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CRESCENTINO

Licenziato, vive sotto i portici: «Cerco lavoro per mantenere la mia famiglia»

Il vicesindaco Lifredi lancia l’appello per aiutare questo uomo di soli 40 anni.

Licenziato, vive sotto i portici: «Cerco lavoro per mantenere la mia famiglia»
Attualità Vercellese, 16 Ottobre 2021 ore 05:50

Licenziato, vive sotto i portici: «Cerco lavoro per mantenere la mia famiglia». Il vicesindaco Lifredi lancia l’appello per aiutare questo uomo di soli 40 anni.

Licenziato, vive sotto i portici

Rimasto dall’oggi al domani senza un posto di lavoro, senza il denaro per pagare l’affitto dell’abitazione si ritrova a vivere in strada, a bivaccare sotto i portici. Questa è la triste storia, l’ennesima che siamo costretti a raccontare, di un papà di soli 40 anni che, pur di garantire un tetto e un pasto caldo alla propria compagna in attesa del loro secondo bimbo e alla figlia di appena due anni, ha deciso di sopportare. Giovanni (nome di fantasia), infatti, ha perso in lavoro e ha cercato una sistemazione per la sua famiglia e l’unica è stata di portarli a Crescentino dove i suoceri hanno potuto dare un riparo, ma non a tutti. La casa non è cosi grande da poter ospitare anche lui.

«L’importante per me era tenere al sicuro la mia compagna e mia figlia. Io ho dormito un po’ nell’auto che ho affittato per poter portare qui la mia famiglia. Poi ho bivaccato sotto ai portici di Crescentino sino a quando il Comune non è intervenuto venendo in mio aiuto- racconta l’uomo -tramite il vicesindaco».

L'appello alla popolazione

Luca Lifredi, infatti, ha subito preso in mano la situazione: «Appena siamo venuti a conoscenza della situazione, siamo intervenuti. Sono andato da lui, mi sono fatto raccontare la sua storia, quello che gli era accaduto. Così sono venuto a conoscenza che Giovanni lavorava per una ditta edile, che aveva lavorato anche nella trivellazione per la posa della fibra nel Nord Italia. Poi, con il passaggio ad un’altra ditta, si era trasferito con la famiglia in Sicilia dove ha lavorato sino a quando, senza alcun preavviso, l’hanno licenziato. Così, in pochissimo tempo si è trovato anche senza i soldi per pagare l’affitto. A quel punto l’unica soluzione era accompagnare la compagna a Crescentino dalla famiglia dove lei e la figlia hanno trovato accoglienza. Giovanni ha 40 anni ed è pronto a lavorare per qualsiasi persona. Crescentino sta già dimostrando il suo grande cuore. Infatti, come Amministrazione siamo riusciti a trovargli un posto al dormitorio di Chivasso. Al mattino, dopo che lì gli danno la colazione, raggiunge Crescentino dove ha almeno la possibilità di vedere la sua famiglia. Spesso le persone di Crescentino gli danno un pasto, un aiuto. Ma lui quello che vuole è un posto di lavoro. E’ pronto a tutto pur di tornare a garantire l’autonomia alla sua famiglia.
Come Comune non possiamo aiutarlo attraverso le politiche sociali perché non è residente qui. Le azioni che la legge ci permette di attuale sono per coloro che abitano in città.
Ma stiamo cercando, anche attraverso privati, di trovare una soluzione perché un’Amministrazione non può restare ferma ed immobile di fronte a storie come queste. Lui è un uomo che vuole lavorare, che vuole mantenere la sua famiglia e che pur di star con loro ha anche dormito sotto i portici senza alcun riparo.
Ecco, questo è l’appello che voglio lanciare attraverso il giornale. Chiunque abbia un’opportunità lavorativa non esiti a contattarmi, io farò da tramite con questa persona».