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Il paese vuole l’area cani: «Ci sarà, ma qualcuno dovrà poi gestirla»

Il paese vuole l’area cani: «Ci sarà, ma qualcuno dovrà poi gestirla»
Attualità Chivasso, 17 Ottobre 2021 ore 06:57

Da diversi anni, anche in Italia si è diffusa la presenza di aree dedicate allo sgambettamento cani. Zone recintate dove i proprietari degli amici a quattro zampe possono portarli per lasciarli correre tranquilli in piena sicurezza. Aree dove sono spesso installate delle panchine e anche una fontana per permettere al cane di bere.
Una proposta che alcuni anni fa era stata presentata anche al Comune di Torrazza Piemonte.

La proposta

Era stato l’allora consigliere d’opposizione pentastellato Davide Bugli a proporre al Consiglio comunale la realizzazione di quest’area. Era infatti il 2017 quando il primo cittadino Massimo Rozzino, a tre anni dall’inizio del suo primo mandato aveva spiegato a Bugli «l’opera è nei programmi della nostra amministrazione e abbiamo già individuato l’area tra il capoluogo e Borgoregio». A quell’epoca Rozzino aveva anche detto che non era possibile prevedere l’intervento per via della mancanza di fondi da destinare all’opera. Una risposta che non era piaciuta alla minoranza.

Il progetto prende forma

Anni da quella risposta ne sono passati, Rozzino è stato anche rieletto per il suo secondo mandato ma, il problema permane. Ma proprio in questi giorni sembra che qualcosa si stia muovendo come spiega lo stesso primo cittadino: «Abbiamo individuato l’area, è la pineta vicino al cimitero. Un’area già ombreggiata che potrà avere una dimensione di circa 240 metri quadrati se non anche più grande. Al suo interno porteremo l’acqua, poseremo delle panchine e anche delle attrezzature per realizzare dei percorsi per i cani. La struttura però non sarà gestita dal Comune, con un solo operaio non possiamo permettercelo (già oggi è lui che si occupa di raccogliere gli escrementi dei cani nelle aiuole perché i padroni non lo fanno). Abbiamo già incontrato un’associazione di addestramento cani che si impegnerà a sensibilizzare il territorio e cercare delle persone, volontarie, che si occupino della situazione. L’area cani non può certamente essere terra di nessuno, se così sarà come è stata aperta verrà chiusa».