Una lunga lettera in cui il direttivo della Pro Loco L’Agricola spiega le ragioni che hanno portato alla mesa in vendita della storica sede. Annunciando fin da subito che l’Agricola continuerà a esistere e cercherà di comprare una nuova sede.
Il direttivo: “Ecco perché vendiamo la sede della Pro Loco L’Agricola”
Gentile Direttore,
come Consiglio Direttivo della Pro Loco riteniamo necessario intervenire in merito agli articoli pubblicati sulla situazione dell’associazione e, in particolare, sulla decisione di mettere in vendita la sede. Lo facciamo senza polemica, ma con l’obiettivo di fornire ai cittadini un quadro completo, corretto e trasparente. La decisione di mettere in vendita la sede sta prendendo concretamente forma a causa di una situazione debitoria che si trascina da anni e che, nelle condizioni attuali, è diventata non più sostenibile. Si tratta di una scelta che nasce dalla necessità di affrontare una situazione finanziaria divenuta ormai troppo gravosa e di individuare una soluzione che consenta alla Pro Loco di continuare la propria attività e guardare al futuro con maggiore serenità.
Oggi la Pro Loco deve sostenere un mutuo con una rata mensile di circa 1300 euro, oltre alle altre spese necessarie alla gestione dell’associazione. Nelle condizioni attuali, questo impegno economico è diventato difficile da sostenere nel lungo periodo. La vendita della sede rappresenta pertanto una scelta dettata dalla necessità di riequilibrare la situazione finanziaria e garantire la continuità dell’associazione, non una decisione assunta alla leggera o per motivazioni diverse da quelle economiche.
Per comprendere la situazione attuale è necessario ricordare l’origine del percorso debitorio. Nel 1999, con verbale del Consiglio Direttivo n. 23 del 29 giugno, venne approvata la richiesta alla Banca d’Asti di Chivasso di un finanziamento di 80 milioni di lire. Il 17 giugno 2010 la Pro Loco richiese alla medesima banca la rinegoziazione del finanziamento. A fronte di una richiesta di 250.000 euro, venne concesso un mutuo di 212.000 euro, oltre a un affidamento bancario di 20.000 euro, entrambi garantiti da fideiussioni personali dell’allora presidente Bruno Pasteris. L’operazione venne formalizzata il 26 agosto 2010 presso il notaio Ferreri di Chivasso. Quando l’attuale presidente Davide Chiolerio e l’attuale Direttivo subentrarono alla guida della Pro Loco, il 14 giugno 2014, venne ereditata una situazione debitoria complessiva di circa 247.000 euro: circa 180.000 euro di residuo del mutuo, 20.000 euro di scoperto di conto corrente e circa 47.000 euro di debiti nei confronti della tipografia Ambert di Verolengo per la stampa dei volumi “Memorie Storiche di Chivasso di Padre Borla”. Nel 2016 il capitale residuo del mutuo ammontava a circa 165.000 euro ed era ancora garantito da una fideiussione personale a carico del precedente presidente Bruno Pasteris. Il 31 marzo 2016 il Direttivo deliberò quindi il trasferimento del mutuo presso il Banco Popolare di Novara, con l’obiettivo di eliminare la fideiussione personale a carico di Bruno Pasteris e utilizzare l’immobile come garanzia. Il 29 aprile 2016 venne concesso un nuovo mutuo di 170.000 euro, da restituire in 180 rate mensili. A partire dal mese di settembre 2014 venne inoltre concordato con la tipografia Ambert un piano di rientro relativo ai circa 47.000 euro dovuti per la stampa dei volumi “Memorie Storiche di Chivasso”, debito che è stato integralmente saldato nell’arco di più di tre anni. Da allora è iniziato un percorso di risanamento. In oltre dieci anni siamo riusciti a ridurre di oltre il 60% il debito originario, portando l’esposizione residua a circa 99.000 euro al 31 agosto 2026.
Parallelamente, abbiamo continuato a investire nella sede, realizzando importanti interventi di riqualificazione degli uffici, della cucina, del terrazzo, della facciata e del tetto, grazie al volontariato e all’autofinanziamento. In questi giorni qualcuno potrebbe essersi chiesto se la situazione attuale sia il risultato di una cattiva gestione dell’attuale Direttivo o, addirittura, di una certa ingenuità nelle scelte compiute negli anni. La realtà è diversa. Abbiamo sempre avuto piena consapevolezza delle responsabilità legate alla gestione della Pro Loco e, soprattutto, del potenziale dell’associazione. In condizioni normali, le attività svolte e le relative entrate ci hanno consentito di sostenere gli impegni finanziari assunti e di proseguire nel percorso di risanamento.
Le condizioni, però, sono progressivamente cambiate. L’indagine della Procura e le conseguenze che ne sono derivate hanno comportato una significativa riduzione delle nostre attività e, di conseguenza, delle possibilità di autofinanziamento e delle entrate dell’associazione. Ci siamo quindi trovati a dover affrontare gli stessi impegni finanziari di sempre con risorse sensibilmente inferiori. Quello che in precedenza era possibile sostenere, grazie alle attività della Pro Loco e alle relative entrate, oggi è diventato molto più difficile. È in questo contesto che la situazione finanziaria è arrivata a un punto nel quale non siamo più in grado di far fronte con la necessaria tranquillità alle diverse scadenze. Non si tratta, quindi, di una gestione improvvisata o irresponsabile, ma della necessità di confrontarsi con una realtà economica profondamente cambiata.
È proprio per questo che abbiamo deciso di mettere in vendita la sede: non per chiudere l’associazione, ma per consentirle di continuare a vivere e di avere la possibilità di costruire un nuovo futuro.
La sede non è stata messa in vendita “in silenzio” né attraverso il passaparola. È stata incaricata un’agenzia immobiliare, con il compito di individuare un acquirente e ottenere il miglior prezzo possibile. La cifra di 400.000 euro citata in questi giorni non rappresenta il prezzo di vendita, ma una valutazione patrimoniale effettuata ai fini dell’iscrizione al RUNTS. Il prezzo invece sarà determinato dal mercato. Qualora la vendita andasse a buon fine, le risorse saranno utilizzate innanzitutto per estinguere il debito residuo del mutuo e le altre esposizioni dell’associazione, compreso il deficit derivante dal Carnevalone 2025, che non era sostenuto da contributo pubblico. Le eventuali risorse residue saranno destinate all’acquisto di un nuovo immobile da utilizzare come sede della Pro Loco. Non vogliamo quindi “fare cassa” con la vendita della sede, ma trasformare un patrimonio immobilizzato in una possibilità concreta di futuro.
Riteniamo inoltre necessario fare chiarezza sul rapporto con l’Amministrazione comunale. La mancata concessione di contributi, collegata alla richiesta delle dimissioni del Presidente pro-tempore Davide Chiolerio in relazione all’indagine della Procura, è una decisione che non condividiamo, perché riteniamo che l’autonomia degli organi di un’associazione di volontariato debba essere salvaguardata e non condizionata da valutazioni di carattere politico. La Pro Loco ha sempre rendicontato integralmente le proprie attività, documentando entrate e uscite, e ha sempre garantito la propria disponibilità a fornire la documentazione necessaria nell’ambito di eventuali controlli. Al tempo stesso, desideriamo ribadire un punto per noi molto importante: la Pro Loco non è e non vuole essere in contrapposizione con l’attuale Amministrazione comunale. Il nostro interlocutore sono le istituzioni e il nostro obiettivo è mantenere un dialogo costruttivo, indipendentemente dall’appartenenza politica, nell’interesse di Chivasso, della comunità e delle sue tradizioni. È questo il ruolo che abbiamo svolto in passato e che intendiamo continuare a svolgere anche in futuro. La vendita della sede non significa la chiusura dell’associazione né le dimissioni dell’attuale Direttivo. Al contrario, è in fase di costituzione un comitato composto da soci, che seguirà questa delicata fase: dal percorso che ha portato alla decisione di mettere in vendita la sede fino alla fase successiva alla vendita, compresa la ricerca di una nuova sede. L’obiettivo rimane quello di utilizzare le risorse in modo responsabile: estinguere il debito residuo del mutuo, far fronte alle altre esposizioni dell’associazione e, successivamente, destinare le risorse disponibili all’acquisto di un nuovo immobile. Tutte queste operazioni sono seguite dallo Studio Legale Vietti, al quale abbiamo affidato l’assistenza e la consulenza. Non nascondiamo le difficoltà, ma le affrontiamo. Dal 2014 a oggi, questo Direttivo ha scelto di risanare, pagare, investire e mantenere in vita la Pro Loco. La Pro Loco non chiude. La Pro Loco non si arrende. La Pro Loco sta cercando una nuova strada per continuare a lavorare, da volontari, per Chivasso e per le sue tradizioni. È questa la realtà che chiediamo venga raccontata.
Il Consiglio Direttivo della Pro Loco Chivasso “L’ Agricola”