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«Fotovoltaico? Assolutamente no»

Un’impresa vorrebbe acquistare dei terreni per realizzare un impianto «con pannelli»

«Fotovoltaico? Assolutamente no»
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Sono spuntate delle imprese interessate all’acquisto dei terreni agricoli verso Rondissone per installarvi dei pannelli fotovoltaici. Offrono soldi di gran lunga superiori al loro valore di mercato. Questa è la notizia che sta mettendo in allarme il mondo agricolo e non solo che la considera una minaccia per l’ambiente, e già si teme che i proprietari cedano alle loro lusinghe economiche.

«Fotovoltaico? Assolutamente no»

«Sono arrivate società a fare queste proposte ai cittadini relative all’agrovoltaico - riferisce il sindaco Marco Formi a- Non sono d’accordo. I terreni agricoli devono restare agricoli. Il fotovoltaico deve essere messo altrove». «L’agrivoltaico - dichiara il Presidente della Coldiretti locale Flavio Mondino- prevede l’installazione di pannelli sospesi ad una certa altezza dal terreno per permettere al di sotto coltivazioni e produzioni agricole. Non sono d’accordo nè con il fotovoltaico nè con l’agrovoltaico. Abbiamo bisogno di ambienti sani per la nostra agricoltura, non del fotovoltaico. Non va occupato nuovo suolo agricolo che serve a produrre cibo. A me personalmente non hanno chiesto nulla, ma ad altri sono già arrivate delle proposte». L’opinione pubblica non è contenta. «Ora - riferisce Danilo Piretto- non voglio entrare nel merito di scelte personali, ognuno sia libero di fare ciò che ritiene meglio con le personali proprietà. Da parte mia, però, mi ritengo libero di esprimere il mio pensiero. Lo sfruttamento intensivo dei terreni agricoli per finalità diverse è argomento ampiamente dibattuto, con prese di posizione anche a livello normativo, io desidero fare una considerazione di natura diversa. A tutti noi piace godere delle bellezze del nostro paesaggio, la nostra campagna coltivata, le colline con le vigne, i canali, la nostra amata Dora. Troppo sovente ci dimentichiamo che queste ricchezze ci sono state tramandate in dono dai nostri vecchi, i quali, con immensi sacrifici, hanno permesso a noi, oggi, di goderne. E noi cosa vogliamo fare pensando ai nostri figli? Il nostro comportamento di oggi condizionerà il loro futuro, le nostre scelte potranno garantire loro di godere delle bellezze del nostro territorio, oppure no. Alla fine è una questione di prezzi. Valutiamo se il prezzo da pagare oggi sia da ritenere congruo se paragonato al danno irreversibile che rischiamo di procurare al futuro nostro e dei nostri figli».

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