Negli ultimi mesi, la gestione del decoro urbano e il contenimento della popolazione dei piccioni sono finiti al centro del dibattito politico a Cigliano. La Giunta guidata dal sindaco Giorgio Testore ha puntato su una linea dura, comunicata ai cittadini attraverso una campagna informativa che minaccia pesanti sanzioni già alcuni mesi fa. Una strategia che non è passata inosservata al gruppo di opposizione consigliare Innovazione e Tradizione per Cigliano, guidato da Bruna Filippi, che ha aspramente criticato l’operato dell’Amministrazione.
Guerra sui piccioni: “Solo multe e scaricabarile”
L’opposizione ritiene che l’ordinanza e i relativi manifesti rappresentino un approccio puramente repressivo e privo di una reale visione tecnica del problema.
«500 euro di multa e “passa la paura”: questa è la (non) strategia del Comune contro i piccioni. – spiega il gruppo d’opposizione – Avete visto il capolavoro di grafica pagato con i nostri soldi? Un manifesto intitolato “Libertà è Responsabilità” che sembra un editto medievale con un font moderno. La traduzione dal “politichese” è semplice: se ci sono i piccioni la colpa è dei cittadini e se non pulite vi facciamo il verbale. È l’ennesima dimostrazione di come si preferisca punire invece di gestire».
Bruna Filippi, con la sua squadra, ha analizzato quello che definiscono un «bersaglio facile», sottolineando come sia ridicolo pensare di risolvere il problema di una cittadina multando chi lancia una mollica di pane. La critica si sposta poi su quello che viene definito lo «scaricabarile 2.0»: «Il Comune ci chiede di blindare balconi e tetti come se ogni cittadino avesse una ditta di disinfestazione in garage, ma chi si occupa delle scuole, dei monumenti e degli edifici pubblici abbandonati? Sono quelle le vere centrali termiche della nidificazione. Stampare manifesti e minacciare sanzioni fino a 500 euro costa tempo e denaro che potevano essere investiti in metodi scientifici, come i mangimi contraccettivi usati con successo in passato, invece di essere spesi per dirci di fare un lavoro che l’Amministrazione non sa coordinare».
“Mancano basi ornitologiche”
Infine, Innovazione e Tradizione contesta la mancanza di basi ornitologiche dietro le decisioni della Giunta: «Pretendere di controllare la nidificazione con un’ordinanza di ottobre, ignorando che il periodo critico va da marzo a luglio, è la prova provata che chi ha scritto queste regole non ha mai aperto un libro di ornitologia. Non si risolve un problema biologico con la repressione simbolica. Questo manifesto serve solo a far sembrare che l’Amministrazione stia facendo qualcosa, mentre in realtà sta solo passando la scopa e la responsabilità ai cittadini».