L’approvazione del nuovo regolamento che porterà all’introduzione del controllo da parte dell’Ispettore di Seta dei bidoni della raccolta rifiuti e del materiale che viene inserito all’interno non ha creato discussioni solo in aula consiliare, ma anche al di fuori. La capogruppo Daniela Caminotto, assente all’ultima seduta del Consiglio, infatti, ha rimarcato alcuni aspetti che sostiene siano fondamentali per la buona riuscita della raccolta differenziata.
Ispettore sì ma premi a chi differenzia bene
«Non siamo contrari, per principio, all’idea di sanzionare chi conferisce i rifiuti in modo scorretto. Quando i comportamenti sono palesemente sbagliati o ripetuti nel tempo, è giusto che ci siano delle conseguenze: il rispetto delle regole serve a tutelare il decoro, il servizio e anche chi la raccolta differenziata la fa con attenzione ogni giorno. – spiega Caminotto a nome del gruppo che rappresenta – Proprio per questo, però, riteniamo che un regolamento come quello recentemente approvato avrebbe potuto essere più equilibrato, affiancando al sistema sanzionatorio un vero sistema premiale, capace di valorizzare i comportamenti virtuosi e rendere più efficace l’intero impianto».
Sullo stile Coripet
Caminotto prosegue spiegando che a Verolengo questo approccio non sarebbe una novità: «Durante la nostra precedente amministrazione, è stato introdotto il sistema Coripet, con l’eco-compattatore per la raccolta della plastica. Un’idea nata proprio con l’obiettivo di incentivare i cittadini, offrendo punti trasformabili in buoni spendibili negli esercizi commerciali o in riduzioni sulla bolletta. Un’idea che ha riscosso notevole successo nel nostro territorio. Da quella esperienza si sarebbe potuto partire per fare un passo in più. Ad esempio, potenziando il valore degli incentivi, aumentando la riduzione in bolletta o il valore dei buoni, oppure rivedendo le soglie di conferimento per rendere il sistema ancora più accessibile e motivante».
I dubbi sulle multe
La capogruppo poi torna sulla figura dell’ispettore: «Il regolamento approvato, invece, si concentra quasi esclusivamente sull’aspetto sanzionatorio e lascia aperti molti interrogativi. Uno su tutti: come farà l’ispettore ambientale ad accertare con certezza la responsabilità individuale, soprattutto nel caso dei bidoni esposti su suolo pubblico, spesso di notte, accessibili a chiunque? In situazioni del genere il rischio è che le sanzioni diventino facilmente contestabili, perché manca un collegamento chiaro tra il rifiuto conferito in modo errato e la persona che lo ha effettivamente conferito. Non è nemmeno chiaro quando scatta la multa: basta un singolo errore? Serve una reiterazione? Esiste una soglia precisa? Lo stesso vale per il tema dei rifiuti abbandonati su strade e aree verdi, che rappresentano una delle forme più gravi di inciviltà. Anche in questi casi, al di là della condanna netta di tali comportamenti, resta aperta una questione concreta: come si accerta in modo certo chi è il responsabile dell’abbandono? Senza riscontri diretti o elementi inequivocabili, il rischio è che l’intervento sanzionatorio risulti inefficace o difficilmente sostenibile, spostando il problema invece di risolverlo».
Prevenzione al primo posto
«Per questo riteniamo che oltre a puntare sulla sanzione, si debbano affiancare strumenti di prevenzione, informazione e incentivo ai comportamenti corretti. – conclude – Le regole funzionano davvero quando sono chiare, applicabili e accompagnate da politiche che aiutano i cittadini a fare la cosa giusta. I comportamenti virtuosi, quando vengono riconosciuti e valorizzati, sono non solo più efficaci, ma anche più giusti. È per questo che abbiamo espresso perplessità su questo regolamento: non per difendere chi sbaglia, ma perché pensiamo che amministrare bene significhi costruire strumenti chiari, proporzionati e orientati a migliorare i comportamenti, non solo a punirli».