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Il nuovo sistema di accumulo di energia regala la rinascita del Paolina Bosio

Il progetto prevede la realizzazione di una scuola oppure di un polo sociale

Il nuovo sistema di accumulo di energia regala la rinascita del Paolina Bosio

Il Comune entra di diritto nella storia dello sviluppo energetico nazionale. Venerdì 27 febbraio è stata firmata una pagina importante di questo progetto alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, dell’assessore regionale Andrea Tronzano, del vicesindaco di Città Metropolitana Jacopo Suppo e naturalmente del sindaco Antonio Magnone che, grazie alla sua lungimiranza, ha portato in paese questo sistema di accumulo di energia da 1000 MWh, destinato a diventare il più grande del Paese.

Un nuovo sistema di accumulo di energia

L’opera, che prevede un investimento di 180milioni di euro, rappresenta una best practice di collaborazione tra istituzioni e investitori esteri. Ad aprire gli interventi è stato il sindaco di Rondissone Magnone, che ha sottolineato l’importanza del dialogo con la società: «È stato un buon atto di collaborazione tra un ente comunale e una grande società di livello mondiale nella Green Energy. La società Aer Soléir ha più che rispettato gli impegni presi con il Comune».

La rinascita del Paolina Bosio

Entrando nel merito delle ricadute locali e delle misure compensative, che il sindaco ha definito impossibili da realizzare con le sole finanze di un piccolo comune, Magnone ha aggiunto: «Ad oggi possiamo affermare che è già stato stanziato il contributo di 800.000 euro previsto in convenzione a favore del Comune, che come già deliberato, insieme ai 100.000 euro di contributo ottenuto dall’assegnazione di un bando nazionale per le progettazioni, verranno utilizzati per la riqualificazione dell’ex ospedale Paolina Bosio, storico centro di aggregazione sociale e culturale del paese, oggi fatiscente e in alcuni punti pericolante. L’edificio, che nel tempo ha ospitato il Circolo Pensionati, lo studio del medico di famiglia, la sede del Gruppo Vigili del Fuoco locale, l’Avis e numerose iniziative sociali, quando verrà interamente recuperato potrà essere destinato a servizi pubblici per le scuole o altri tipi di servizi sociali, restituendolo alla comunità come edificio funzionale. Un progetto che coniuga innovazione, sostenibilità e memoria collettiva, segnando una nuova e importante pagina per il futuro di Rondissone. Un progetto che ha ancora necessità di ricerca di risorse finanziarie per il suo completamento che ci impegneremo a recuperare nelle sedi opportune con tutte la nostra volontà e intraprendenza».

Andy Kinsella, CEO di Aer Soléir, ha illustrato la visione globale dell’azienda e la centralità del mercato italiano, annunciando l’intenzione di investire altri 1,5 miliardi di euro nel Paese nei prossimi cinque anni. Il Ministro Gilberto Pichetto Fratin ha inserito il progetto nella sfida della decarbonizzazione, sottolineando la necessità assoluta di creare sistemi di accumulo per garantire stabilità alla rete elettrica nazionale.

Anche la Regione Piemonte, rappresentata dall’assessore Andrea Tronzano, e la Città Metropolitana di Torino, con il vicesindaco Jacopo Suppo, hanno accolto con favore l’investimento, evidenziando come l’impianto proteggerà la manifattura locale e rafforzerà la sicurezza energetica europea. Oltre alla valenza strategica, il progetto genererà ricadute economiche lungo l’intera filiera regionale durante la fase di costruzione sia nella successiva gestione operativa, stimolando la domanda di materiali, creando occupazione e benefici alle attività nell’area di Rondissone e Chivasso.