L'iniziativa

La Liberazione si fa comunità: al Mauriziano nasce il Kollettivo Libero Canavese

L'obiettivo, "Fare festa e costruire legami, resistenza e informazione libera nel nostro territorio"

La Liberazione si fa comunità: al Mauriziano nasce il Kollettivo Libero Canavese

“Fare festa e costruire legami, resistenza e informazione libera nel nostro territorio”.

Tra gli alberi del Parco del Mauriziano a Chivasso, il 25 Aprile ha assunto quest’anno una sfumatura diversa, trasformando la celebrazione della Liberazione dal nazifascismo in un momento di mobilitazione attiva contro le guerre contemporanee. L’occasione è stata segnata dal debutto pubblico del K.Li.C., il neonato Kollettivo Libero Canavese, che ha scelto la via della convivialità e del confronto politico per rispondere a un clima internazionale sempre più cupo.

La Liberazione si fa comunità: al Parco del Mauriziano nasce il Kollettivo Libero Canavese

La partecipazione è stata caratterizzata da un approccio spontaneo e orizzontale, dove la condivisione di cibo, bevande e musica ha fatto da cornice a una riflessione sui conflitti che stanno scuotendo il Medio Oriente, dalla Palestina al Libano, fino alle tensioni crescenti che coinvolgono Iran, Israele e Stati Uniti. I partecipanti hanno ribadito con forza come le dinamiche del profitto  stiano trasformando la guerra in un volano economico, a scapito della vita dei popoli e della salute dei territori.

Durante il pomeriggio, il dibattito si è spostato dalle questioni internazionali a quelle domestiche, tracciando un legame diretto tra l’economia bellica e l’impoverimento della società civile italiana. È stata espressa una ferma condanna verso la scelta di dirottare risorse pubbliche essenziali, originariamente destinate a sanità e istruzione, verso il riarmo e il supporto logistico ai conflitti. Il collettivo ha inoltre acceso i riflettori sui recenti decreti sicurezza, interpretati come un tentativo sistematico di soffocare il dissenso e colpire chiunque si opponga alla logica della militarizzazione.

L’iniziativa si è conclusa con l’impegno dei presenti a mantenere vivo il presidio territoriale, trasformando la giornata nel primo passo di un percorso di resistenza permanente. Tra note musicali e interventi dal basso, il messaggio uscito dal Mauriziano è stato inequivocabile: la vera pace non può essere il deserto lasciato dalle bombe, ma la costruzione di legami solidali capaci di boicottare la distruzione e rimettere al centro il valore della vita umana.