A Foglizzo l’allarme agricoltura è ormai scattato su due fronti contemporaneamente. Da un lato, l’invasione aggressiva e anticipata della Popillia japonica sta letteralmente divorando i raccolti; dall’altro, lo spettro della siccità estiva rischia di dare il colpo di grazia alle colture locali. La combinazione di questi due fattori sta mettendo in seria difficoltà sia i professionisti del settore che i piccoli produttori domestici.
L’invasione dello scarabeo giapponese
La Popillia japonica è tornata a farsi sentire a Foglizzo con particolare intensità. Quest’anno, secondo le prime segnalazioni degli agricoltori, l’infestazione risulterebbe decisamente più forte rispetto alle stagioni precedenti. Il coleottero non colpisce soltanto i campi coltivati, ma sta interessando anche orti privati, piante da frutta e aree verdi, provocando danni visibili alla vegetazione.
I danni alla vegetazione e le prime barriere
Le foglie delle piante risultano spesso «scheletrizzate» dagli adulti dell’insetto, mentre nel terreno le larve continuano a danneggiare radici ed erba, divorando quel che trovano. In diverse zone del territorio iniziano a comparire i primi cartelli di segnalazione e recinzione, installati dagli agricoltori per cercare di limitare la diffusione del parassita e proteggere le colture più esposte. Si tratta di misure di contenimento che, pur non essendo risolutive, testimoniano la crescente preoccupazione per l’espansione dell’insetto.
L’impatto sugli orti domestici e il fattore clima
Particolarmente colpiti risultano anche i piccoli orti familiari e le piante da frutto, con ripercussioni non solo sull’agricoltura professionale ma anche sulle produzioni domestiche.
«È un disastro a Foglizzo – racconta il consigliere all’agricoltura Luca Imocrante – Quest’anno la presenza della Popillia japonica si è fatta sentire prima del solito, complici le temperature elevate».
Vigneti e piantagioni in ginocchio
Nei vigneti le piante sono ormai quasi completamente defogliate, «pelate», con le foglie interamente mangiate. Lo scarabeo non risparmia neppure le colture di mais in fase di fioritura, dove arriverebbe a danneggiare anche le pannocchie e, in parte, pure la soia. Il danno è sempre più evidente. Sul fronte istituzionale, la Regione risulta già attiva nel monitoraggio del fenomeno e nell’adozione di misure per contenere la diffusione dell’insetto, che anche quest’anno sta confermando una forte pressione sulle colture del territorio.
L’emergenza idrica e lo spettro della siccità
Anche sul fronte dell’irrigazione l’agricoltura locale guarda con crescente preoccupazione alla stagione estiva ormai alle porte. «L’estate si preannuncia calda e l’acqua comincia a scarseggiare» dichiara il consigliere Imocrante. Le alte temperature attese, unite a periodi sempre più frequenti di siccità e precipitazioni irregolari, rischiano infatti di mettere ulteriormente sotto pressione i sistemi di approvvigionamento idrico, già fragili in alcune aree.
Un duro colpo all’economia del Canavese
La combinazione tra temperature elevate e disponibilità idrica ridotta rischia di aggravare ulteriormente la situazione delle colture, già messe a dura prova dalla presenza della Popillia japonica. In diverse aree del territorio canavesano il fenomeno sta causando danni significativi, il che si traduce inevitabilmente nella perdita del raccolto e in una drastica riduzione dei guadagni per l’intera stagione.