posizione favorevole al suicidio medicalmente assistito per chi possiede i requisiti fissati dalla Consulta, auspicando al contempo un intervento legislativo organico da parte del Parlamento.
Autodeterminazione, cura della persona e messaggi istituzionali
Autodeterminazione e cura della persona. Ha aperto i lavori Marco Riva Cambrino, ponendo al centro dell’analisi le condizioni concrete che rendono autentica una scelta d’autodeterminazione: il controllo del dolore, la presenza di una rete d’assistenza accessibile e la protezione dall’isolamento. Richiamando il Position Paper SICP del 18 giugno 2026, il promotore civico ha ribadito che cure palliative e morte medicalmente assistita non devono essere rappresentate come opzioni in contrapposizione, bensì come percorsi distinti, dotati di proprie cornici deontologiche, all’interno di una sanità incentrata sulla cura e sul rispetto delle decisioni della persona. I saluti istituzionali hanno visto concordi le Capogruppo promotrici sulla necessità di superare gli steccati di partito. Claudia Buo (LiberaMente Democratici) ha richiamato la responsabilità delle istituzioni nel tutelare la dignità umana e sostenere la sofferenza dei malati e dei loro familiari. Clara Marta (Forza Italia) ha sottolineato il valore primario dell’ascolto, citando le riflessioni del sociologo Mauro Magatti sulla difficoltà contemporanea di accettare la finitezza della vita, i principi delle cure palliative di Cicely Saunders e l’insegnamento di Patch Adams sul valore dell’aver cura. Nel corso della serata, la Capogruppo Marta ha trasmesso il messaggio istituzionale del Presidente della Regione Alberto Cirio, il quale ha ribadito l’apertura al suicidio assistito nel rispetto dei criteri previsti dalla Consulta, rimarcando l’opportunità di una disciplina unitaria approvata dal Parlamento per evitare difformità tra le singole Regioni.
I quadri clinici e giuridici: il confronto con gli esperti
I quadri clinici e giuridici: il confronto con gli esperti L’analisi clinica è stata guidata da Alessandra Bertola, palliativista ASL TO4 e Coordinatrice Piemonte-Valle d’Aosta della Società Italiana di Cure Palliative. Bertola ha chiarito il ruolo fondamentale delle cure palliative – strutturate per non anticipare né ritardare la morte – denunciando una copertura di rete ancora insufficiente sul territorio nazionale (un servizio ogni 100.000 abitanti a fronte dei due necessari). La specialista ha evidenziato come l’accesso universale alle cure palliative non azzeri del tutto le richieste di morte assistita, confermando la distinzione di ruoli e la figura del palliativista al fianco del paziente fino al termine della vita. La ricostruzione del quadro giuridico è stata affidata ad Antonio Rinaudo, già Sostituto Procuratore a Torino e oggi Presidente del Comitato Etico Territoriale dell’AOU Città della Salute. Rinaudo ha ripercorso la giurisprudenza della Corte costituzionale – dalla sentenza 242/2019 ai quattro requisiti di non punibilità dell’aiuto al suicidio, fino alla sentenza 204/2025 sulle competenze regionali – analizzando il bilanciamento tra autodeterminazione e tutela delle persone vulnerabili, la legge 219/2017 sulle DAT e la differenza tra suicidio assistito e omicidio del consenziente. Rinaudo ha inoltre ricordato il lavoro svolto nel 2023 dal gruppo di studio da lui presieduto per le linee operative piemontesi sul fine vita, poi confluite nella circolare regionale del febbraio 2026 a seguito del primo caso registrato in regione.
Il dibattito conclusivo con la cittadinanza
La serata si è conclusa con il dibattito aperto alle domande del pubblico, moderato da Francesco Sermone, confermando l’attenzione della comunità chivassese e canavesana verso un momento di approfondimento civico essenziale su temi di rilevanza sociale e istituzionale.