la cerimonia

Inaugurato il Restauro del Santuario della Madonnina TUTTE LE FOTO

L’evento, presieduto da sua eminenza il Cardinale Arrigo Miglio, ha segnato non solo il recupero architettonico di un luogo simbolo, ma anche un momento di riflessione

Inaugurato il Restauro del Santuario della Madonnina TUTTE LE FOTO

In una serata di festa e profonda spiritualità, Verolengo ha celebrato domenica 31 maggio 2026 la solenne inaugurazione del restauro del presbiterio e del coro del Santuario della Madonnina. L’evento, presieduto da sua eminenza il Cardinale Arrigo Miglio, ha segnato non solo il recupero architettonico di un luogo simbolo, ma anche un momento di riflessione teologica sulla necessità di “restaurare” la nostra immagine di Dio.

Il restauro architettonico e la tecnica del “descialbo”

I lavori, durati sei mesi e diretti dall’architetto Alberto Barbero, hanno riportato alla luce gli splendidi colori originali dei pilastri e delle volte, precedentemente celati da fumo e incrostazioni accumulate nei secoli. Per ottenere questo risultato, i restauratori del Consorzio San Luca hanno utilizzato la tecnica del “descialbo”, un processo minuzioso che consiste nel grattare via gli strati superficiali per riscoprire la prima stesura cromatica.

Oltre alle pitture, gli interventi hanno riguardato il rifacimento del tetto e dell’impianto elettrico. Una novità significativa è rappresentata dal nuovo altare e dall’ambone, donati da una devota rimasta anonima, che sono stati utilizzati per la prima volta durante la celebrazione. Una lapide commemorativa è stata inoltre posta ai piedi della Vergine nel cupolino per tramandare ai posteri il ricordo di questo storico traguardo.

Una metafora spirituale: riscoprire il vero volto di Dio

L’intervento di restauro è stato letto come una potente metafora del cammino di fede. Proprio come i pilastri del santuario sono stati ripuliti, così i fedeli sono stati invitati a “smacchiare” la propria idea di Dio da tutte quelle sovrastrutture che ne offuscano la bellezza. Troppo spesso, infatti, il volto di Dio è stato presentato come quello di un giudice severo o punitivo, un’idea che genera paura e distanza.

Attraverso Gesù, l’Emanuele (il “Dio con noi”), riscopriamo invece un Padre tenero che accoglie tutti a braccia aperte, proprio come il padre della parabola del figlio prodigo. Il Santuario, in questo senso, si distingue dalla parrocchia per essere un luogo di libertà e accoglienza incondizionata, dove ognuno può entrare senza dover affrontare un “esame” preventivo.

Il “Puzzle” e i volontari

Il restauro è stato reso possibile dal contributo corale della comunità. Per finanziare le opere, è stata lanciata l’iniziativa di un puzzle di 2000 pezzi: ad oggi ne sono stati “attaccati” 571, un traguardo importante che testimonia la generosità di parrocchiani e aziende.

Don Valerio D’Amico, prevosto di Verolengo, ha rivolto un sentito ringraziamento a tutti i protagonisti di questa impresa cioè ai restauratori che hanno lavorato in silenzio sui ponteggi; ai Priori Marina e Adriano, che hanno curato l’accoglienza e l’allestimento di un nuovo spazio di sosta e ristoro nel cortile del santuario; ai vari professionisti e ditte coinvolte.