Lieve riduzione della Tari per il 2026. La maggioranza ha stabilito nel consiglio di venerdì 24 luglio che il tributo sarà pagato in tre rate e non più in quattro, una scelta quest’ultima che il gruppo di minoranza «Per Brusasco e Marcorengo, Anna Marolo sindaco» non ha condiviso, esprimendo contrarietà alla suddivisione in tre scadenze.
La Tari si pagherà in tre rate invece che in quattro. Polemiche in Consiglio
«A seguito – ha detto il sindaco Giulio Bosso – del ritardo nell’approvazione del piano tariffario è diventato impossibile gestire il pagamento della Tari in quattro rate.
Siamo costretti a suddividerla in tre rate, dando la possibilità ai cittadini che hanno difficoltà di fare istanza per pagare in quattro rate».
Le scadenze sono il 30 settembre, 31 ottobre e 30 novembre. «Su 862 utenze, 412 avranno una lieve riduzione compresa dall’1 al 2 per cento in base al piano tariffario – ha aggiunto Bosso – Inoltre, è stata applicata a 57 utenti la riduzione del 25 per cento prevista dalla delibera Arera, e l’importo quantificato per Brusasco è di 4.041 euro».
Le interrogazioni della minoranza
Quattro le interrogazioni presentate dalla minoranza. «Sarà mai aperto il bagno pubblico?» questa la domanda posta, e non per la prima volta, dalla consigliera e capogruppo d’opposizione Anna Marolo alla maggioranza. «Non potrà mai essere messo in funzione – ha risposto Bosso – per un problema tecnico. Per l’attivazione è necessario incrementare la pressione dell’acqua in rete, cosa che il Consorzio Acquedotto Monferrato non può fare perché tale operazione danneggia gli impianti dei privati».
«Si interverrà per lo stato di degrado e la sicurezza dell’area di deposito comunale di via delle Scuole, in particolare per una tettoia?», questa la seconda interrogazione. «L’area – ha risposto Bosso- era stata provvisoriamente utilizzata per accogliere i rifiuti delle case colpite dall’alluvione e poi come deposito di cantiere delle ditte. Non ci sono attualmente fondi per il risanamento ma valuteremo in autunno come intervenire».
«Il Comune provvederà a installare dei condizionatori negli ambulatori comunali? Perchè i due medici li devono portare da casa – chiede Marolo – Ed inoltre verrà ripristinata la ventola nella sala d’attesa?». Bosso ha risposto che dal 29 giugno nella sala d’attesa il condizionatore è in funzione. Su tale punto è sorta una diatriba sui tempi di attivazione: il sindaco ha dichiarato che il condizionatore è stato attivato prima dell’interrogazione mentre la minoranza ha detto dopo.
«Il Comune intende intervenire sulle tre barriere di sicurezza di via Cavour che continuano a rappresentare un ostacolo per i mezzi di soccorso generando una ristrettezza della carreggiata?» è stata la quarta interrogazione. Bosso ha replicato che le barriere sono a norma del Codice della Strada, una risposta che non ha convinto la minoranza che procederà a chiedere alla Croce Rossa una comunicazione da sottoporre alla maggioranza sulle difficoltà di transito riscontrate in quella strada.
L’applicazione dell’avanzo
La variazione più significativa approvata dal consiglio riguarda l’applicazione dell’avanzo in conto capitale, pari a 203 mila euro. «Di questa somma, 88 mila euro sono destinati alla manutenzione straordinaria della viabilità comunale – ha precisato Bosso – Sono inoltre previsti 3.600 euro per la manutenzione e il potenziamento della pesa pubblica, 20 mila euro per gli interventi sugli edifici scolastici e 5 mila euro per l’acquisto della segnaletica stradale. Tra gli altri stanziamenti figurano 30 mila euro per la manutenzione degli immobili comunali, 10 mila euro per la riqualificazione dell’area verde lungo il Parco del Po, 16 mila euro per il potenziamento degli impianti di illuminazione, 15 mila euro destinati al cofinanziamento del sistema di videosorveglianza e 2 mila euro per l’acquisto di arredi per la biblioteca». «Mi pare un elenco di interventi di tipo elettoralistico», ha commentato il consigliere Carlo Giacometto. Il sindaco ha replicato: «Non faccio azioni preelettorali, perché non è nella mia indole».