Attualità
VEROLENGO

Il Comune sconta i tamponi... ed è polemica

L'opposizione li avrebbe speso per un hub vaccinale.

Il Comune sconta i tamponi... ed è polemica
Attualità Chivasso, 27 Novembre 2021 ore 05:25

Tamponi scontati a Verolengo. Da lunedì 18 ottobre e fino al 31 dicembre, come comunicato dall’Amministrazione, vengono effettuati tamponi antigenici per il virus Covid19 per i residenti a Verolengo e tutte le persone che compiono attività lavorativa documentata sul territorio comunale di Verolengo al costo di 7,50 euro. Già, perché la Giunta guidata dal sindaco Luigi Borasio ha deciso di contribuire a questa spesa da quando è necessario il Green Pass anche sul posto di lavoro. Una scelta che divide la popolazione, tanti sono coloro che si schierano contro questa decisione.

Il Comune sconta i tamponi...

Tamponi scontati a Verolengo. Da lunedì 18 ottobre e fino al 31 dicembre, come comunicato dall’Amministrazione, vengono effettuati tamponi antigenici per il virus Covid19 per i residenti a Verolengo e tutte le persone che compiono attività lavorativa documentata sul territorio comunale di Verolengo al costo di 7,50 euro. Già, perché la Giunta guidata dal sindaco Luigi Borasio ha deciso di contribuire a questa spesa da quando è necessario il Green Pass anche sul posto di lavoro. Una scelta che divide la popolazione, tanti sono coloro che si schierano contro questa decisione.

Scoppia la polemica

Operazione che non condivide nemmeno lo schieramento d’opposizione come spiega il consigliere Roberto Cattozzi: «Personalmente non lo trovo una cosa giusta. L’Amministrazione ha più volte ribadito che questi tamponi vengono pagati con i fondi statali per l’emergenza Covid19 e non con i soldi dei cittadini, ma voglio ricordare solo che quei soldi non nascono dal nulla ma sono sempre fondi derivanti da tasse e imposte dei cittadini. Soldi che, se non vengono utilizzati per questo fine, possono essere usati per altre iniziative sempre legate alla pandemia.
Inoltre, vorrei ribadire che le indicazioni che arrivano sia dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ma anche dal Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi è quello di incentivare alla vaccinazione. Ma il nostro Comune questa linea non la segue, anzi si tratta di un’operazione controproducente per favorire la vaccinazione».

Meglio un hub vaccinale

Dello stesso avviso è anche Manuele Cena, medico nonché ex consigliere comunale dell’Amministrazione Giachello: «I verolenghesi stanno ragionando, forse l’Amministrazione questo non lo comprende. Il malumore per questa scelta è sempre più evidente, forse bisognerebbe tenerne conto.
Quei fondi potevano essere usati in altri modo, come ad esempio istituire un centro vaccinale nel salone polivalente. L’Amministrazione avrebbe potuto confrontarsi con i Comuni a noi vicini che non hanno un hub, vale a dire la Collina. Avrebbe potuto confrontarsi con Andrea Gavazza di Cavagnolo e Matilde Casa di Lauriano se vogliamo restare sulla sua parte politica, oppure con Giuseppe Bava di San Sebastiano. Con quei fondi, avrebbe potuto prevedere un centro come quello che ha realizzato Vittorio Ferrero a Crescentino con l’Asl To4. Costa impegno e fatica ma sarebbe stato utile per i nostri concittadini e il territori. Soprattutto perché, come detto da Cattozzi, l’orientamento nazionale è quello di vaccinarsi.
Io credo veramente che i verolenghesi stiano analizzando la situazione e abbiano capito qual è l’orientamento del Comune, orientamento che a molti non piace. E non credo che la pensino così solamente quelli che hanno votato “noi” ma anche quelli che hanno espresso la preferenza per la sua lista. Ma poi, che gli piaccia o meno, lui è il sindaco di tutta Verolengo. Qua non si parla di politica, ma solo di buon senso. Noi non siamo qui per fare un processo ma per dire che la gente un cervello ce l’ha».
Cena, infatti, non riesce veramente a comprendere la scelta di scontare i tamponi a tutti: «Su questo punto io credo che andava fatta una distinzione tra chi non può e chi, invece, non vuole vaccinarsi. Quello che non vuole vaccinarsi deve pagare il tampone al costo corretto. Chi invece non può, e da medico confermo che ci sono persone che non possono sottoporsi a queste dosi, il Comune avrebbe fatto bene a scontare il tampone. Le due categorie non possono avere lo stesso trattamento, non è corretto.
Fatto sta che queste sono scelte. Scelte che noi non condividiamo come molti altri verolenghesi».
E che tra i cittadini ci siano persone in disaccordo è evidente, tanto più sui social dove le persone non hanno timore di esprimere il proprio pensiero.

Seguici sui nostri canali