Crescentino si stringe attorno a due pilastri del commercio locale che, dopo decenni di dedizione e serrande alzate con il sorriso, hanno deciso di godersi il meritato riposo della pensione. L’Amministrazione comunale ha voluto celebrare ufficialmente Mariella Vetere e Roberto Falabino, due figure che con la loro professionalità non hanno solo offerto servizi, ma hanno intessuto la trama sociale della comunità, diventando punti di riferimento per generazioni di cittadini.
GUARDA LA GALLERY (2 foto)
Roberto Falabino
La città perde due attività storiche
La storia di Mariella Vetere è un intreccio di arte e passione nato quasi per caso, davanti a un annuncio in una panetteria quando aveva solo quindici anni. Da quell’apprendistato iniziato nel 1982 a Livorno Ferraris, il suo percorso l’ha portata a Vercelli e Torino, per poi approdare a Crescentino a soli vent’anni. «Fin da ragazza ho amato tutto ciò che è arte e moda – racconta oggi Mariella – e il mestiere di parrucchiera, in un certo senso, racchiude le due cose. A quindici anni, entrando in panetteria, ho trovato un annuncio per un’apprendista: da lì è iniziata la mia avventura».
Dopo aver rilevato il salone in cui era dipendente, lo ha condotto per quasi quarant’anni. «È un lavoro che mi ha appassionata da sempre: il taglio, il colore, la possibilità di esprimere ciò che avevo dentro creando acconciature alla moda è sempre stato motivo di grande soddisfazione. Sono stata sempre supportata da clienti, ormai amiche trentennali, che mi hanno lasciato libertà d’azione nella massima fiducia. Sono andata in pensione senza aver venduto la mia attività, ma pienamente soddisfatta della mia vita. Inizia ora un nuovo capitolo dove con le mie clienti ci vediamo al bar per prendere un caffè e continuare a chiacchierare delle nostre vite, proprio come quando mi prendevo cura di loro».
Altrettanto profondo è il solco lasciato da Roberto Falabino, custode di una tradizione familiare che affonda le radici nel lontano 1928 con la storica «Fornacca Arredamenti». Entrato in azienda giovanissimo dopo gli studi professionali, Roberto ha portato avanti l’attività con una cortesia e una competenza tecnica d’altri tempi, utilizzando per anni il tecnigrafo per dare forma ai sogni dei suoi clienti. «Diciamo che il lavoro lo avevo già in casa: l’attività esisteva e la parte relativa alla progettazione mi affascinava, così ho deciso di continuare la tradizione di famiglia. Ero molto giovane quando ho iniziato, subito dopo aver frequentato la scuola professionale per l’arredamento; mi è sempre piaciuto molto disegnare. Tutti gli arredamenti che realizzavamo erano quasi interamente su misura, specialmente le cucine, che progettavamo interamente a mano con il tecnigrafo».
Con il suo pensionamento e la conseguente chiusura dell’attività, si chiude un capitolo importante per l’arredamento locale, lasciando però il ricordo di un lavoro svolto sempre con garbo e impeccabile professionalità. L’omaggio del Comune ai due commercianti rappresenta il ringraziamento di un’intera città a chi ha saputo fare impresa mettendo sempre al centro il valore umano.