il plesso de amicis

Giù la vecchia scuola, adesso si teme il vuoto

Una «ferita» nel cuore di Tonengo: piazza Oliveto cambia volto, ma resta l’incognita del dopo

Giù la vecchia scuola, adesso si teme il vuoto

Dopo il silenzio, cominciato dal gennaio scorso per il trasferimento dei bambini nelle aule a Caluso, in piazza Olivero si sta facendo spazio pure al vuoto, inevitabilmente lasciato dalla demolizione in corso della scuola elementare «De Amicis».

Giù la vecchia scuola

Definito da molti «una ferita» per la frazione, non solo urbanistica, bensì un impoverimento a livello sociale e di servizi pubblici, andando a consolidare – e non a contrastare – la desertificazione commerciale già in atto nel paese, l’abbattimento dell’edifico rientra nel progetto di sostituzione edilizia finanziato dal Pnrr (per più di 7 milioni di euro), con l’accorpamento del plesso di Mazzè nel capoluogo, all’interno del moderno polo dove già si trova l’asilo unico. Fin dal suo avvio il piano è stato motivo di polemiche tra gli abitanti di Tonengo, divisi tra chi plaude al nuovo e chi, invece, avrebbe optato per una ristrutturazione (come avvenuto a Caluso e in altri Comuni). Con l’arrivo dei mezzi di cantiere si sono sommati altri dubbi, dalla mancanza di comunicazioni sulle tempistiche dell’intervento; agli infissi e alcuni arredi rimasti all’interno della scuola, oltre ai panelli solari, destinati a finire in discarica.

Adesso si teme il vuoto

E, su tutte, la perplessità maggiore riguarda il «dopo», perché non è stato ancora abbozzato un progetto, anche solo in via preliminare, di riqualificazione urbana. E non è stata ancora messa in conto nemmeno la copertura finanziaria, tanto della futura progettazione quanto della successiva ri-costruzione.

Dal canto suo l’Amministrazione comunale, capeggiata da ormai tre mandati consecutivi dal sindaco Marco Formia, difende la bontà delle proprie decisioni argomentandole su quanto accaduto da quando è alla guida del Municipio. I problemi strutturali prima (culminati già anni fa con la chiusura del primo piano della «De Amicis»), le nuove norme in materia di edilizia scolastica poi, non avrebbero lasciato altra scelta. E, soprattutto – a dire del primo cittadino – sarebbe costata molto di più la ristrutturazione. «La decisione si è basata su valutazioni obiettive e preventivi – ha replicato alle critiche mosse di recente, ricordando peraltro il lungo iter progettuale iniziato una decina di anni fa tentando di ottenere i finanziamenti regionali, ma bocciato per ben due volte – Oltretutto, la scuola di Mazzè e quella di Tonengo erano due edifici energivori che ci costavano circa 100mila euro all’anno, in questo modo risparmieremo anche sui costi».

E Formia ha poi precisato: «I materiali e gli arredi nella demolizione non potevano più essere riutilizzati, i pannelli solari ad esempio erano guasti da anni, gli armadietti ormai rotti». Sul «dopo» il sindaco, infine, ha spiegato come ci sia al vaglio la stesura di un progetto di riqualificazione più ampia per la frazione: oltre alla zona della scuola, dove si vorrebbe realizzare un parco pubblico e un piccolo fabbricato, il piano includerebbe anche l’area cimiteriale (con un restyling del verde all’ingresso e la costruzione di un parcheggio di assestamento).