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Il Martinetti riapre… si lavora alla stagione teatrale e al Festival Jazz

L’Amministrazione vuole promuovere anche una compagnia con i giovani

Il Martinetti riapre… si lavora alla stagione teatrale e al Festival Jazz

Questa volta la volontà è quella di lasciar fuori qualsiasi polemica, nonostante ci siano state, anche in quella giornata, perché le emozioni vissute domenica 17 maggio sono state troppo grandi per essere intaccate dai dissapori della politica. Dopo anni di attesa, il Teatro Martinetti è finalmente tornato a ospitare moments di festa, di gioia e di profonda condivisione per l’intera comunità di Cigliano. Un salone gremito di pubblico, visibilmente commosso e partecipe, ha fatto da cornice a un evento che segna una vera e propria rinascita per il territorio.

La benedizione di don Luciano e le parole del sindaco

Ad aprire ufficialmente la giornata di festa è stato il parroco, don Luciano, che con la preghiera e la benedizione dei locali ha dato il via alle celebrazioni, restituendo una sacralità comunitaria a un luogo tanto amato. Subito dopo la parola è passata al sindaco, Giorgio Testore, il quale ha voluto sottolineare l’immenso valore simbolico dell’opera, definendo il teatro non soltanto come un edificio restituito alla cittadinanza, ma come un emblema vivo dell’identità culturale locale, della storia e della voglia di guardare al futuro senza mai dimenticare le proprie radici. Il primo cittadino ha ricordato il lungo percorso, fatto di impegno, collaborazione e passione, che ha permesso al Martinetti di tornare a splendere. Un risultato corale, nato dal lavoro congiunto di istituzioni, tecnici, del Consiglio Pastorale, di don Luciano, don Pio e don Lorenzo, verso i quali il sindaco ha espresso un pensiero dal profondo del cuore.

La donazione dell’ex asilo e il futuro del palcoscenico

Un passaggio fondamentale del discorso del sindaco è stato dedicato alla gratitudine verso il consiglio di amministrazione dell’ex ente asilo infantile, composto da don Riccardo Leone, Mauro Enrico, Vittorina Rondoletto, Rosanna Rondoletto, Rossana Venturino e Giovanni Sario. Il 27 settembre 2019, nell’atto di scioglimento dell’ente, questo gruppo ha infatti devoluto alla parrocchia di Cigliano una somma superiore agli 82.000 euro e un terreno agricolo, risorse interamente destinate e rivelatesi decisive per la realizzazione dei lavori di ripristino della struttura.

Il teatro, ha ricordato Testore, è da sempre uno spazio di incontro in cui si condividono emozioni, si raccontano storie e si costruisce comunità, un invito a fermarsi e riflettere in un’epoca in cui tutto corre troppo velocemente. Con questa riapertura si spalanca una porta sulla bellezza, sull’arte e sul dialogo, offrendo un palcoscenico agli artisti e uno spazio espressivo per le nuove generazioni. L’Amministrazione comunale, in virtù della convenzione sottoscritta nei mesi scorsi, è già proiettata verso il futuro con tre iniziative concrete: l’organizzazione della prima vera stagione teatrale ciglianese, prevista da novembre a febbraio; la nascita del Cigliano Spring Jazz Festival in stretta collaborazione con la Filarmonica e la promozione di una nuova compagnia teatrale locale aperta a cittadini di tutte le età, dai giovani ai meno giovani.

Lo spettacolo dei giovani e il brindisi degli Alpini

Dopo il caloroso ringraziamento finale del sindaco a tutti coloro che hanno sostenuto il progetto con entusiasmo e fiducia, augurando al teatro di rimanere un luogo vivo, inclusivo e un orgoglio per Cigliano, lo spettacolo è entrato nel vivo. Il palco si è riempito dell’energia e del talento degli studenti della scuola dell’infanzia, della primaria e della scuola media, che insieme alle note travolgenti della Filarmonica Ciglianese hanno incantato il pubblico presente, sigillando con la musica e gli applausi una giornata storica che la comunità difficilmente potrà dimenticare. La domenica si è conclusa con uno splendido rinfresco offerto dal gruppo Alpini.