CRESCENTINO

Gli scavi svelano un cimitero nascosto

La professoressa Destefanis spiega i ritrovamenti durante gli scavi a San Genuario

Gli scavi svelano un cimitero nascosto
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Tutto era nato dalla tesi di laurea magistrale in Archeologia Medievale di Federica Pondrano che aveva permesso di studiare la chiesa di San Genuario di Crescentino. Attraverso questo studio, che poi era stato presentato alla popolazione, si è avviato la ricostruzione storica e architettonica del complesso. Dai primi studi sono passati quattro anni. Anni fondamentali che stanno spingendo l’Università del Piemonte Orientale ad investire in questa campagna di ricerca attraverso anche scavi significati perché l’obiettivo è quello di «restituire la storia del passaggio dall’età romana al Medioevo per far comprendere come e cosa è cambiato nel nostro territorio» come sottolinea la stessa professoressa incaricata dell’intervento Eleonora Destefanis.

Gli scavi svelano un cimitero nascosto

«Gli scavi sono condotti dall’Università del Piemonte Orientale di Vercelli sezione umanistica in collaborazione con l’Università di Pavia e in accordo con l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano attraverso i fondi del Pnrr ottenuti dalla nostra università – spiega ancora la professorella Destefanis - Si tratta di una campagna di scavo didattica dove i professori ed esperti insegnano agli alunni sul campo le tecniche e dove questi hanno la possibilità di confrontarsi con gli esperti vivendo esperienze che gli saranno utili per il futuro. Naturalmente questa campagna di scavo nasce dalla collaborazione con il Comune di Crescentino, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio e la parrocchia che è proprietaria della chiesa dove si stanno effettuando gli interventi. Lo scavo giunge appunto dopo quattro anni di lavoro sul sito, interventi di ricerche documentali e di studi dell’architettura perché in questo chiesa sono ancora presenti molte tracce significative del periodo romanico. Dopodiché si è giunti all’esplorazione del sottosuolo ma solo dopo un’accurata analisi effettuata con il georadar è stata individuata la presenza di strutture sepolte. In tutta l’area ci sono molte strutture che hanno grandi interesse per riportare a galla la storia del monastero e la sua storia.
Nella campagna di scavo sono emersi resti molto interessanti tra cui alcune murature antiche apparentemente all’età del Medioevo. Oltre a queste, è stato ritrovato un cimitero molto esteso davanti proprio all’ingresso della chiesa di San Genuaro risalente alla fine Medioevo e l’inizio dell’età moderna. La nostra attenzione si è concentrata proprio sull’archeologia funeraria perché i cimiteri del medioevo erano molto diversi da quelli attuali, vi era un’organizzazione totalmente diversa. Anche il modo di deposizione era differente. In queste settimane abbiamo trovato decine di sepolture».

Una giornata di visite

La professoressa, che con il Comune sta già organizzando una nuova giornata di visita degli scavi, annuncia che ancora per un paio di settimane proseguiranno le attività. Poi si interromperanno e studenti e docenti torneranno sul campo a settembre grazie al finanziamento di Fondazione Crt.

«Oggi il nostro obiettivo è proprio quello di restituire un pezzo della storia di questo monastero che risale al 707, il più antico della Regione Piemonte, alla popolazione. E non si limita solo a San Genuario ma a tutto il territorio» conclude la professoressa.

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